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URC2022:SEGUI IL LIVEUrc2022, gli aggiornamenti Live dalla Conferenza a Lugano

05.07.22 - 11:41
Il Presidente della Confederazione ha stilato un bilancio positivo dell'evento
EDA/DFAE
Il Presidente della Confederazione ha stilato un bilancio positivo dell'evento
Dall'URC 2022 è uscita la "Dichiarazione di Lugano", un primo passo verso la ricostruzione dell'Ucraina

Lugano ospita oggi la seconda e ultima giornata della Ukraine Recovery Conference (URC2022). Su questo blog Live potrete seguire gli aggiornamenti e le dichiarazioni più importanti che emergeranno durante l'evento e l'adozione della "Dichiarazione di Lugano", che racchiuderà i principali risultati ottenuti. (Qui la cronaca della giornata di ieri)

18:21
EDA/DFAEI sette principi di Lugano per la ricostruzione dell'Ucraina.
18:20

L'URC saluta Lugano e guarda a Londra
Finita anche l'ultima conferenza stampa, è ufficialmente conclusa la Ukraine Recovery Conference di questo 4 e 5 luglio a Lugano. Come confermato da Cassis, tutti gli obbiettivi sono stati raggiunti, ed è dunque stata lanciata una roadmap relativa alla ricostruzione dell'Ucraina, processo che si dovrà basare sui "Sette principi di Lugano", che vi riassumiamo con un'infografica pubblicata dal Dipartimento federale degli Affari esteri. Il prossimo appuntamento, nel 2023, sarà nel Regno Unito.

18:00

«La Svizzera ha avuto un ruolo di primo piano»
Quindi, alla fine, quali saranno le ripercussioni, per la Svizzera? «La Svizzera ha giocato un ruolo di primo rango nel fare il primo passo per un processo di ricostruzione di un paese ancora in guerra sul Continente europeo. E ciò ha un significato non solo simbolico, ma anche concreto: lo hanno sottolineato l'Unione europea, il Regno Unito e anche gli altri partecipanti, che sono partiti contenti per l'ottima organizzazione, sia dei contenuti che della logistica e della sicurezza» ha concluso Cassis, rispondendo alle domande dei giornalisti presenti.

17:49

Quali saranno i prossimi passi?
«Abbiamo già per tre anni dei Paesi che hanno affermato la loro disponibilità ad ospitare la Ukraine Recovery Conference. L'idea a cui abbiamo pensato oggi è che tra una conferenza e l'altra ci sia tutta una serie di conferenze settoriali, incontri tecnici, e così via, per far maturare tutti gli elementi di un piano di ricostruzione, che è naturalmente un documento molto complesso che tocca tantissimi aspetti, dal sostegno macroeconomico, ai finanziamenti, alla lotta alla corruzione, ai sistemi di vigilanza...».

17:46

«I partecipanti sono partiti ringraziandoci»
Ancora Cassis: «Il bilancio è molto positivo: i partecipanti sono partiti ringraziando l'Ucraina e la Svizzera per aver co-organizzato questa conferenza. Abbiamo avuto una seduta operativa dopo la fine della conferenza e siamo molti soddisfatti del raggiungimento di tutti e tre gli obbiettivi: abbiamo definito i principi, abbiamo definitivo chi partecipa attivamente a questo processo e abbiamo definito il piano di lavoro (i prossimi passi)». 

17:27
EDA/DFAELe parole conclusive dell'evento sono del Presidente Cassis.
17:23

La soddisfazione di Cassis: «Raggiunti tutti gli obbiettivi»
L'URC 2022 di Lugano è ufficialmente finita. Durante un point-de-presse finale con i media, il Presidente Cassis ha annunciato con soddisfazione che «tutti e tre gli obiettivi che ci eravamo prefissi sono stati raggiunti». Quali erano i tre obiettivi? «Il primo era quello di mettere tutti i partecipanti d'accordo sui principi da seguire e concludere l'evento con una Dichiarazione approvata da tutti. Secondo: capire chi fossero i partner (Paesi, organizzazioni) interessati ad avere un ruolo attivo (e che tipo di ruolo) nella ricostruzione dell'Ucraina, e abbiamo notato tanto impegno e tanta determinazione nel mettersi in gioco, da parte di tutte le parti coinvolte. Terzo obbiettivo: dare una continuità a questo progetto, e anche in questo caso siamo rimasti sorpresi dall'entusiasmo dei partner: il Regno Unito ha già annunciato che organizzerà l'URC 2023, mentre nel 2024 sarà organizzata in Germania, e nel 2025 in Estonia».

