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CANTONEAMAG sul cartello ticinese: «Comportamenti inaccettabili da parte dei garagisti»

30.06.22 - 07:36
Arriva la presa di posizione del gruppo, che accetta la decisione della Commissione della concorrenza.
Tipress
AMAG sul cartello ticinese: «Comportamenti inaccettabili da parte dei garagisti»
Arriva la presa di posizione del gruppo, che accetta la decisione della Commissione della concorrenza.
«AMAG ha adottato provvedimenti, anche a livello di personale», viene specificato. La Garage Nessi SA, da parte sua, nega tutto e annuncia un possibile ricorso.

LUGANO - Ammette l'errore e accetta la decisione della Comco, il gruppo AMAG. In passato, si legge nella presa di posizione, «singoli dirigenti dei garage di AMAG hanno tenuto comportamenti inaccettabili nel canton Ticino. Sono stati adottati provvedimenti a livello di organizzazione e di personale al fine di applicare coerentemente i principi volti a garantire un’attività commerciale corretta in tutti i settori». 

«Purtroppo, in Ticino in passato evidentemente non abbiamo sempre agito in maniera corretta dal punto di vista legale ed etico. E di questo mi scuso», afferma Mathias Gabler, Managing Director di AMAG Automobili e Motori SA, che da maggio 2018 è alla guida dei garage di AMAG.

I controlli interni, assicura AMAG, sono stati rafforzati ed è stato messo in piedi un programma completo per la compliance, che prevede, tra le altre cose, corsi di formazione obbligatori per il personale nell’ambito del diritto dei cartelli. Nel gruppo AMAG, viene sottolineato infine, «vige una rigorosa politica di tolleranza zero nei confronti delle violazioni del diritto in materia di concorrenza».

Possibile ricorso in arrivo dal Garage Nessi - Nel frattempo a dire la propria è anche uno dei garage del cartello: la Garage Nessi SA. Che però respinge le accuse. «Contestiamo il rimprovero di avere concluso accordi sugli appalti pubblici con altri rivenditori VW in Ticino, e di avere partecipato ad una ripartizione del Canton Ticino in zone di attività e di vendita». Il garage nega inoltre di aver partecipato ad un cartello illecito con l’obiettivo di mantenere i prezzi di vendita dei veicoli ad un livello più elevato. «Abbiamo sempre venduto veicoli nuovi Volkswagen determinando i prezzi verso i propri clienti in piena libertà, e sentendoci liberi di vendere in tutto il territorio del canton Ticino e pure oltralpe». L’inchiesta «ha portato la COMCO a costruire, senza concreti e completi elementi, l’esistenza di un accordo globale mai esistito in questi termini, cui non abbiamo mai in ogni caso partecipato». Infine, il garage annuncia che valuterà un eventuale ricorso.

La Tognetti SA si scusa «senza se e senza ma» - Diametralmente opposta la reazione della Tognetti Auto SA. «In passato abbiamo intrattenuto rapporti con Amag e con altri concessionari Volkswagen in Ticino, scambi di informazioni proibiti e quindi sanzionati. Ci scusiamo pertanto con la clientela per questo comportamento e con determinazione ci impegniamo affinché non venga ripetuto in futuro». Subito dopo l'apertura dell'inchiesta, sottolinea Michele Tognetti nella presa di posizione, è avvenuto un cambio generazionale ai vertici dell'azienda: «Mia figlia Alice ha infatti assunto la direzione della Tognetti Auto SA nel 2018».

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