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CANTONE Abusi sessuali sul figliastro: «L'ho fatto, ma pensavo potesse aiutarlo»

07.05.24 - 11:23
L'uomo si sarebbe approfittato del bambino, affetto da un grave ritardo mentale. Alla sbarra anche l'ex moglie, che non ha denunciato.
Deposit (simbolica)
Abusi sessuali sul figliastro: «L'ho fatto, ma pensavo potesse aiutarlo»
L'uomo si sarebbe approfittato del bambino, affetto da un grave ritardo mentale. Alla sbarra anche l'ex moglie, che non ha denunciato.

LUGANO - «Mi dispiace per quello che ho fatto, ma pensavo potesse aiutarlo». È quanto ha dichiarato oggi a processo alle Assise correzionali un 71enne di origini svizzere tedesche che tra il 2017 e il 2019 nel Luganese avrebbe approfittato sessualmente del suo figliastro, che all'epoca aveva tra gli 11 e i 12 anni.

In più occasioni l'imputato avrebbe toccato il bambino nelle parti intime e gli avrebbe fatto vedere filmati pornografici, arrivando anche a masturbarlo e a masturbarsi a sua volta in sua presenza.

Il bambino, emerge dall'atto d'accusa, è affetto da un grave ritardo mentale e ha importanti problemi di gestione della sua sessualità. L'uomo, parzialmente reo confesso, sostiene che ha fatto quello che ha fatto perché voleva aiutarlo a risolvere i suddetti problemi.

Presente in aula anche la madre della vittima ed ex moglie dell'anziano, accusata di aver non aver allertato le autorità pur essendo venuta a conoscenza degli abusi.

Ammissioni e giustificazioni - «Sì, l'ho toccato quando aveva una erezione, ma solo quando avevamo ospiti, perché lui non capiva che non andava bene», afferma il 71enne, interrogato dal giudice Amos Pagnamenta. Per quanto riguarda invece i toccamenti sotto la doccia, dichiara che «forse ci siamo toccati nel girarsi o nel muoversi, ma in quel caso non me ne sono reso conto».

«Gli episodi dell’albergo? L'ho fatto per aiutarlo» - L'anziano ammette poi di aver masturbato il bambino mentre soggiornavano in un albergo del Luganese. «Non volevo farlo, mi dispiace, ma pensavo che potesse risolvere il problema. Per quanto riguarda invece me, io non gli ho chiesto di toccarmi, ma lui l'ha fatto».

«Ho commesso un errore portandolo in albergo, ma l'ho fatto per aiutarlo», ha detto l'uomo in corso d'inchiesta. «L'anno successivo», fa però notare il giudice, «lei è tornato con il bambino in quell'hotel e l'ha indotto nuovamente a masturbarsi».

Nel computer del 71enne sono inoltre stati trovati immagini e video pedopornografici, osserva Pagnamenta. L'uomo sostiene però che questo materiale non sarebbe suo e accusa la polizia di aver intenzionalmente introdotto questo materiale nel suo computer.

L'ex moglie: «Avevo paura» - Il giudice interroga infine la madre del bambino ed ex moglie del principale imputato. «Come mai quando ha saputo quello che stava succedendo non ha allertato le autorità?», chiede Pagnamenta. «Quando ho saputo ero molto confusa, avevo paura di perdere quello che avevo ottenuto fino a quel momento, in particolare il permesso di domicilio. Da allora non li ho però mai più lasciati da soli», dice la donna.

Il 71enne deve rispondere di ripetuti atti sessuali con fanciulli, ripetuti atti sessuali con persone incapaci di discernimento o inette a resistere, ripetuta pornografia e violazione del dovere di assistenza o educazione. L'ex moglie, invece, è accusata principalmente di favoreggiamento.

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