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CANTONE
26.01.2021 - 12:010

«Il congedo parentale presenta delle criticità legali»

Le due settimane non convincono l'UDC.

In un comunicato le perplessità riguardo la nuova assicurazione sociale: «Ogni modifica del codice delle obbligazioni è di esclusiva competenza federale».

LUGANO - «Non solo mette in difficoltà i datori di lavoro su territorio ticinese, ma presenta delle criticità anche a livello giuridico e sarà difficilmente applicabile». Le due settimane ulteriori di congedo paternale votate ieri dal Gran Consiglio continuano a non convincere l'UDC (che di fatto era per il rapporto di maggioranza di Giorgio Galusero, il quale chiedeva di respingere l’iniziativa e il relativo controprogetto).

Secondo l'UDC, allo stato attuale il diritto federale non permette ai Cantoni di introdurre un congedo parentale per i salariati del settore privato. «Infatti - viene sottolineato in un comunicato odierno - il contratto di lavoro è regolamentato dal codice delle obbligazioni (CO) e ogni modifica dello stesso è di esclusiva competenza federale». «Per poter attuare un congedo parentale bisognerebbe modificare il CO oppure la Legge sul lavoro», si legge ancora.

L'UDC identifica problematiche d'attuazione anche sotto il profilo della facoltà per i Cantoni di istituire la nuova assicurazione sociale. «Di principio - viene sottolineato - dal profilo costituzionale non ci sarebbero ostacoli nel prevedere in una norma cantonale il finanziamento per un congedo parentale mediante un sistema di contributi paritetici (datore di lavoro e dipendente). In assenza di una disposizione contenuta nel CO che riconosce l'istituto del congedo parentale, il dipendente si troverebbe tuttavia nella situazione paradossale dove non avrebbe la sicurezza giuridica che tale congedo gli sia effettivamente concesso. Infatti il datore di lavoro non avrebbe alcun obbligo di concedergli il congedo parentale, a meno che esso non sia previsto in modo specifico in un contratto collettivo di lavoro (CCL) oppure in un contratto individuale speciale».

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