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foto di Davide Giordano
CANTONE
02.05.2022 - 18:100
Aggiornamento : 21:36

Lupo in Ticino, il Governo «faccia una chiara scelta di campo»

Un'interpellanza del gruppo UDC chiede di adottare strategie «a difesa di chi vive nelle zone minacciate» dal predatore

BELLINZONA - «Le disposizioni per la gestione del lupo per gli operatori del settore sono chiare, ma difficilmente applicabili e scarsamente efficaci». È quanto scrive, in un’interpellanza inoltrata oggi, il gruppo UDC in Gran Consiglio (primo firmatario Tiziano Galeazzi) che chiede al Consiglio di Stato cosa intenda fare «per tutelare gli interessi economici dei contadini e degli allevatori».

Il tema è tornato fortemente d’attualità in Ticino nelle ultime settimane, culminando nell’azione di martedì scorso, quando gli allevatori hanno depositato alcune carcasse sgozzate di pecore e agnelli di fronte a Palazzo delle Orsoline.

«Pur riconoscendo la legittimità del lupo di popolare le nostre montagne e le zone periferiche, con il passare del tempo la convivenza tra lupo ed essere umano sta divenendo vieppiù ingestibile e penalizzante per chi opera e vive grazie agli animali da reddito nelle regioni periferiche e nelle montagne», scrivono gli interpellanti che, rivolgendo un occhio alla gestione della problematica in altri Cantoni, chiedono al Governo se sia disposto o meno a «sfruttare tutto il margine di manovra per contenere il fenomeno». E l’invito rivolto all’esecutivo cantonale è in particolare quello di compiere «una chiara scelta di campo». «A difesa di chi, nelle zone periferiche e in montagna, vive grazie alle attività che sono minacciate dal lupo».

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