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LUGANOLa folle notte di Verona e quella strana severità

01.06.16 - 12:30
Nuovi retroscena sulla vicenda del maestro di Arbedo a processo per presunti atti sessuali su fanciulli
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La folle notte di Verona e quella strana severità
Nuovi retroscena sulla vicenda del maestro di Arbedo a processo per presunti atti sessuali su fanciulli

LUGANO - Ha tentato di toccargli i genitali, le zone intime. Da una parte il docente di Arbedo, alla sbarra con l'accusa di atti sessuali su fanciulli. Seduto sul sedile a fianco, un suo ex allievo, classe 1990, diventato nel frattempo suo amico. Un rapporto sereno fino a quella notte dell'agosto 2013, a Verona. Una notte rievocata dal giudice Marco Villa nell'ambito del processo in corso da stamane a Lugano. «Il ragazzo mi piaceva. Ci ho provato. Credevo fosse omosessuale», si giustifica l'imputato.

Opera a Verona - Il giovane era solito accompagnarlo a vedere l'opera a Verona. La loro era un'amicizia legata soprattutto alla cultura. «Di solito si andava in gruppo. Era la prima volta che ci trovavamo da soli». In quell'auto il docente tenterà di toccare la pancia e i genitali al suo ex allievo. «Mi sembrava che non opponesse resistenza. Provavo attrazione». Il ragazzo aveva dato una mano all'insegnante anche in occasione di varie uscite di studio, in qualità di accompagnatore delle classi. «Forse gli avevo già manifestato la mia ammirazione. Ma non avevo mai cercato di toccarlo prima». Il giudice sollecita in seguito il maestro su alcuni suoi presunti comportamenti violenti verso alcuni allievi della sede in cui insegnava. «Avrò sicuramente dato qualche scappellotto. Ma mai con violenza».

Sberle e tirate di capelli - Eppure l'atto di accusa parla di violazione del dovere di assistenza o educazione, di vie di fatto reiterate, di sberle, tirate di capelli. In particolare verso alcuni ragazzi iperattivi o con un carattere difficile. L'imputato, dal canto suo, minimizza. «Ho dato al massimo qualche tirata di capelli a un bambino (lo stesso su cui avrebbe in seguito commesso atti sessuali, ndr). Per il resto, respingo le accuse. Più avanti ho usato metodi meno severi».

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