16:47

Parla Ignazio Cassis
Di nuovo in diretta dal Palazzo dei Congressi, a Lugano: a breve, in occasione di un incontro con i media e della conclusione ufficiale dell'Ukraine Recovery Conference 2022, tornerà a parlare il "padrone di casa": il Presidente della Confederazione Ignazio Cassis.

13:31

La "Dichiarazione di Lugano" c'è: l'evento volge al termine
Con il termine della conferenza stampa, si è conclusa la parte principale dell'URC 2022. I risultati principali, lo ricordiamo, sono stati riassunti nella "Dichiarazione di Lugano", che è stata adottata da tutti gli Stati e le organizzazioni presenti alla conferenza. In poche parole, la «Dichiarazione di Lugano» prevede che sia l’Ucraina a guidare il processo, ma anche che determinate riforme (la lotta contro la corruzione, la trasparenza e la garanzia di una giustizia indipendente) debbano proseguire. Importanti idee condivise a tal proposito sono l’approccio «build back better» (costruire in modo efficiente e sostenibile) e la convinzione che la ricostruzione, da un lato, e le riforme, dall’altro, non siano in concorrenza ma in sinergia. Nel pomeriggio è ora in programma un forum economico, che vedrà diversi attori impegnati in alcune sessioni che permetteranno di valutare in che modo il settore privato possa contribuire alla ricostruzione.

13:21

Più info sull'uso dei beni russi congelati
Rispondendo alla domanda su quanto sia davvero possibile che l'Ucraina possa ottenere ed usare il denaro proveniente dai beni russi congelati, Cassis ha spiegato che si tratta di un qualcosa che va ponderato molto seriamente, perché il diritto alla proprietà è un diritto umano, un diritto fondamentale. «Per poter violare un diritto fondamentale, bisogna avere una base legale, come nel caso della pandemia. In secondo luogo bisogna anche rispettare il principio della proporzionalità, da un punto di vista internazionale sono molte le domande aperte, ci si sta confrontando solo ora con queste questioni». Ciò che è fondamentale, per Cassis, «è che si faccia molta attenzione a non intaccare i diritti fondamentali, creando un precedente storico e togliendo potere democratico ai cittadini». Shmyhal ha condiviso la versione di Cassis, spiegando che si tratta di temi relativi al diritto sovrano di ogni nazione. Per questo «l'Ucraina ha proposto l'introduzione di nuove norme internazionali relative alle confische di beni, nel caso di un'aggressione non provocata».

13:14

«Grazie Ignazio Cassis, un amico dell'Ucraina»
Infine, Shmyhal ha ribadito ancora una volta che il supporto all’Ucraina è fondamentale «già adesso», per permettere alla nazione di "funzionare" nonostante quest’aggressione in corso. Concludendo il suo discorso, il premier ha ringraziato di cuore il Presidente Cassis definendolo «un grande amico dell'Ucraina» e anche la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

13:10

Shmyhal: «L’aggressore deve pagare»
Per il premier ucraino è poi importante che i beni russi congelati e confiscati dalle autorità europee e mondiali vengano usati per questa ricostruzione. Se così fosse, questo diventerebbe anche una "spinta" alla sicurezza del futuro. Chiunque voglia ingiustificatamente aggredire un altro Stato «saprà quindi che dovrà pagare, per la sua aggressione non provocata».

13:06

Un piano in tre fasi
In seguito, come anticipato ieri, Shmyhal ha ribadito lo svolgimento di un percorso in tre fasi: dopo la ricostruzione a breve termine «necessaria per garantire il funzionamento del paese in guerra» ci sarà negli auspici del governo ucraino «una seconda fase di ricostruzione dopo la vittoria contro la Russia» e infine «la terza fase, quella del miracolo economico a lungo termine».

