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17.09.2020 - 18:590

Prete ucciso a Como: «Io non c'entro»

Il 53enne tunisino finito in manette per l'omicidio di don Roberto ha ritrattato la sua confessione

COMO - In poche ore è passato dalla rivendicazione del delitto, quasi con orgoglio, alla ritrattazione. Ridha Mahmoudi, il 53enne tunisino arrestato per l'omicidio di don Roberto Malgesini, interrogato in carcere dal giudice delle indagini preliminari Laura De Gregorio, ha ritrattato, negando di aver assassinato il sacerdote.

«Non sono io l'autore del delitto, non c'entro nulla», ha detto davanti al giudice. Mahmoudi non ha voluto nominare avvocati, ed è assistito da un legale d'ufficio. Una scelta quindi che appare personale, che stride con la precisione con cui martedì pomeriggio, in Questura, aveva raccontato del delitto, frutto della sua ossessione per il timore di essere rimpatriato in Tunisia.

Un'ossessione contro il «sistema» che lo aveva espulso due volte e che ora, dopo i ricorsi prima accolti e poi respinti, lo stava allontanando dal Paese in cui era arrivato nel 1993.

Alla polizia e al pm aveva confermato anche la premeditazione, che la procura intende contestargli, e la volontà anche di uccidere i suoi legali che lo stavano assistendo nelle pratiche sull'espulsione.

Intanto don Roberto è già tornato in Valtellina, nella sua Regoledo di Cosio, dove vivono ancora i genitori, la sorella e i due fratelli. Su espresso desiderio della famiglia, la salma è partita questa mattina da Como, facendo però una sosta davanti alla chiesa di San Rocco, dove don Roberto viveva e dove ha trovato la morte martedì mattina. Una breve sosta, il tempo di una preghiera e una benedizione, davanti ai fedeli e ai tanti "ultimi" che don Malgesini aveva scelto di servire, come missione di vita. Brevi istanti, ma di grande commozione.

La salma è poi partita per Regoledo, dove domani alle 17.30 si terranno i funerali, anche questo su richiesta della famiglia. Una piccola chiesa, quella che ha visto crescere don Roberto e la sua vocazione, che potrà contenere giusto il vescovo Oscar Cantoni, i concelebranti, e i parenti. Tutti gli altri, all'esterno, compatibilmente con le restrizioni per l'emergenza Covid. Le esequie saranno trasmesse in streaming dal Settimanale della Diocesi di Como.

A Como, la città in cui don Roberto svolgeva il suo incarico pastorale, sarà salutato con una messa di suffragio sabato mattina, aperta a tutti, e alla quale parteciperanno anche i volontari che hanno aiutato il sacerdote, e molti dei poveri, dei senza tetto, degli immigrati ai quali don Roberto è stato vicino. "Ultimi" che in questi giorni hanno manifestato il loro affetto per un sacerdote particolarmente sensibile con che era in difficoltà.

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