CANTONEAtti sessuali con una 13enne durante la colonia: «Lei era spaventata»

13.09.22 - 16:36
Al momento dei fatti, il ragazzo aveva 20 anni ed era monitore della colonia alla quale la ragazzina aveva preso parte.
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Atti sessuali con una 13enne durante la colonia: «Lei era spaventata»
Al momento dei fatti, il ragazzo aveva 20 anni ed era monitore della colonia alla quale la ragazzina aveva preso parte.
L'accusa chiede un anno di detenzione sospeso per due anni. La difesa una pena pecuniaria sospesa.

LUGANO - Atti sessuali su una ragazzina di 13 anni. È questa l'accusa a cui deve rispondere oggi, alle Assise correzionali di Lugano, un 23enne della regione.

I fatti sono avvenuti a maggio e agosto 2019, quando il ragazzo aveva 20 anni ed era monitore della colonia alla quale la giovanissima partecipava.

L'accusa chiede un anno di detenzione sospeso per un periodo di due anni, più l’interdizione a vita di partecipare ad attività a contatto con minori. La difesa, al contrario, propone una pena pecuniaria sospesa per due anni.

Prima in Ticino, poi Oltralpe - L'imputato, secondo la testimonianza dell'allora 13enne, si sarebbe approfittato sessualmente di lei in due diverse occasioni: una prima volta durante il weekend di prova della colonia, svoltosi a Faido, e una seconda durante la colonia vera e propria a Wassen.

Una denuncia tardiva - La denuncia sarebbe scattata però a distanza di circa un anno, perché la direzione della colonia, informata dalla giovanissima, ha ritenuto i fatti non penalmente rilevanti, limitandosi ad allontanare il 20enne dalle attività e informare i genitori della vittima. I responsabili della colonia avevano poi assicurato loro che il giovane si era impegnato a intraprendere un percorso psicoterapeutico che però, tutt’oggi, non ha mai iniziato. I genitori della vittima avevano così deciso, inizialmente, per non denunciare.

A distanza di un anno, però, la ragazza ha iniziato ad avere disturbi del sonno, mostrare mancanza di attenzione a scuola e a chiedere di essere accompagnata a scuola. I genitori hanno poi appreso dalla colonia che il giovane uomo non aveva nel frattempo mai visto uno psicoterapeuta, come invece promesso, e hanno così deciso di sporgere denuncia. «Chi dovrebbe farsi garante della protezione dei minori dovrebbe stare un po’ più attento», ha commentato amaramente, riferendosi alla colonia, il giudice Mauro Ermani. 

«Era spaventata» - Durante il primo episodio sessuale, ammesso nella sua integralità dall'imputato, l'allora 20enne si è sdraiato accanto alla vittima durante la siesta, in presenza di altri ragazzi. Le ha poi posto domande sulle sue esperienze sessuali, accarezzandole la pancia sotto la maglietta, proponendole di baciarsi di nascosto e mettendole la mano nelle mutande, interrompendosi solo quando la ragazza si è allontanata, chiamata da una sua compagna. «Ho visto che alla fine del weekend era spaventata della mia presenza», dichiara il giovane. «Le ho parlato e ho provato a scambiare un contatto Instagram o telefonico per chiarire, ma lei ha rifiutato». 

«Non ricordo» - L'imputato nega invece che sia successo dell'altro durante la colonia vera e propria, tre mesi dopo. Secondo la vittima, il giovane si sarebbe sdraiato nuovamente con lei, avrebbe appoggiato la testa sul suo seno e le avrebbe nuovamente infilato un dito nei pantaloni, cercando di arrivare alle mutande. Il tutto, chiedendole "Domani mi fai le coccole?" e dicendole "Se fossi stato più piccolo, sarebbe successo qualcosa tra di noi". L'allora monitore si sarebbe infine interrotto perché chiamato da altre persone.

«Non mi ricordo di averlo fatto», afferma oggi l'imputato, «ma non voglio svalutare la sua versione dei fatti». Il ragazzo ammette invece di essersi avvicinato alla vittima, ma «solo per scusarsi di quanto successo a maggio». E, quanto al "mi fai le coccole?": «Le stavo proponendo di fare la siesta insieme, anche con la mia ospite di riferimento, affetta da diversi handicap fisici, che dovevo seguire giornalmente».

«Sono dispiaciuto, ci penso ogni giorno» - L'imputato ritiene però di non avere delle vere devianze in ambito sessuale. «Ciò che è successo è stato dovuto più che altro a delle mancanze avute nel mio passato. La mia insicurezza mi ha portato a fare un gesto di cui mi pento, cercavo delle stupide attenzioni e lei mi attraeva esteticamente». «Sono dispiaciuto», continua l'imputato, ammettendo però di non aver raccontato ai suoi cari quanto successo. «Ogni giorno ho pensato a quello che ho fatto e al dolore che ho provocato, ma non l’ho mai detto a nessuno perché ho paura di perdere amicizie e di essere visto diversamente». 

«Colpa medio-grave» - Il procuratore pubblico Pablo Fäh, dal canto suo, chiede un anno di detenzione sospeso per due anni per una «colpa medio-grave». L'agire del giovane, sottolinea, è stato «egoista», e volto unicamente alla ricerca del proprio soddisfacimento sessuale. «Era poi perfettamente consapevole dell'età della ragazzina, perché gliel'aveva chiesto».

«Pochi anni di differenza» - La difesa, dal canto suo, chiede che il giovane venga condannato unicamente a una pena pecuniaria sospesa per due anni, e giudicato unicamente per il primo episodio, «secondo il principio del dubbio pro reo». «Sarebbe del tutto privo di logica che l’imputato abbia provato ad agire nelle stesse modalità e nelle stesse circostanze, dopo aver mostrato pentimento». «Non si intende sminuire il disagio cagionato nella ragazzina», conclude l'avvocatessa Maricia Dazzi, «ma tra l'imputato e la vittima c'erano pochi anni di differenza, inoltre ha agito per un tempo limitato e in una stanza piena di persone».

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