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CANTONE Poca flessibilità nelle scuole comunali? «Questione di equilibrio»

10.08.22 - 06:30
I docenti titolari di SI e SE non possono lavorare meno del 50%. Un vincolo che penalizza soprattutto chi ha dei figli.
Ti-Press
Poca flessibilità nelle scuole comunali? «Questione di equilibrio»
I docenti titolari di SI e SE non possono lavorare meno del 50%. Un vincolo che penalizza soprattutto chi ha dei figli.
La testimonianza di una docente: «Ho un figlio di nove mesi e non me la sento di lasciarlo per così tanto tempo». La replica del DECS: «Il metà tempo è la percentuale minima per garantire continuità d'insegnamento e rappresenta un buon compromesso tra vita familiare e professionale».

BELLINZONA - Nelle scuole comunali ticinesi i docenti titolari non possono per nessun motivo lavorare meno del 50% (vedasi gli articoli 10 e 11 della Legge sull'ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti rispettivamente l'articolo 10 della Legge sulla scuola dell’infanzia e sulla scuola elementare). Questa regola - in vigore solo nel nostro cantone e in questo specifico ordine scolastico - penalizza soprattutto le insegnanti reduci da un congedo maternità. Le neo-mamme si ritrovano infatti davanti a un bivio: o tornare (almeno) a metà tempo o non rientrare affatto.

«Ho un bambino di nove mesi e non me la sento di lasciarlo per così tanto tempo», ci racconta una docente 33enne del Bellinzonese. «In accordo con la mia collega avrei potuto rientrare a settembre, lavorando a una percentuale minore, ma questa legge non me lo permette. Così ho deciso di rimanere a casa per dedicarmi al mio piccolo. È comunque un peccato che non ci venga permesso di lavorare a una percentuale inferiore al cinquanta».

Ma perché c'è questa regola e perché è in vigore solamente nelle scuole comunali ticinesi? «I docenti titolari delle scuole comunali - precisa la Direzione del DECS - sono insegnanti globali, gestiscono quindi tutto il tempo d'insegnamento salvo le materie speciali. La possibilità di condurre una sezione a metà tempo è data dalla volontà di agevolare la conciliabilità famigliare e professionale di questi docenti, senza però sacrificare la continuità didattica e pedagogica di cui gli allievi devono poter beneficiare».

Finora il DECS ha quindi ritenuto che per i docenti titolari, il 50% fosse la percentuale minima d'impiego per garantire questa continuità agli allievi. Una decisione, questa, che è una sorta di compromesso tra la vita privata e quella lavorativa dei docenti. «Per noi - precisano i vertici del Dipartimento - questo è un incentivo al rientro lavorativo e non qualcosa che lo scoraggia». 

Sulla questione di una possibile carenza d'insegnanti dovuta a questa mancanza di flessibilità, il DECS guarda all'altra parte della medaglia. «Oggi una carenza d'insegnanti non c’è, ma se per assicurare la conduzione di ogni sezione di scuola comunale anziché un docente titolare a tempo pieno o due a tempo parziale ne servissero tre o più a percentuali ridotte, il tema dell’eventuale carenza d'insegnanti formati si acuirebbe invece di ridursi».

Su questa tematica lo scorso mese di giugno Nicola Pini e cofirmatari (Sabrina Aldi, Giorgio Fonio e Fabrizio Sirica) avevano peraltro presentato un'iniziativa parlamentare elaborata che mira proprio a sopprimere il vincolo del 50% per garantire una migliore conciliabilità tra lavoro e famiglia. Un equilibrio che secondo il DECS, però, già c'è. «La professione di docente già oggi offre una conciliabilità invidiabile tra vita professionale e vita privata e il nostro Dipartimento è in costante contatto con i partner sindacali per discutere degli interessi e delle rivendicazioni dei docenti, volte a perfezionare ulteriormente laddove possibile le loro condizioni lavorative». Il DECS infine conclude ricordando che «al centro della scuola devono rimanere innanzitutto gli interessi formativi ed educativi degli allievi», che non possono essere «accantonati o relativizzati».

COMMENTI
 
Mattiatr 1 mese fa su tio
Scusate la domanda, l'impiego di un docente sotto il 50% non rischia di penalizzare gli allievi? D'altronde rischierebbe di esser una complicazione per la direzione, per i genitori e per i ragazzi.
Cregaz 1 mese fa su tio
Pensino alle persone che lavorano nel settore privato che non si possono permettere di essere a casa ad ogni vacanza scolastica e con orari peggiori. Altrimenti uso il tormentone dei datori di lavoro del settore privato. Se non ti sta bene, quella è la porta!!!!
Mattiatr 1 mese fa su tio
Nah, i datori non sono tutti cattivi, io con il mio ci ho parlato e mi ha concesso un orario flessibile (entro certi limiti) con un minimo di ore mensili (8.5 x giorni).
cle72 1 mese fa su tio
Classico commento da persona invidiosa. Hanno studiato per poter fare quella professione. Non pe so proprio che hanno scelto questa, per la questione ferie. Voleva avere più ferie, sapeva cosa doveva fare, l'insegnante. Poi non è che tutte le settimane si possono permettere di non fare nulla, hanno compiti da correggere, lezioni da preparare.
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