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Valute e FrontiereLa BNS perde 3,2 miliardi di franchi…e il suo governatore

18.03.24 - 08:00
Per il secondo anno consecutivo non ci saranno distribuzioni dell’utile alla Confederazione e ai Cantoni svizzeri
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La BNS perde 3,2 miliardi di franchi…e il suo governatore

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Per il secondo anno consecutivo non ci saranno distribuzioni dell’utile alla Confederazione e ai Cantoni svizzeri

Non basta la perdita del proprio governatore Thomas Jordan, che ha annunciato le proprie dimissioni a valere dalla fine di settembre 2024, per la BNS è arrivata anche la perdita monetaria nel bilancio 2023. La Banca centrale svizzera ha chiuso l’esercizio 2023 con una perdita di 3,2 miliardi di franchi, confermando l’annuncio fatto a gennaio di una perdita pari a circa 3 miliardi. Un passivo molto inferiore rispetto a quello registrato nel 2022 (132 miliardi) ma che non permette di distribuire l’utile a Confederazione e Cantoni per il secondo anno di fila. Il risultato negativo è il frutto delle posizioni in franchi detenute dalla BNS che hanno fatto registrare una perdita di 8,5 miliardi contro l’utile sulle valute estere pari a 4 miliardi e a quello sulle posizioni in oro di 1,7 miliardi.

Le dimissioni del governatore

Come un fulmine a ciel sereno la mattina dell’1 marzo 2024 un comunicato della BNS ha reso noto l’annuncio delle dimissioni dal proprio incarico del governatore Thomas Jordan. Nel documento la Banca esprime il proprio rammarico per la decisione e ringrazia il governatore “per lo straordinario impegno nell’interesse di una politica monetaria votata alla stabilità”. Le dimissioni diventeranno effettive a partire dal 30 settembre 2024 e non sembrano essere legate a motivi di salute o al rapporto della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla crisi di Credit Suisse (CS), atteso per la fine dell'anno.

“Superate le svariate sfide degli ultimi anni, è giunto ora il momento giusto per dimettermi. È stato un immenso privilegio poter servire la Banca nazionale e l’interesse generale del Paese” ha dichiarato il governatore dimissionario in una nota. Nella conferenza stampa tenuta nel pomeriggio il governatore ha spiegato che con il raggiungimento della stabilità dei prezzi e la stabilità finanziaria riguadagnata dopo il terremoto del Credit Suisse, il momento “è diventato propizio” per mettere in pratica il proposito di ritirarsi.

Thomas Jordan alla BNS

La carriera di Thomas Jordan alla BNS inizia nel 1997. Ricopre vari ruoli e nel gennaio 2012 si trova a sostituire Philipp Hilderband, governatore dimissionario il 9 gennaio 2012 per alcune controversie riguardanti operazioni valutarie effettuate dalla moglie. Jordan viene nominato ufficialmente il 18 aprile 2012. Nei suoi oltre 26 anni di carriera si è trovato ad affrontare diversi momenti difficili cercando di mantenere stabile il sistema svizzero contro l’instabilità esterna, ma due sono le decisioni che maggiormente hanno contraddistinto la sua attività.

Nel 2015, contro ogni aspettativa, decide di togliere il cosiddetto “floor” o soglia minima di cambio tra euro e franco svizzero che era stata fissata a 1,20 nel settembre 2011. Il livello minimo era stato stabilito per evitare un’eccessiva rivalutazione del franco sull’euro che in quel momento storico era particolarmente debole. Il risultato fu un immediato apprezzamento della valuta svizzera fino a 0,85 contro euro. Le imprese esportatrici, i broker e gli investitori, che avevano puntato sul mantenimento del valore di cambio minimo, registrarono gravi perdite.

Nella prima metà del 2023, quando la crisi che da anni affliggeva il Credit Suisse si aggravò, la BNS ed il suo governatore furono costretti a gestire un intervento di emergenza che si realizzo come un salvataggio mediante acquisizione da parte di UBS per 3 miliardi di franchi svizzeri. Nell’operazione la BNS ebbe un ruolo significativo supportandola e attivando accordi per garantire la stabilità finanziaria del sistema svizzero.

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