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Con la URC2022 i riflettori sono puntati su Lugano

LUGANOCon la URC2022 i riflettori sono puntati su Lugano

04.07.22 - 07:30
La Conferenza che debutta oggi viene annunciata come un "Piano Marshall" per ricostruire il paese
Ti-press (Massimo Piccoli)
Con la URC2022 i riflettori sono puntati su Lugano
La Conferenza che debutta oggi viene annunciata come un "Piano Marshall" per ricostruire il paese

LUGANO - In queste ore gli occhi del mondo sono puntati su Lugano e sulla URC2022, la Conferenza sulla ricostruzione dell'Ucraina. Le delegazioni internazionali sono arrivate in queste ore in riva al Ceresio. Domenica pomeriggio è atterrato ad Agno l'aereo sul quale viaggiava il premier ucraino Denys Smihal e la sua folta squadra di collaboratori, alcuni attivi nei mesi scorsi nelle varie fasi negoziali (ora completamente congelate) con la Russia.

La stampa internazionale - La notizia appare su tutti i principali media internazionali, oltre che sulla quasi totalità di quelli elvetici. «Leader di dozzine di paesi, organizzazioni internazionali e del settore privato si riuniranno oggi in Svizzera per elaborare un "Piano Marshall" per ricostruire l'Ucraina devastata dalla guerra» scrive il quotidiano britannico Guardian. «Si apre oggi la Conferenza per la ricostruzione dell'Ucraina» scrive il sito web di Rai News, dall'Italia. «Per l'occasione, nella città del Canton Ticino, si riuniranno i rappresentanti di 41 Paesi e 19 organizzazioni internazionali, inclusi alcuni importanti esponenti della Banca mondiale e delle Nazioni Unite. Non sarà presente però nessun capo di Stato», a partire com'è noto dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, al quale è la stessa Costituzione a vietare di lasciare il Paese in tempo di guerra. Ci sarà invece la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

La conferenza «tenterà di disegnare i contorni della ricostruzione dell'Ucraina», scrive il quotidiano francese Le Monde. Secondo l'agenzia stampa France Presse (AFP) «Lugano non è una conferenza di promesse, ma cercherà invece di definire i principi e le priorità per un processo di ricostruzione volto a iniziare» la ricostruzione dell'Ucraina, anche se la guerra «continua a infuriare». L'ambasciatore ucraino in Svizzera Artem Rybchenko ha affermato che la URC2022 aiuterà a creare «la tabella di marcia» per la ripresa del suo paese. Sempre l'AFP fa una stima del costo della ricostruzione, citando i calcoli della Kyiv School of Economics: si parla di quasi 104 miliardi di dollari solo per i danni a infrastrutture ed edifici, mentre se si allarga lo sguardo all'intera economia nazionale si arriva a calcolare, per difetto, l'enorme cifra di 600 miliardi di dollari.

I media ucraini - Della URC2022 si occupano anche i media ucraini: «Il Consiglio dei ministri ha parlato del piano di ripresa per l'Ucraina, che sarà presentato in Svizzera» scrive Unian, uno dei principali siti d'informazione del paese, aggiungendo che al documento hanno lavorato più di 2000 esperti, specialisti, scienziati, deputati e funzionari, suddivisi in 24 gruppi di lavoro. «All'evento rappresentativo, a cui partecipano alti funzionari ucraini e stranieri, si prevede di presentare un grande piano per la ricostruzione del nostro stato» scrive la corrispondente dell'agenzia stampa Ukrinform. «La conferenza comprenderà un forum economico e dibattiti sulla ripresa nei principali settori dell'economia, nonché sulla ripresa sociale». La conferenza di Lugano «sarà il primo di una serie di eventi per aiutare lo Stato ucraino a riprendersi dalle conseguenze della guerra con la Russia», aggiunge l'inviata ucraina. 

Il video-collegamento con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dovrebbe aprire i lavori. Il quotidiano Kyiv Independent guarda già al futuro e, dopo aver accennato alla conferenza che debutta oggi a Lugano, annuncia che la prossima edizione, la URC2023, sarà ospitata nel Regno Unito. Un ufficio sarà creato a Londra e si occuperà dell'organizzazione dell'evento. «Abbiamo guidato il sostegno all'Ucraina durante la guerra e continueremo a sostenere il piano di ricostruzione e sviluppo del governo ucraino», ha dichiarato Liz Truss, la ministra degli Esteri del governo Johnson.

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