12:44

Shmyhal: «Oggi è stato mandato un segnale»
Il Primo ministro d'Ucraina Dennis Shmyhal ha preso la parola ringraziando tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione della Conferenza: «Ieri e oggi l’Ucraina, con i partner, ha iniziato una discussione immensa sul futuro del nostro Paese, sulla ricostruzione. Questo della ricostruzione è un punto chiave per dare un segnale agli ucraini e ai nostri partner che saremo vincenti e ricostruiremo il nostro Paese».

12:36

«La Svizzera continuerà a sostenere l'Ucraina»
«È stato un onore e una responsabilità, per la Svizzera, ospitare questa conferenza, e siamo riusciti a raggiungere gli obbiettivi che ci eravamo preposti in un breve periodo. Qui a Lugano abbiamo fatto un primo passo avanti nella lunga strada per la ricostruzione, che apre una prospettiva per il futuro», ha concluso Ignazio Cassis, ribadendo che la Svizzera «continuerà ad accompagnare e sostenere la ripresa dell'Ucraina», anche perché «impegnarsi in modo congiunto e a lungo termine è nell’interesse di tutta l’Europa».

12:32

«Build back better»
Ancora Cassis: «La Svizzera e l’Ucraina hanno, a inizio Conferenza, concordato su determinati obiettivi, tra cui quello chiave di lanciare un processo di ricostruzione a livello internazionale, basato su determinati principi. In questi due giorni, una "Dichiarazione di Lugano" è stata adottata dalla Svizzera, dall'Ucraina e da tutti gli Stati e organizzazioni partecipanti». Il Consigliere federale ha qui ribadito che «tutti gli Stati qui presenti e l'Ue hanno dichiarato il loro supporto alla Dichiarazione, ciò che riconosce il valore del piano delle autorità ucraine sulla ricostruzione e lo sviluppo della nazione. Allo stesso tempo, è chiaro che diverse riforme devono aver luogo: per questo ci sono sette principi su come deve aver luogo la ricostruzione, per rispettare l'ideale di "Build back better"» (ricostuire in modo migliore, ndr.).

12:22

«Dare una prospettiva»
«C'è un forte contrasto tra le immagini che vediamo giornalmente dall'Ucraina e quelle di questa Conferenza qui a Lugano, in Ticino», ha dichiarato aprendo la conferenza stampa il Presidente Ignazio Cassis. «Questo ci spinge ancora di più ad impegnarci a favore del nostro partner di lunga data, è assolutamente chiave dare una prospettiva futura all'Ucraina e agli ucraini».

 

12:14

Si va verso la conclusione della URC2022
Il Presidente della Confederazione Ignazio Cassis e il premier ucraino Dennis Shmyhal parleranno a breve in una conferenza stampa conclusiva dell'evento.

11:40

La Dichiarazione di Lugano? «La road map di un lungo percorso»
«Ringrazio Ignazio Cassis e Ursula Von Der Leyen per il sostegno al nostro Paese e per aver organizzato questa conferenza», così il primo ministro ucraino Denys Smihal. Oggi, continua, nelle sofferenze della guerra «possiamo trovare conforto nell'idea della vittoria e della ricostruzione di un Paese che sarà migliore di quello di prima». La dichiarazione di Lugano, specifica infine, è un documento aperto che potrà essere modificato e adattato, «ma è la road map che stende la via di un lungo percorso». 

11:22
EDA/DFAEIgnazio Cassis presenta la Dichiarazione di Lugano accanto al premier ucraino Dennis Shmyhal
11:18

«Ecco a voi la Dichiarazione di Lugano»
«Prima di iniziare la sessione conclusiva della conferenza voglio invitare tutti a osservare un minuto di silenzio per le persone decedute durante la guerra in Ucraina e per chi sta ancora soffrendo», esordisce il presidente della Confederazione Ignazio Cassis. «Oggi, grazie alla vostro contributo, abbiamo prodotto il documento finale per il lancio della ricostruzione dell'Ucraina», continua, spiegando che la Conferenza ha permesso di stilare sette principi chiave sui quali dovrà essere basata la ricostruzione. 1. Collaborazione: l'Ucraina guiderà il processo di ricostruzione, collaborando con tutti gli altri partner 2. Focus sulla riforma: la ripresa, la resilienza, il rinnovo e l'ampliamento delle riforme sono interdipendenti 3. Trasparenza, responsabilità e legalità: l'idea è che il processo di riforma e la ricostruzione garantiscano un sistema giudiziario indipendente che combatta la corruzione 4. La ricostruzione dovrà fondarsi sulla partecipazione democratica, e sull'inclusione delle comunità locali 5. Impegno da più parti: il processo deve promuovere il coinvolgimento di attori a livello nazionale e internazionale 6. Uguaglianza: il processo di ricostruzione non deve escludere le minoranze 7. Sostenibilità: La ricostruzione non si limiterà alle infrastrutture, ma dovrà essere fatta con l'idea di ottenere una maggiore sostenibilità ambientale, oltre che economico-sociale. L'idea, insomma, è quindi quella di ricostruire cercando un miglioramento trasversale. «La storia non si scrive da sola, è fatta di azioni e decisioni e dalla volontà comune di superare le difficoltà», conclude Cassis.

