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CANTONEBatosta delle Casse Malati, le reazioni dal Ticino

27.09.22 - 16:03
Laura Riget del PS: «La politica non può restare indifferente». Il PLR: «Servono misure concrete»
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Batosta delle Casse Malati, le reazioni dal Ticino
Laura Riget del PS: «La politica non può restare indifferente». Il PLR: «Servono misure concrete»

BELLINZONA - Questo pomeriggio è arrivata la conferma da Berna: i premi di cassa malati aumenteranno l'anno prossimo del 9,2% per i ticinesi.

Come ci si aspettava, il mondo economico, politico e sociale ticinese ha avuto una forte reazione alla notizia. Oltre all'eclatante dichiarazione del Direttore del DSS Raffaele de Rosa (che ha parlato di «delusione, frustrazione e rabbia») anche altre forze politiche ed economiche (ma non solo) si sono espresse a riguardo. Di seguito una panoramica.

Laura Riget: «Situazione grave»
«Considerando che nel nostro Cantone i salari mediani sono ben inferiori rispetto a quelli oltralpe, non sorprende che sempre più persone facciano fatica a coprire le spese sanitarie. A ciò si aggiungono le bollette crescenti dell’elettricità e dei combustibili fossili, così come il rincaro dei beni di prima necessità – una situazione che non può lasciare indifferente la politica. Come è stato fatto – seppur dopo iniziali tentennamenti - durante la pandemia, occorre rendersi conto della gravità della situazione e promuovere con urgenza aiuti straordinari per la cittadinanza e per le PMI». La co-presidente del Partito Socialista ticinese ha qui ricordato il pacchetto di misure presentato dal PS a livello nazionale (ad esempio l'aumento del contributo della Confederazione ai sussidi).

PLR Ticino: «L'aumento sta raggiungendo livelli insopportabili»
«L’aumento dei premi dell’assicurazione malattia sta raggiungendo livelli insopportabili per ampie fasce della popolazione. Una situazione che, come PLR, ci preoccupa molto e ci spinge a cercare misure concrete, pragmatiche ed efficaci per arginare questa evoluzione, sia a livello cantonale, sia con i nostri rappresentanti a Berna. Proposte che possano dare un concreto colpo di mano alle molte economie domestiche alle prese con un potere d’acquisto in erosione a causa dell’inflazione che tocca ormai diversi beni di largo consumo: agevolazioni fiscali, pianificazione ospedaliera, concorrenza, digitalizzazione, qualità e responsabilità individuale».

La Lega dei Ticinesi: «Ennesima stangata ingiustificata»
«La Lega dei Ticinesi prende atto con sconcerto e rabbia, ma senza sorpresa, dell’ennesima stangata sui premi di cassa malati, peraltro annunciata da tempo. Troppo facile nascondersi dietro il solito mantra dell’invecchiamento della popolazione (quanti sono i Confederati che trascorrono la vecchiaia in Ticino?) o della struttura ospedaliera del Cantone. Ringraziamo il “ministro” socialista Alain Berset per l’accanimento nei confronti del Ticino. Nessuna informazione viene inoltre fornita a proposito dell’influenza dei profughi ucraini sugli aumenti del premio di cassa malati. In Ticino il loro numero è chiaramente superiore a quello previsto dalle chiavi di riparto nazionali. Le riserve in esubero degli assicuratori malattia rimangono a livelli elevatissimi, ma il Consiglio federale e la maggioranza del Consiglio degli Stati, quest’ultima influenzata da parlamentari che sono contemporaneamente lobbisti degli assicuratori malattia, non ne hanno finora voluto sapere di decretare l’obbligatorietà della restituzione. La Lega dei Ticinesi si aspetta una reazione energica da parte del Consiglio di Stato, in considerazione della notoria situazione del nostro Cantone, dove gli stipendi sono i più bassi della Svizzera a causa della libera circolazione delle persone voluta dalla partitocrazia; e la “forchetta” con il resto del Paese si allarga sempre più. La stangata si abbatte su cittadini già gravemente penalizzati dall’aumento del costo della vita. E anche a tal proposito la politica rimane immobile. A fronte di questa situazione la Lega dei Ticinesi, oltre a sostenere la proposta di deducibilità dei premi dei figli (come da iniziativa parlamentare recentemente depositata in Gran Consiglio) esorta i cittadini ticinesi a sottoscrivere la sua iniziativa popolare: “Basta spennare il cittadino, cassa malati deducibile integralmente!” che chiede appunto la deducibilità fiscale integrale dei premi di cassa malati».

