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SVIZZERABNS: «né clima, né AVS, siamo qui per la stabilità dei prezzi»

26.04.24 - 12:06
La Banca nazionale svizzera respinge così le richieste di ampliare il mandato dell'Istituto.
IMAGO
Fonte ats
BNS: «né clima, né AVS, siamo qui per la stabilità dei prezzi»
La Banca nazionale svizzera respinge così le richieste di ampliare il mandato dell'Istituto.

BERNA - Tutela del clima, aiuto ai fondi dell'AVS, distribuzioni di milioni di franchi ai cantoni anche quando l'esercizio è in perdita? Niente di tutto questo deve fare la Banca nazionale svizzera (BNS), secondo la presidente del consiglio di banca (organo analogo a un Cda) Barbara Janom Steiner, che respinge quelli che considera attacchi all'indipendenza dell'istituto.

«Il mandato della BNS è garantire la stabilità dei prezzi tenendo conto dell'evoluzione congiunturale», ha ricordato la 61enne nel suo discorso - stando al testo scritto - alla 116esima assemblea generale ordinaria degli azionisti. «Se guardiamo al passato più recente constatiamo che essa ha svolto brillantemente il proprio incarico. Il nostro paese è riuscito, come pochi altri, a difendere la stabilità dei prezzi, motivo per cui all'estero la Svizzera è ammirata e invidiata. Nonostante le avversità l'andamento economico si è dimostrato solido ed è anche stato possibile preservare la stabilità finanziaria, una situazione a cui la BNS ha contribuito in misura determinante».

Un ampliamento porterebbe a conflitti di interessi - Secondo l'ex consigliera stato grigionese il modello di successo dell'istituto guidato da Thomas Jordan è determinato dall'indipendenza da ingerenze politiche e interessi particolari affinché, qualora necessario, possa prendere anche decisioni difficili e impopolari, nonché dal mandato circoscritto alla stabilità dei prezzi. «Un suo ampliamento, con l'aggiunta di altri obiettivi, disperderebbe le energie conducendo inevitabilmente a conflitti d'interessi». Janom Steiner prende atto del fatto che ultimamente vi sono state diverse proposte di modifica delle istituzioni della BNS. «Pretese - o dovrei definirli attacchi? - che talora denotano una noncurante leggerezza, talora manifestano una concreta volontà di difendere interessi particolari. In entrambi i casi si tratta di rivendicazioni pericolose per il nostro paese».

L'esigenza climatica - L'esponente di quello che un tempo era il Partito borghese democratico (PBD) fa ad esempio riferimento all'idea di allargare la direzione generale, oppure di ampliare il mandato per tenere conto delle esigenze climatiche e quelle di copertura della previdenza vecchiaia. «La Costituzione federale è chiarissima su questo punto: la Banca nazionale conduce la politica monetaria nell'interesse generale del paese. Non menziona né la politica sociale né la politica climatica, anche se entrambe sono temi indubbiamente importanti».

Il salvataggio di Credit Suisse - «Durante la crisi di Credit Suisse si sono levate voci che pretendevano il salvataggio a tutti i costi dell'istituto da parte della Banca nazionale, o addirittura la sua acquisizione», ha proseguito la giurista con studi a Zurigo. «Ma anche in questo caso la legge parla chiaro: la Banca nazionale può concedere liquidità solo a fronte di garanzie sufficienti».

Distribuzione ai cantoni in perdita - «Altro esempio: pretendere la distribuzione dell'utile a Confederazione e cantoni anche negli anni in cui la BNS presenta un bilancio in perdita significa disconoscere il fatto che né il conseguimento di profitti né la distribuzione dell'utile sono compiti della BNS», ha insistito l'avvocata. «Riformare tanto per riformare? Come disse una volta il cantautore svizzero Mani Matter: è come chi decide di fare un viaggio senza avere idea di dove andare, ma sa soltanto che per farlo prenderà l'aereo».

Delle critiche che non reggono la gratitudine per l'operato - «Il dibattito obiettivo è ben accetto: ma chi critica deve essere consapevole della propria responsabilità», ha messo in guardia la grigionese cresciuta in Bassa Engadina, invitando a non "giocare col fuoco". A suo avviso inoltre le voci critiche, per quanto particolarmente rumorose, sono in realtà ben poche: a esprimersi negativamente sulla politica della Banca nazionale nei media è quasi sempre "lo stesso pugno di persone". «Dedurne che queste riflettano il sentire dell'opinione pubblica sarebbe sbagliato: larga parte della politica sostiene la BNS con consapevole gratitudine per il suo operato. Anche l'immensa fiducia di cui la Banca nazionale gode tra la popolazione è impressionante», ha concluso Janom Steiner

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