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BALERNAProgetto PoLuMe, Balerna si oppone «fermamente» (ma di misura)

29.03.22 - 08:32
Il Consiglio comunale non vuole il potenziamento dell'A2 fra Mendrisio e Lugano.
Ti Press
Progetto PoLuMe, Balerna si oppone «fermamente» (ma di misura)
Il Consiglio comunale non vuole il potenziamento dell'A2 fra Mendrisio e Lugano.
Anche la realizzazione di una corsia fissa per i TIR in attesa tra Coldrerio e Chiasso è stata respinta.

BALERNA - Nella seduta di ieri sera, il Consiglio comunale di Balerna ha discusso e poi votato una dichiarazione che esprime una ferma opposizione al Progetto PoLuMe (potenziamento dell’autostrada A2 Lugano-Mendrisio) e anche alla realizzazione di una corsia fissa per i TIR in attesa tra Coldrerio e Chiasso. La dichiarazione è stata approvata dal Legislativo con dieci sì, nove voti contrari e due astenuti.

La presa di posizione del Consiglio comunale di Balerna segue quella già giunta da diversi altri consessi politici istituzionali momò (Municipio di Mendrisio, Consigli comunali di Riva S. Vitale, di Mendrisio e di Melano). Oltre alla petizione sottoscritta da molti cittadini del Mendrisiotto e da numerose associazioni ambientaliste.

La dichiarazione verrà inoltrata al presidente del Gran Consiglio Nicola Pini, al direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali, ai presidenti di tutte le Commissioni Regionali dei trasporti del Cantone Ticino, al direttore dell’Ufficio federale delle strade (USTRA) Jürg Röthlisberger e alla Consigliera federale Simonetta Sommaruga, direttrice del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni. Questi organi «dovranno tener conto della forte opposizione al progetto PoLuMe nel distretto del Mendrisiotto, già martoriato dal traffico stradale e dall’inquinamento atmosferico e fonico che ne conseguono», si legge in una nota stampa della Sinistra e dei Verdi.

«Aumentare la capacità autostradale per fluidificare il traffico - viene aggiunto nella missiva - significa adottare una visione del passato che non farebbe che peggiorare la situazione, con costi elevatissimi sia dal punto di vista finanziario (1.8 miliardi di franchi), sia da quello dell’ambiente e della qualità di vita».

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