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Bollette salate e blackout ci spaventano

CANTONEBollette salate e blackout ci spaventano

16.08.22 - 20:33
Giorgio Tognola, vice direttore dell'Azienda Elettrica Ticinese, ospite di Piazza Ticino. Il video.
Foto di Davide Giordano
Bollette salate e blackout ci spaventano
Giorgio Tognola, vice direttore dell'Azienda Elettrica Ticinese, ospite di Piazza Ticino. Il video.
Crisi energetica: cosa accadrà nei prossimi mesi? L'esperto: «Ognuno di noi risparmi il 10% di corrente e passeremo un inverno tranquillo». 

BELLINZONA - «Nel 2022 tutto quello che poteva andare male, sta andando male. C'è davvero difficoltà a livello di produzione energetica». Giorgio Tognola, vice direttore dell'Azienda Elettrica Ticinese, ospite di Piazza Ticino, fa il punto della situazione in vista della stagione più fredda. E dei possibili sacrifici che tutti potrebbero essere chiamati a fare. «Le preoccupazioni per il prossimo inverno sono giustificate – conferma –. La politica d'altra parte ci sta mettendo in guardia da tempo sulla questione».

Bollette da paura in vista?
«Su quelle non abbiamo voce in capitolo. I prezzi dell'energia in un solo anno sono quasi quintuplicati. Il prezzo che il consumatore si ritroverà sulla bolletta non dipenderà solo da questo. Ma anche da come e quando il distributore ha acquistato l'energia necessaria al fabbisogno dell'anno prossimo». 

Ci sono due tipi di emergenza. Il primo è nell'immediato. 
«Esatto. La prima preoccupazione è legata al prossimo inverno. È connessa alla crisi del gas, alla crisi del nucleare francese, alla forte siccità».

Il secondo tipo di emergenza invece è legato a un futuro più lontano...
«E va risolto aumentando la produzione idroelettrica, fotovoltaica o eolica direttamente in Svizzera. Questo anche in inverno, periodo in cui di solito produciamo meno energia, importandola. Così limiteremo la dipendenza dall'estero».

Lo scorso anno si era discusso a lungo dell'accordo quadro con l'Unione Europea, poi saltato. In quell'accordo c'era anche un capitolo legato all'energia.
«È così. La Svizzera si trova al centro della rete europea. È un aspetto che non può essere trascurato. Sicuramente sarebbe auspicabile un accordo di convenienza con l'Unione Europea sul tema energetico. Dipenderà dalla politica comunque». 

Nel concreto cosa può fare il cittadino per non sprecare energia quest'inverno?
«Siamo abituati a pensare che l'energia elettrica sia a disposizione senza limiti. Però come stiamo attenti a non sprecare il cibo, possiamo farlo anche per l'energia. Già solo spegnendo gli oggetti elettronici in standby, accendendo le luci solo quando è davvero necessario o abbassando di qualche grado la temperatura del riscaldamento...»

Blackout è un termine che suscita timori.  
«Attenzione però. Va inteso come "ultima ratio" di una serie di misure graduali ipotizzate dalla Confederazione. Si tratterebbe di blackout programmati, imposti. Ma si sta lavorando per non arrivare a questo. Se ogni cittadino dovesse risparmiare il 10% dei propri consumi passeremo un inverno tranquillo». 

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