10:29

Una voce comune
Le dichiarazioni odierne si sono concluse con gli interventi delle organizzazioni economiche e sociali, che hanno ribadito il loro impegno ad aiutare Kiev nei loro ambiti di competenza. Hanno parlato rappresentanti dell'Unesco, della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, della Croce Rossa, del Fondo Monetario Internazionale, dell'OSCE, dell'Unicef e della Banca Mondiale. Ora vi sarà una pausa, e si riprenderà attorno alle 10.40 con una presentazione da parte del Presidente elvetico Ignazio Cassis e del premier ucraino Dennis Shmyhal.

10:25

«Una ricostruzione europea»
Il Segretario generale dell'Onu, António Guterres, ha ribadito che il processo di ricostruzione dell'Ucraina sarà lungo e durerà anni, ma che in particolare vista «la devastazione di scuole, ospedali e altre infrastrutture critiche», bisogna «iniziare ora». In seguito, Guterres ha ricordato il problema della rimozione delle mine e delle bombe non esplose, mettendo in chiaro che sono molti gli aspetti a cui bisogna porre la giusta attenzione. Poco dopo, ha preso parola Marija Pejcinovic Buric, Segretaria generale del Consiglio d'Europa, che ha ribadito l'impegno europeo alla causa: «La ricostruzione dell'Ucraina dev'essere una ricostruzione europea».

10:15
EDA/DFAEDopo gli Stati, è il turno delle organizzazioni internazionali. Il primo a parlare (in videoconferenza) è stato António Guterres, Segretario generale delle Nazioni Unite.
10:13

L'impegno di Australia e Stati Uniti
Infine, anche i delegati di Australia e Stati Uniti hanno ribadito il proprio sostegno all'Ucraina. L'ambasciatore australiano in Ucraina ha in particolare ricordato la visita a Kiev del premier australiano Albanese, rassicurando che «staremo fianco a fianco con gli ucraini» in questo «disastro umanitario». Da Canberra sono quindi assicurati assistenza militare ed economica. «Condanniamo nuovamente questa guerra ingiustificata e non provocata» ha invece detto Brian McKeon, del Dipartimento di Stato americano. «Continuiamo ad assistere l'Ucraina a più livelli. Tutti noi dobbiamo comprendere i bisogni più urgenti di Kiev. L'assistenza statunitense, comunque, va oltre l'Ucraina, stiamo aiutando anche i Paesi limitrofi a rafforzarsi, e ad avere le risorse per affrontare la crisi umanitaria in corso».

10:07

Le parole di Zelensky hanno colpito Seul
«L'invasione illegale della Russia sta portando innumerevoli sofferenze. Il coraggio degli ucraini sta ispirando il mondo intero. Ci uniamo al supporto dell'Ucraina, aumentando i nostri fondi. Il messaggio di Zelensky è stato chiaro: supportiamo la sua visione che la ricostruzione deve portare una trasformazione sociale ed economica. L'Ucraina deve andare verso un futuro libero e prospero, con una forte democrazia che esce dalle ceneri della guerra». Queste le parole del vice-ministro degli Esteri sudcoreano, Lee Do-Hoon. 

09:57

Italia, parola chiave «supporto»
«La parola chiave è supporto. L'Italia continuerà a supportare l'Ucraina a livello militare, umanitario, finanziario. Dobbiamo spingere Mosca a tirarsi indietro e portare al rilancio dei colloqui di pace, nel rispetto dell'integrità territoriale dell'Ucraina» ha dichiarato Benedetto della Vedova, sottosegretario al Ministero degli Affari esteri. «È un conflitto devastante e drammatico, Caro ministro Shmyhal, apprezziamo appieno il vostro piano di ricostruzione, siamo a disposizione per supportarvi completamente».