I Verdi: «Una stangata ingiusta a cui rimediare subito»
«Gli aumenti dei premi dell’assicurazione malattia comunicati quest’oggi graveranno pesantemente sulla popolazione ticinese che già si trova confrontata con un’inflazione generalizzata e con gli stipendi più bassi della Svizzera. Alla luce di queste nuove informazioni troviamo la decisione di ieri del Consiglio degli Stati di ritardare la discussione sulla riduzione dei premi deplorevole. Il Cantone non potrà stare a guardare. Noi Verdi crediamo che siano necessari interventi a più livelli. Nel breve termine lo Stato deve versare maggiori contributi alle persone in difficoltà. Inoltre, pensiamo ci sia un potenziale di risparmio che non comporta una riduzione dei servizi e deve essere sfruttato ora. In particolare, aumentare gli investimenti nella promozione della salute (che avrebbero come conseguenza un notevole risparmio di costi), ridurre in modo significativo i prezzi dei farmaci più costosi, i costi amministrativi degli assicuratori malattia e le retribuzioni eccessive dei quadri superiori, evitare gli interventi inutili e implementare l’Iniziativa sulle cure infermieristiche solo per far qualche esempio. Inoltre, crediamo che, come evidenziato dal Sorvegliante dei prezzi, debbano essere adeguati i margini e la remunerazione dei farmaci così come le tariffe di laboratorio. Tuttavia, per risolvere il problema saranno necessarie misure sostanziali quali la concezione di premi di cassa malati più equi che siano legati al reddito e una cassa malati pubblica».

Il Centro: «Un aumento intollerabile»
«Purtroppo, i pronostici sono stati confermati. Si tratta di uno choc per la classe media in particolare e per le famiglie che hanno un reddito medio-basso e che soffrono già da tempo per il costante innalzamento dei premi. A questo si aggiunge la crisi energetica e l’inflazione. Di fronte a una situazione di questa gravità la responsabilità della politica è quella di agire subito con misure concrete e incisive: ora più che mai l’iniziativa per un freno ai costi della salute presentata dal Centro a livello nazionale è urgente per frenare in modo durevole l’aumento dei premi di cassa malati. Sul piano cantonale i margini di intervento sono purtroppo limitati. Nell’immediato è importante agire con misure che, per quanto parzialmente, riducano il peso di questo aumento sulle tasche delle cittadine e dei cittadini. A questo proposito il Centro auspica che il Gran Consiglio adotti già nelle prossime settimane la recente iniziativa elaborata presentata con PLR, UDC e Lega per introdurre anche nel nostro Cantone la deducibilità fiscale dei premi di cassa malati dei bambini, in modo che già dal 2023 le famiglie con figli a carico possano ottenere una riduzione delle imposte.»

L'ACSI: «Grande preoccupazione»
«L'ACSI prende atto con grande preoccupazione di questi aumenti, che giungono in un momento che si preannuncia già difficile per le finanze di molte economie domestiche per via dell’inflazione. Tuttavia l'ACSI si oppone fermamente a un semplice scaricare la responsabilità su chi è malato ed ha bisogno di cure. Svariate ulteriori misure possono essere messe in atto. Alcuni esempi sono la creazione della cartella informatizzata del paziente (che consentirebbe risparmi grazie ad un miglior passaggio delle informazioni) o la riduzione del costo dei farmaci, anche attraverso la diffusione dei farmaci generici. Proprio su quest'ultimo fronte, che consentirebbe risparmi immediati senza intaccare in alcun modo la qualità delle cure, l'ACSI ha
recentemente appoggiato la campagna lanciata da medix-Ticino e dall'Ordine dei farmacisti volta ad aumentare massicciamente l'uso dei farmaci generici in Ticino».

L'OCST: «Sarebbe stato opportuno usare le riserve»
«Il continuo rincaro del premio di cassa malati non può che preoccupare, ma naturalmente il problema è complesso. È importante constatare che non esiste una ricetta miracolosa. Può funzionare solo un lavoro meticoloso di tutti gli attori coinvolti che devono dimenticare gli obiettivi di parte, e, in qualche caso, la ricerca del guadagno, per orientarsi verso un contenimento dei costi. Il continuo aumento dei premi e il ricorso da parte di molti alla franchigia più alta per contenere le spese, inducono già molte persone a rinunciare a curarsi anche in caso di reale bisogno. È una deriva che nessuno desidera. Tra gli elementi in gioco, centrale anche se non risolutivo, resta il problema delle riserve che deve essere attentamente valutato. Se le riserve sono accantonate in caso di emergenza, quest’anno il ricorso a questa fonte di finanziamento sarebbe certamente stato opportuno. Nel corso delle trattative per l’adeguamento dei salari al rincaro, il sindacato OCST chiederà che venga considerato anche questo importante aumento di spesa per le lavoratrici e i lavoratori».

La reazione dai social
Inevitabilmente, anche dal mondo dei social media sono subito arrivate numerose reazioni a caldo. Tra i temi più caldi, c'è preoccupazione per l'aumento generale dei prezzi (materie prime, bollette, ipoteche)... «Chissà che ci aspetta ancora!», si chiede N.C. «I salari però non aumentano?», ribatte S.Z.

Si discute molto anche del fatto che il Ticino è sempre tra i più penalizzati. «Continuano a mungere delle vacche, che però non sono poi più tanto grasse» afferma ad esempio l'utente JC. C'è però anche chi la prende con ilarità, come D.F: «Chiamateli "premi"....».

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