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«Ticinesi preparatevi, avremo cantieri ancora per quasi 20 anni»

CANTONE«Ticinesi preparatevi, avremo cantieri ancora per quasi 20 anni»

07.10.22 - 06:30
Traffico in tilt per i troppi lavori in corso. Il pianificatore Stefano Wagner: «Strade ottocentesche».
Foto di Davide Giordano
«Ticinesi preparatevi, avremo cantieri ancora per quasi 20 anni»
Traffico in tilt per i troppi lavori in corso. Il pianificatore Stefano Wagner: «Strade ottocentesche».

MASSAGNO - Non solo in autostrada. Decine di cantieri sono in corso sia sulle strade cantonali, sia su quelle comunali. Da mesi. Alcuni dureranno anni. Inutile precisare che per l'automobilista tutto questo si trasforma in una lunga lotta con i nervi. Un male necessario nel nome della qualità delle carreggiate? «Di cantieri ce ne saranno sempre di più – afferma il pianificatore territoriale Stefano Wagner su Piazza Ticino –. Almeno fino al 2040. Lì forse avremo una situazione ottimale». 

Ricapitoliamo. Possibile che non ci si possa coordinare un po'? Perché tutti questi cantieri in contemporanea?
«I cantieri vanno messi in piedi quando arrivano le autorizzazioni necessarie. Spesso però le procedure non sono pianificabili. A causa di un ricorso si possono avere ritardi procedurali anche di cinque o sei anni. A un certo punto magari scadono i crediti. E quindi quando bisogna andare in cantiere, si va e basta». 

D'accordo. Ma non li si può organizzare comunque in maniera più razionale?
«Cosa significa razionale? Nell'ottica dell'automobilista ogni cantiere è un fastidio. Dal punto di vista pratico, però, il funzionamento del sistema viario, seppur coi relativi disagi, è sempre garantito. A ben vedere è probabilmente più funzionale mettere in piedi più cantieri in uno stesso periodo, piuttosto che diluirli tanto nel tempo».

Il vero problema è che questi cantieri sembrano non finire mai. Ne termina uno e ne sbuca un altro. 
«Lo ribadisco. Nei prossimi anni di cantieri ne vedremo tantissimi. Questo perché viviamo ancora su un assetto "ottocentesco". Le nostre strade un secolo fa erano campagna: col raddoppio della popolazione verificatosi negli ultimi decenni non sono più funzionali. Non sono più adatte alle esigenze del traffico attuale e nemmeno ai contesti urbanistici». 

Il lavoro notturno è una soluzione per accelerare i tempi?
«Ricordiamoci che ci sono i residenti, cioè le persone che vivono vicino a questi cantieri. E che possono provare determinati fastidi se il cantiere è attivo in determinate fasce orarie. Le lamentele, seppur di altra natura, ci sarebbero ugualmente».

Ma questi cantieri sono proprio tutti necessari?
«Viene sempre data una giustificazione in merito alla realizzazione di un'opera. A monte ci sono sempre valutazioni e riflessioni. Si cerca di fare il meglio per la qualità delle strade e anche per la qualità di vita delle persone. Prendiamo ad esempio l'asfalto fonoassorbente. Ci si lamenta dei cantieri. Ma poi la cittadinanza è contenta di avere meno rumori». 

Secondo lei nel 2040 saremo più tranquilli... Ha esagerato con la data, vero?
«No. Ci sono grossi progetti in ballo. E i tempi di progettazione oggi sono decennali. Non più annuali. Questo perché bisogna calcolare le procedure, i possibili ricorsi. In più va considerato un aspetto importantissimo: ogni cantiere viene messo in piedi convivendo col traffico. Vista la mole di veicoli in circolazione, non si può più pensare di chiudere una strada e fare i lavori in tutta tranquillità. Tutto questo per forza allunga di tanto i tempi».  

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