09:49

«Abbiamo ricostruito dopo le bombe atomiche, ora aiuteremo l'Ucraina»
«Innanzitutto grazie al governo svizzero e a quello ucraino, e a chiunque ha aiutato a realizzare questa Conferenza. Il Giappone sta con la popolazione ucraina, che sta soffrendo per difendere la sovranità e la democrazia», ha dichiarato Takako Suzuki, ministra giapponese per gli Affari esteri. Al recente incontro dei leader del G7 «il nostro premier Fumio Kishida ha confermato che estenderemo il nostro aiuto a Kiev, in particolare per aiutare a rispondere alla crisi alimentare globale». Suzuki ha poi ricordato che il Giappone «è l'unico Paese ad aver subito degli attacchi atomici, e che è riuscito a rialzarsi dalla devastazione, riuscendo a ricostruire. Non solo: negli ultimi anni il paese nipponico è stato anche travolto da gravissimi disastri naturali (come lo tsunami del 2011), altri casi che hanno necessitato di ricostruire vaste parti del Paese. Basandoci su queste esperienze, crediamo che la ricostruzione sia possibile anche in Ucraina, e contribuiremo a ridare un futuro luminoso agli ucraini».

09:36

«Il nostro pieno supporto», la Francia guarda a Chernihiv
Anche Canada (che ha sorpreso la platea con un'inviata che ha parlato in ucraino), Islanda ed Estonia (che ha promesso il proprio massimo impegno in prima linea) hanno annunciato il loro supporto. La Francia, oltre ad un aumento generale del sostegno e alla denuncia dei crimini di guerra (che vuole aiutare a documentare), ha annunciato che si concentrerà sulla ricostruzione della città di Chernihiv.

09:25

L'azione del Portogallo a favore dei bambini
Il Portogallo si è messo a disposizione per essere in prima linea nella ricostruzione delle scuole, visto l'impatto terribile della guerra sui bambini: «Non possiamo accettare queste atrocità, nessun bambino dovrebbe essere svegliato dal suono delle bombe, o vivere nella paura che suo papà non potrebbe arrivare vivo alla fine del giorno», ha dichiarato il ministro dell'Educazione João Marques da Costa. 

09:18

«A Lugano un evento chiave, un importante calcio d'inizio»
Promettendo ulteriori aiuti finanziari, la ministra olandese Liesje Schreinemacher ha definito quello di Lugano un «evento chiave», spiegando che l'Ucraina stessa deve essere al comando delle operazioni della propria ricostruzione. Questo con l'aiuto dei partner: «Ucraina, puoi contare su di noi». In precedenza, la Norvegia ha ricordato l'impatto della guerra su tutto il mondo, tra cui la crisi alimentare. Anche la Svezia ha ribadito i propri impegni (attuali e futuri) nella ripresa dell'Ucraina, definendo l'URC2022 un importante «calcio d'inizio» del processo di ricostruzione.

09:08

«Ospiteremo la Ukraine Recovery Conference nel 2024»
La ministra tedesca dello sviluppo economico Svenja Schulze ha invece annunciato che la Germania ha intenzione di organizzare la terza edizione dell'URC nel 2024 (la seconda, lo ricordiamo, avrà luogo nel Regno Unito. Lo ha affermato ieri Elizabeth Truss, ministra degli Esteri britannica). La politica tedesca ha poi ringraziato le autorità ucraine e svizzere per l'organizzazione di questa Conferenza che mette le basi alla ricostruzione e che rafforza «la nostra unione e la nostra solidarietà». Per Schulze, bisogna comunque fare attenzione a molti aspetti: «La ricostruzione dev'essere giusta, i governi locali devono essere forti, deve esserci parità, ci dev'essere una piattaforma che mette insieme le autorità ucraine, quelle dei partner, e i principali esperti con le loro conoscenze».

