CANTONELuminarie, chi le spegne e chi le accende (con parsimonia)

03.11.22 - 06:30
Preoccupano le bollette e il caro energia: le iniziative natalizie saranno in forma ridotta e sostenibile
TiPress
Luminarie, chi le spegne e chi le accende (con parsimonia)
Preoccupano le bollette e il caro energia: le iniziative natalizie saranno in forma ridotta e sostenibile

BELLINZONA - Di fronte all’impennata dei costi delle bollette e alla necessità di risparmiare energia, le luminarie natalizie sono finite sul tavolo di tutti i principali municipi ticinesi. Alcuni comuni hanno deciso di tagliare le attrazioni natalizie. Altri, invece, chi più chi meno, hanno semplicemente ridotto, reinventando le manifestazioni in chiave più sostenibile.

Intanto, i più importanti centri urbani del Canton Ticino, vale a dire Bellinzona, Chiasso, Locarno, Lugano e Mendrisio, si sono incontrati a inizio mese e hanno messo a punto diversi atti concreti, da sottoporre poi ai rispettivi municipi. Si va dalla «rinuncia o riduzione importante dell’illuminazione natalizia» alla «limitazione della temperatura negli edifici pubblici comunali». Inoltre, si prospetta la «rinuncia o significativa riduzione dell’illuminazione notturna di edifici e monumenti storici» e la diminuzione «dell’intensità dell’illuminazione pubblica, laddove non già in atto».

Oltre allo spegnimento dell’illuminazione dei monumenti storici dalle 22 (compresi i castelli e i fortini della fame), a Bellinzona si è deciso di rinunciare alle luminarie natalizie preferendo mantenere un solo albero decorato e illuminato per quartiere. Per quanto riguarda invece i festeggiamenti, il riscaldamento interno del capannone in piazza del Sole verrà ridotto del 50% e l’illuminazione sarà meno accentuata. Confermati i mercatini e il villaggio (saranno anche proiettate le partite dei mondiali). Si è deciso di non rinunciare al maxischermo. 

A Lugano, dopo una seduta in municipio avvenuta settimana scorsa, si è convenuto di ridurre le luminarie. Confermati invece, gli alberi, i mercatini e la festa di Capodanno. Il formato ricorda quello pre pandemico.

A Locarno, la consueta manifestazione, "Locarno on Ice", avrà un occhio molto attento al risparmio energetico. La pista del ghiaccio di Locarno tornerà alle dimensioni del primo anno, cioè il 2005. Vale a dire la metà di quella conosciuta nei "momenti d'oro", sei anni fa. Inoltre, entrerà in azione il 2 dicembre e non, come di consueto, la terza settimana di novembre.

A Mendrisio non ci sarà la pista del ghiaccio di piazzale alla Valle, «in virtù della mole di energia necessaria al suo funzionamento». Inoltre, si è deciso di non attivare le luminarie, «a eccezione della stella della Torretta (zona eremo San Nicolao)». Gli alberi di Natale collocati nei vari quartieri saranno illuminati in certi giorni con orari ridotti.

A Chiasso sono stati confermati gli alberi di Natale, non ci saranno invece le luminarie. «È un peccato perché avevamo cominciato a stilare il programma con largo anticipo - commenta il sindaco Bruno Arrigoni - ma abbiamo voluto dare un segnale ai cittadini». Il programma prevede anche un capannone in piazza municipio, utilizzato anche per vedere le partite del mondiale sia per Natale. Dall’8 dicembre, inoltre, ci sarà il mercatino di Natale organizzato dai commercianti del Mendrisiotto. Non mancheranno gli eventi.

Sarà un natale con rinunce a Melide: la durata di “Melide Ice” scenderà da 8 a 5 settimane, saranno ridotti gli orari di apertura e dell’illuminazione pubblica. La decisione, però, di non rinunciare ai festeggiamenti va di pari passo con un «progetto economicamente sostenibile».

COMMENTI
 
Meck1970 3 mesi fa su tio
Povero Ticino. Cantone per solo anziani.
MrBlack 3 mesi fa su tio
Povero Ticino...Cantone pieno di gente che si lamenta per tutto
Meck1970 3 mesi fa su tio
in questo momento non gira nessuno. Gli alberghi sono già vuoti. Dopo le 20:00 in molti luoghi puoi girare nudo.
LoveYourCountry 3 mesi fa su tio
Se spegniamo tutto per paura dei costi elevati allora non abbiamo capito niente nella vita… sostengo il risparmio energetico per evitare sprechi inutili, ma smettiamola di fare terrore mediatico per una “crisi energetica” inesistente o meglio che ci siamo creati da soli. Abbiamo (CH+EU) voluto fare i fenomeni con le inutili sanzioni alla Russia e ci siamo tirati la zappa sui piedi da soli. Premetto che non supporto la guerra in Ucraina, ma cari politici avete sbagliato tutto e adesso ne paghiamo le conseguenze.
vulpus 3 mesi fa su tio
La questione delle luminarie lascia qualche dubbio. Se da una parte è necessario ridurre la illuminazione, ma non a causa della cosidetta crisi, ma per lo spreco generalizzato, gli enti pubblici posono benissimo mettere le luminarie stradali. Basta disattivare quella miriade di candelabri che rimangono accesi per tutta la notte e che hanno infestato il territorio. Si disattiva la lampada normale e si attiva la decorativa natalizia, che in genere fa anche molta luce e consuma poco.
Um999 3 mesi fa su tio
Da parte mia senza nessuna polemica, ogni piccolo passo verso un risparmio e sostenibilità è un passo verso il futuro. Ok detto questo, ma con le vetture elettriche come la mettiamo? Limiteranno l’uso e vendita di questo prodotto e sensibilizzeranno i possessori (che giustamente avevano creduto in questo prodotto) ad utilizzarlo meno possibile? Perché consuma corrente la lampada della mia cucina come la ricarica delle macchine elettriche o sono diverse le due cose? Grazie
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