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Lugano«Lezioni di grammatica latina o di sesso?»

21.09.22 - 10:53
Le perplessità sollevate dai genitori in un documento dove emergono sconcerto, sorpresa, incredulità.
Foto Deposit
«Lezioni di grammatica latina o di sesso?»
Le perplessità sollevate dai genitori in un documento dove emergono sconcerto, sorpresa, incredulità.

LUGANO - «Sarà affrontato il tema per cui i ragazzi sono stati iscritti, cioè la grammatica e la letteratura latina, che al momento hanno avuto un ruolo assolutamente secondario?». Si parla di Livio Andronico, Virgilio e Orazio o di sesso? Il dubbio elegiaco emergeva da tutte le cinquantasette considerazioni di genitori smarriti che non potevano credere a quello che i loro figli raccontavano di ritorno da scuola e scrivevano sulla chat voluta dal direttore della scuola media finito dietro le sbarre: considerazioni che a un certo punto si sono decisi a mettere nero su bianco.

I loro pensieri dubbiosi, la loro corposa incredulità mista a un buon grado di sorpresa emerge tutta, oggi come allora, a rileggere quel verbale scolastico intitolato "Interrogativi delle famiglie di terza alle lezioni di affettività e sessualità». «Un docente è libero di impartire nozioni di materie dove non gli è stato richiesto di farlo? Qualora lo fosse, le orge e le masturbazioni trattate nelle terze mi sembra che esulino ampiamente dalle sue mansioni» scrive un genitore. Un altro: «Trovo che il modo di comunicazione sulla chat sia confidenziale e alquanto malizioso».

Cinquantasette genitori avevano avuto sentore che in quelle lezioni c'era qualcosa di troppo, lo avevano anche fatto presente anche ad altri professori: e nei corridoi della scuola l'argomento di quelle lezioni di latino intrise di nozioni di sesso più o meno antico circolava da un po'. «La chat viene alimentata fuori dall'orario scolastico, stimolando una curiosità in ambito sessuale malsana» faceva notare un altro genitore. 

«Affettività e sessualità lasciate al libero arbitrio del singolo insegnante sinceramente fatico a comprenderlo», «Sono rimasta sconcertata quando ho letto le domande, anche se in forma anonima, che gli allievi avevano scritto sul blog» scrive una mamma.

Un'altra mette nero su bianco tutta la sua sospettosa contrarietà: «Il fatto che abbia chiesto lui ai ragazzi di fare una chat e poi abbia chiesto loro di essere incluso non mi piace affatto».

Altri genitori facevano risaltare il fatto come in quelle lezioni si parlasse di «sesso in senso tecnico, svincolato dall'affettività» e che «molti ragazzi cancellano la chat e chiedono se il loro comportamento timido o restio possa poi avere un'influenza sulle note di latino! Io chiedo il massimo rispetto per il pudore di questi adolescenti». Opinione condivisa anche da un papà che a un certo punto ricorda agli altri genitori che «riguardo all'insegnamento occorre specificare che non si tratta di educazione sessuale ma di letture di pratiche di prostituzione nell'antichità su un testo di Erodoto». Vengono fuori anche altri manuali utilizzati in quelle lezioni: c'è anche l'antico testo indiano Kama Sutra e riferimenti ai Baccanali. «Prostituzione, orge, perversione sessuale, sono del tutto inappropriati per dei ragazzi di 13 anni: questa non è educazione sessuale» tuona un genitore.

I contenuti di questo verbale dei genitori sono stati allegati all'interpellanza che il presidente cantonale del Centro Fiorenzo Dadò ha presentato con la deputata Sabrina Aldi della Lega dei Ticinesi. Chiedono, fra le altre cose, «quando è stato nominato il docente arrestato e se corrisponde al vero che è stato improvvisamente trasferito come da lui stesso riportato nel lavoro di diploma e quali le ragioni di questo improvviso trasferimento». E nel merito delle considerazioni poste dai genitori in quel documento, «chi ne era a conoscenza e come sono state evase».

I due firmatari dell'interpellanza chiedono lumi al DECS anche su «quali controlli e verifiche vengono svolte prima dell'assunzione di docenti, vice direttori e direttori».

 

  

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