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CANTONEPresunte molestie alla festa calcistica: «Quel messaggio non è di una vittima di abusi»

14.03.23 - 11:38
La difesa mette in discussione la credibilità della ragazza che avrebbe subito un abuso di gruppo a luglio 2019.
Deposit (simbolica)
Presunte molestie alla festa calcistica: «Quel messaggio non è di una vittima di abusi»
La difesa mette in discussione la credibilità della ragazza che avrebbe subito un abuso di gruppo a luglio 2019.
Chiesta l'assoluzione del secondo imputato.

LUGANO - «"Ero ubriachissima e me ne sono tromb*** tre a una festa, oops"». È citando un messaggio inviato dalla vittima a un'amica poche ore dopo i fatti che la difesa ha chiesto il proscioglimento del secondo imputato alla sbarra per un presunto abuso di gruppo avvenuto a luglio 2019 a margine di una festa calcistica del Luganese.

Il suddetto messaggio, evidenzia l'avvocato Sandra Xavier, mal si concilia infatti con quello di una persona appena rimasta vittima di un abuso sessuale e mette in dubbio la credibilità della giovane.

Ubriaca o brilla? - La difesa contesta inoltre la perizia condotta per rilevare lo stato di ebrietà della ragazza al momento dei fatti, secondo la quale il suo tasso di alcolemia poteva aggirarsi tra l'1,35 e il 3,1 per mille. «È un dato che rimane meramente teorico e quindi astratto», sottolinea Xavier, «l'unico dato certo agli atti è che alle 15.30 del giorno successivo la giovane aveva un tasso alcolemico dello 0 per mille, ciò che esclude che 15 ore prima avesse un tasso del 3,1 per mille». Per la difesa «non vi è dunque prova, al contrario di quanto sostenuto dall'accusa, che la ragazza non fosse capace di valutare quanto stava accadendo».

Secondo Xavier «non è inoltre chiaro quanto alcol la giovane avesse realmente consumato durante la serata, perché le versioni di lei e di altre persone non collimano». Nessuno dei testimoni avrebbe poi dichiarato di aver visto la ragazza in uno stato di ubriachezza tale da suggerire uno stato di inettitudine: «Diverse dichiarazioni hanno invece indicato che non barcollava né straparlava».

Secondo la giurisprudenza «l'inettitudine a resistere deve inoltre essere totale al momento dell'atto sessuale. Se l'incapacità è solo parziale, ad esempio a causa di uno stato di ubriachezza, non si può parlare di stato di inettitudine», continua l'avvocato.

«Ha guidato e all'arrivo la madre non ha notato nulla» - Xavier evidenzia poi come «in seguito ai fatti la ragazza sia riuscita a rimettersi alla guida, percorrendo un tragitto che malgrado le difficoltà e le tante curve è stato portato a termine in poco meno di 20 minuti, tempo di percorrenza perfettamente corrispondente a quello indicato da Google Maps». Questo, per la difesa, «denota che subito dopo i fatti la giovane aveva una buona padronanza della guida». La madre della vittima, aggiunge Xavier, ha inoltre dichiarato di non aver notato niente di strano al suo arrivo, né rispetto al grado di ubriachezza della ragazza né in termini di sofferenza.

«Ha fatto tutto da sola» - Altro elemento oggettivo che depone per l'esclusione dell'inettitudine, per la difesa, è il fatto che la ragazza abbia detto "basta", interrompendo il rapporto sessuale con il primo imputato e quello orale con il secondo. «Questa corte deve chiedersi se è compatibile con la pretesa inettitudine riuscire ad opporsi alla continuazione di un rapporto sessuale». Ritenuta problematica anche la presenza di gemiti di piacere che la ragazza avrebbe emesso durante il rapporto, sentiti anche da un testimone che si trovava poco distante, e il fatto che lei abbia praticato loro dei rapporti orali: «Nessuno le teneva la testa, ha fatto tutto da sola».

«La versione del mio cliente», conclude Xavier, «al contrario di quella della ragazza, è sempre stata lineare. Tanto che la sua credibilità non è mai stata contestata neanche dall'accusa».

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