09:01
EDA/DFAEIgnazio Cassis e Dennis Shmyhal ascoltano le dichiarazioni d'intenti delle delegazioni.
09:01

Albania, Austria, Grecia, Croazia, Danimarca
Aiuti umanitari, supporto ai rifugiati, aumento dei fondi e degli investimenti, impegno per la ricostruzione e per le riforme. Anche Albania, Austria, Grecia e Croazia hanno sottolineato l'intento di mettersi a disposizione a favore di Kiev. Particolarmente toccante l'intervento del ministro degli Esteri danese, Jeppe Kofod: «Sono stato a Borodyanka, a Kiev, ho parlato con gli ucraini che hanno perso tutto. Oggi posso dirgli: stiamo con voi, insieme ad altri partners la Danimarca avrà un ruolo chiave nella ricostruzione dell'Ucraina, che è parte integrante della famiglia europea».

08:52

«Gli amici si vedono nel momento del bisogno»
In seguito hanno preso parola la delegazione della Repubblica Ceca e quella della Polonia, che hanno sottolineato che «gli amici si vedono nel momento del bisogno», e che per questo hanno iniziato subito ad agire su più livelli, e continueranno ad agire, a supporto dell'Ucraina. Entrambi i Paesi sono pronti ad impegnarsi appieno nel processo di ricostruzione dell'Ucraina. «Gli aiuti servono ora, adesso, non bisogna aspettare una qualche decisione politica prima di iniziare a fornire loro il tanto necessario supporto».

08:47

«Continuare ad aiutare l'Ucraina adesso»
«Ci serve un piano d'azione su come ognuna delle nostre nazioni possa aiutare la ripresa dell'Ucraina, ma dobbiamo anche spingere gli aiuti adesso, per permettere all'Ucraina di vincere questa guerra e per contrastare l'impellente crisi umanitaria. Per questo la Lituania trasferirà immediatamente altri 10 milioni di dollari alla Banca centrale ucraina» ha detto Ingrida Simonyte, la premier lituana.

08:44

Dichiarazioni al via
Ad aprire le danze, è stato il Presidente Ignazio Cassis: «La Svizzera è un partner dell'Ucraina da tempo. Vista la guerra, abbiamo deciso di aumentare il nostro supporto: raddoppieremo (a 100 milioni di franchi) i nostri fondi a disposizione delle relazioni bilaterali con Kiev fino al 2023» ha annunciato il Consigliere federale ticinese.

 

08:28

Zelensky: «Ecco perché dobbiamo farlo ora»
Nota da Kiev: il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, nel suo consueto discorso televisivo notturno alla nazione, ha salutato lunedì come un «giorno molto importante», commentando la conferenza dedicata alla ricostruzione dell'Ucraina a Lugano. «L'Ucraina deve diventare il paese più libero, moderno e sicuro d'Europa, in ogni senso della parola, in particolare, in termini di ambiente. Sono sicuro che lo faremo», ha detto, citato dal Guardian. Oltre a ciò, il leader ucraino ha ricordato che «nel sud, tutti hanno subito una distruzione su larga scala. E questo significa anche la necessità di fondi colossali per il ripristino delle infrastrutture, per il ritorno della medicina e dei servizi sociali, per il ripristino della normale vita economica. Ci sono decine di migliaia di case distrutte solo nelle aree liberate», ha detto, aggiungendo che «una parte significativa dell'economia è stata distrutta». «Ecco perché la ripresa dell'Ucraina non riguarda solo ciò che deve essere fatto dopo, dopo la nostra vittoria, ma anche ciò che deve essere fatto in questo momento. E dobbiamo farlo insieme ai nostri partner, con l'intero mondo democratico. E farlo ora», ha concluso. (ATS)

08:20

Si parte anche oggi
Si freme al Palazzo dei Congressi per l'inizio della seconda giornata della URC2022. Per quanto concerne oggi, vi sarà in primis qualche ora dedicata ai membri delle delegazioni, che avranno a disposizione il palco per rilasciare delle dichiarazioni ufficiali. In seguito, la parola passerà a coloro che hanno lanciato l'evento: il Presidente Ignazio Cassis e il premier ucraino Dennis Shmyhal, che dovranno intonare le note conclusive della Conferenza presentando la tanto attesa "Dichiarazione di Lugano", documento che racchiuderà i risultati più importanti raggiunti tra oggi e ieri.

08:14
EDA/DFAESeconda giornata: si comincia.