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CANTONETicino Manufacturing chiude con TiSin e ritira il ricorso sul Salario minimo

30.09.22 - 12:54
Le aziende associate si adegueranno fin da subito alla legge e rescinderanno il contratto collettivo firmato con TiSin
TiPress
Ticino Manufacturing chiude con TiSin e ritira il ricorso sul Salario minimo
Le aziende associate si adegueranno fin da subito alla legge e rescinderanno il contratto collettivo firmato con TiSin
L'Ocst: «La conclusione naturale di una storia nata male».

TICINO - La decisione è stata comunicata nella tarda mattinata. Ticino Manifacturing ha ritirato il ricorso presentato contro l’ispettorato del lavoro. A giugno, l’organo di controllo si era pronunciato contro il contratto collettivo di lavoro stipulato tra il sindacato TiSin (oggi Sindacato Libero della Svizzera italiana, SLSI) e Ticino Manufacturing, sostenendo che questo non fosse applicabile e richiedendo il pronto adeguamento alla legge sul salario minimo. Contro tale decisione, le aziende associate a Ticino Manifacturing avevano fatto ricorso, con effetto sospensivo, al Consiglio di stato. Oggi, a distanza di tre mesi, il cambio di rotta. L’organizzazione fa sapere che le proprie associate procederanno «con il pagamento degli arretrati, nonché con la risoluzione del contratto collettivo in vigore. Le tempistiche giudiziarie e l’incertezza sono state giudicati fattori non sostenibili per l’attività imprenditoriale».

Per il presidente Costantino Delogu «il contratto stipulato con l’allora TiSin aveva l’obiettivo di trovare un compromesso che permettesse di arrivare, nell’arco di qualche anno, alle soglie indicate dalla nuova legge, dando alle aziende associate il tempo necessario per adeguarsi e non essere costrette a prendere decisioni che danneggiassero loro stesse, i collaboratori e la piazza economica ticinese». Infine, la decisione di chiudere con il sindacato: «Il mancato riconoscimento del CCL ci porta verso la conclusione, di comune accordo, della relazione con il SLSI».

«Una storia nata male» - «La conclusione naturale di una storia nata male», ha commentato l'Ocst dopo la notizia dello stralcio del CCL. «L’accordo tra direzioni aziendali e TiSin e l’imposizione al personale del contratto Ticino Manufacturing, ha leso la dignità delle dipendenti e dei dipendenti di queste aziende. La decisione dell’autorità cantonale di non considerare questi accordi come un’eccezione valida, in linea cioè con la Legge salario minimo, ha restituito dignità all’impegno di rappresentanza delle lavoratrici e dei lavoratori che ogni giorno i sindacati compiono consultandoli quotidianamente in modo individuale e collettivamente tramite le assemblee e le commissioni del personale», ha quindi concluso il sindacato.

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