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CANTONERustici malmessi: due interrogazioni a Berna

13.09.21 - 17:29
Piero Marchesi (Udc) chiede al Consiglio federale di chinarsi sulle valli ticinesi
tipress
Rustici malmessi: due interrogazioni a Berna
Piero Marchesi (Udc) chiede al Consiglio federale di chinarsi sulle valli ticinesi

BERNA/BELLINZONA - I rustici ticinesi hanno bisogno di una messa a nuovo. Ne è convinto il consigliere nazionale Piero Marchesi (Udc) che in due interrogazioni presentate oggi al Consiglio federale chiede di sbloccare un'impasse normativa che dura da dieci anni, e che avrebbe contribuito al peggioramento delle seconde case in tante valli del nostro cantone. 

Il corto-circuito si è innescato nel 2010, quando il Gran Consiglio ticinese ha approvato il Piano di utilizzazione cantonale dei paesaggi con edifici e impianti protetti (Puc-Peip). L'obiettivo: definire le regole per il recupero, la ristrutturazione e l'utilizzazione dei rustici. 

L'Ufficio federale di sviluppo territoriale (Are) ha presentato un ricorso al Tribunale cantonale amministrativo (Tram) contro il piano. Le prime sentenze - ricorda Marchesi - sono giunte solamente 10 anni dopo l'inoltro del ricorso e questo «ha di fatto congelato tutte le attività di ristrutturazione dei rustici oramai in disuso, generando un impoverimento e una noncuranza del territorio».

Sentenze favorevoli all'Are, si badi. Per cui il deputato Udc chiede al Consiglio federale di aprire «un nuovo cantiere tra Confederazione e Canton Ticino» evitando «di protrarre ulteriormente l'attuale situazione di stallo». In una seconda interrogazione sullo stesso tema, Marchesi sottolinea come l'autorità federale si sia affidata «ad uno studio legale ticinese» il quale avrebbe «contattato spesso le cancellerie comunale per la trasmissione di singoli incarti riguardanti ristrutturazioni di edifici fuori zona edificabile».  

 

Un «chiaro segnale di sfiducia nei confronti delle autorità cantonali e comunali» secondo il consigliere nazionale, che si chiede se anche negli altri cantoni la Confederazione si sia affidata a uno studio legale.  

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