SVIZZERA
30.11.2017 - 10:090

Preventivo 2018, "no" al taglio di 100 milioni ad aiuto allo sviluppo

Ne è convinto il Consiglio nazionale, che oggi con 100 voti contro 88 ha respinto una proposta in tal senso del democentrista Peter Keller (NW)

BERNA - Non occorre diminuire di ulteriori 100 milioni il credito destinato all'aiuto allo sviluppo nel preventivo 2018. Ne è convinto il Consiglio nazionale, che oggi con 100 voti contro 88 ha respinto una proposta in tal senso del democentrista Peter Keller (NW).

L'idea era stata sostenuta da UDC e PLR nella commissione preparatoria ed era stata accolta di misura. Ma oggi una parte dei liberali-radicali non hanno seguito la maggioranza commissionale. Secondo Thomas Egger (PPD/VS) questa misura avrebbe costituito «un affronto per tutti i collaboratori dell'aiuto allo sviluppo». Risparmi in questo settore sono già stati effettuati, gli ha fatto eco Ursula Schneider-Schüttel (PS/FR).

«La Svizzera è uno dei Paesi più ricchi al mondo, deve quindi assumersi delle responsabilità», ha sottolineato dal canto suo Tiana Moser (Verdi liberali/ZH). Dello stesso avviso il ministro delle finanze Ueli Maurer, che si è opposto a tagli supplementari. Il consigliere federale ha ricordato che l'obiettivo della Svizzera è di destinare lo 0,5% del suo prodotto interno lordo (PIL) all'aiuto allo sviluppo.

Tentativi vani - Peter Keller, che ha definito l'aiuto allo sviluppo «una nuova forma di colonialismo», ha tentato di imporre un giro di vite in vari ambiti del Dipartimento federale degli affari esteri, ma tutte le sue proposte sono state nettamente respinte.

Anche i tentativi di Marina Carobbio (PS/TI) di aumentare i mezzi devoluti a diversi settori della cooperazione allo sviluppo non hanno avuto successo.

I dibattiti alla Camera dei popolo intanto proseguono. Il plenum deve in particolare pronunciarsi su un taglio di 41 milioni nell'aiuto sociale per i richiedenti l'asilo. Il Nazionale deve anche decidere come impiegare i 442 milioni di franchi risparmiati dopo la bocciatura alle urne della Previdenza 2020.

Gli Stati hanno deciso di attribuirne una parte (295 milioni) alla ferrovia, destinando il rimanente all'abbattimento del debito. Una proposta dei capigruppo dell'UDC Thomas Aeschi (ZG) e del PS Roger Nordmann (VD) propone invece di attribuire l'intera somma all'AVS. Questa soluzione dovrebbe venir adottata senza grosse difficoltà visto che UDC e PS sono i due principali partiti presenti alla Camera del popolo.

Opinioni divergenti dei Cantoni - Sul dossier relativo alle modifiche della legge sull'asilo non tutti i Cantoni la vedono allo stesso modo. Nonostante il compromesso elaborato dalla Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia (CDDGP) alcuni respingono le novità.

La revisione della legge sull'asilo mira ad abbreviare i tempi di procedura e diminuire i costi. Il terzo e ultimo pacchetto di modifiche, posto in consultazione dal Consiglio federale, prevede in sostanza meno soldi per i Cantoni. La somma forfettaria per le spese amministrative verrà ad esempio ridotta della metà, a 550 franchi, visto che i Cantoni dovrebbero ricevere un numero nettamente minore di richieste.

Per quanto riguarda l'aiuto urgente versato dai Cantoni ai richiedenti respinti, sarà eliminato il forfait di 6000 franchi. Al suo posto ci saranno tre tipologie di indennizzo, a seconda della procedura.

Secondo la CDDGP si tratta di modifiche "logiche" ed elaborate per raggiungere uno scopo comune. Le riduzioni a favore dei Cantoni devono però essere accompagnate da una partecipazione maggiore da parte della Confederazione.

Non tutti i Cantoni concordano però con questa posizione. Secondo Lucerna, ad esempio, i cambiamenti non giustificano un dimezzamento dei contributi della Berna federale, che già oggi sono appena sufficienti. Neuchâtel sottolinea dal canto suo come il peso sulle spalle dei cantoni non si dimezzerà da un giorno all'altro. Simili le posizioni di Basilea Città e Friburgo.

Ginevra critica invece il sistema con cui sono state calcolate le nuove somme forfettarie, mentre il Vallese auspica una fase transitoria di due anni, in modo che il denaro ricevuto dai Cantoni cali gradualmente e non in maniera improvvisa.

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