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«Il buio totale può davvero fare paura»

CANTONE«Il buio totale può davvero fare paura»

06.09.22 - 18:06
Mario Branda, sindaco di Bellinzona, e Claudia Crivelli Barella, granconsigliera, ospiti di Piazza Ticino. Il video.
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«Il buio totale può davvero fare paura»
Mario Branda, sindaco di Bellinzona, e Claudia Crivelli Barella, granconsigliera, ospiti di Piazza Ticino. Il video.

BELLINZONA - «È peccato che ci rendiamo conto di quanta energia sprechiamo solo in un momento di crisi». Claudia Crivelli Barella, parlamentare, consigliera comunale di Mendrisio e psicoterapeuta, lancia il sasso nello stagno. Dal suo punto di vista i sacrifici che ci saranno chiesti nei prossimi mesi non rappresentano un grosso problema. Ma l'esempio dovrebbe venire dall'alto. «Dai Comuni in particolare – sostiene su Piazza Ticino –, tramite la riduzione dell'illuminazione negli spazi pubblici».

«Troppa luce equivale a troppi stimoli» – Secondo Crivelli Barella si vive con troppa energia e troppi apparecchi accesi. Soprattutto se ci si confronta con le ere passate. «Troppa luce equivale a troppi stimoli e fa male al sistema nervoso e al sonno. Noi veniamo, come esseri umani, da secoli di penuria energetica. Se pensiamo a come è la nostra vita adesso, ci rendiamo conto che è completamente agli antipodi rispetto a quella dei nostri avi».

Lampioni spenti per diverse ore? – Chi si trova a dovere decidere, tuttavia, non può aggrapparsi solo ad aspetti sociologici. Mario Branda, sindaco di Bellinzona, evidenzia lati molto pratici. «Non si tratta solo di eventualmente spegnere le luci dei tre castelli. Potrebbero imporsi altre misure. Come lo spegnimento dell'illuminazione pubblica in una determinata fascia oraria. Significherebbe che a quel punto ci sarebbe vero buio. Non sarebbe solo una misura simbolica». 

«Affrontiamo i nostri timori» – Il tema della sicurezza, a tal proposito, è già emerso. Buio totale significherà sentirsi meno al sicuro? «Ci sono categorie di persone che esprimono paure non banali», ammette il sindaco. «Esistono però sensori che quando passa qualcuno fanno in modo che le luci si accendano – precisa Crivelli Barella –. È normale che il buio faccia paura. Questo non vuol dire che non bisogna affrontare i nostri timori».

«Commercianti ed esercenti da non penalizzare» – C'è poi un altro aspetto da considerare. E Branda lo esprime così: «Non vorrei che si desse l'impressione che dopo due anni di Covid, i commerci e gli esercizi pubblici possano essere di nuovo sacrificati. Se andassimo nella direzione di spegnere tutto, ci sarebbe un problema. Si potrebbero scegliere degli orari concordati, facendo incontrare gli interessi in gioco». «A volte – replica Crivelli Barella – è anche una questione di misura. Il troppo storpia. In più la sensibilità collettiva è cresciuta. Pochi oggi si recherebbero in negozi o locali spreconi». 

L'ansia di non potere fare i biscotti di Natale – Branda racconta qualche aneddoto. «Un giorno mi ha fermato una signora. Non sapeva se a Natale avrebbe potuto preparare i biscotti. Un'altra mi ha chiesto se a mezzogiorno avrebbe potuto ancora cucinare. Le persone ci pensano». «La cosa importante – conclude Crivelli Barella – è quella di evitare l'ansia. C'è un problema serio, ma lo si può affrontare».    

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