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CANTONEI cinema ticinesi rivedono la luce

28.06.22 - 06:31
Le nostre sale, pur soffrendo gli strascichi della pandemia, se la passano meglio rispetto a quelle d'Oltralpe.
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I cinema ticinesi rivedono la luce
Le nostre sale, pur soffrendo gli strascichi della pandemia, se la passano meglio rispetto a quelle d'Oltralpe.
Il PalaCinema è già tornato «a un livello di spettatori pre-Covid» e anche all'Otello di Ascona e nei cinema di Mendrisio la situazione si sta lentamente normalizzando. Il ticinese ama vedere i film in sala.

BELLINZONA - Lo streaming prima. Il Covid-19 poi. Il cinema sta vivendo un periodo complicato. E neppure la revoca di tutte le restrizioni ordinata a febbraio dalla Confederazione sembra abbia provocato l’atteso assalto alle sale. Anzi. Secondo l'Ufficio federale di Statistica le entrate nei cinema svizzeri si sono ulteriormente ridotte «di circa un terzo» rispetto al 2019.

Bicchiere mezzo pieno - Anche le sale cinematografiche ticinesi hanno ovviamente sofferto per questa situazione. Ma i proprietari dei cinema di casa nostra si dimostrano positivi e cercano di vedere il bicchiere mezzo pieno. «Il Ticino - esordisce Luca Morandini, direttore dei cinema di Mendrisio - è il cantone che ha perso percentualmente meno pubblico. Facendo il confronto con i primi cinque mesi del 2018 - che fu un anno "normale" dal punto di vista pandemico, ma non ottimo dal punto di vista degli spettatori - in questo inizio 2022 concediamo un 19%. Ma con il nostro Multisala, che raggruppa il cinema commerciale e quello Arthouse in un solo luogo, e con il Cinematografo Ambulante ci stiamo lentamente riavvicinando ai risultati pre-pandemici. Con tutta probabilità l’attività Open Air nel corso dei mesi estivi ci permetterà di ritornare ai livelli raggiunti nel 2018 e poi speriamo in una nuova stagione finalmente ricca di nuovi e attraenti film». 

Locarno «eccezione» - Un ritorno al passato che al PalaCinema di Locarno sembra già essere realtà. «All'inizio dell'anno la ripresa è stata parecchio lenta anche perché i distributori erano piuttosto restii a far uscire film di un certo tipo a causa delle restrizioni pandemiche», ci spiega il direttore Roberto Pomari. «Ma ad aprile e maggio, grazie anche a diverse uscite di spessore, siamo tornati al livello di spettatori che avevamo prima della pandemia». 

Periodo duro per l'Otello - «Dopo il periodo Covid-19 abbiamo subito un colpo, inutile nasconderlo. Fino a maggio abbiamo registrato un meno 40% di entrate», ammette, da parte sua, Antonio Prata dell'Otello di Ascona. «Ora però ci stiamo piano piano riprendendo, anche se l'estate non è il periodo migliore per il nostro settore». 

Meteo decisiva, film ancora di più - La meteo, d'altronde, gioca un ruolo fondamentale per i cinema. «Basterebbero tre weekend di pioggia per recuperare il divario con gli anni prima della pandemia», chiosa Morandini. Ma ancora più importante, è naturalmente la qualità delle pellicole che arrivano in sala. «Durante i primi mesi dell'anno le uscite cinematografiche non sono state tantissime, anche perché in Italia, nostro principale fornitore di film, tutto era bloccato dalle pesanti misure per contenere la pandemia», ricorda Morandini. «I film ovviamente fanno la differenza», gli fa eco Pomari. «I buoni risultati di aprile e maggio sono dovuti all'uscita della pellicola giusta al momento giusto», ammette il direttore del PalaCinema.

Luoghi d'incontro - Meteo adatta e film di richiamo in programmazione sono evidentemente i due ingredienti base della ricetta dei cinema. Ai quali va aggiunta la magia che solo la settima arte sa creare. «Il PalaCinema è un luogo d'incontro. Qui la gente vive un'esperienza non solo cinematografica, ma di aggregazione e condivisione», sottolinea Pomari, ricordando che Il «fascino del grande schermo non tramonta mai». Un'idea condivisa anche da Morandini: «La sala resta il luogo migliore per vedere un film. Lo streaming e le piattaforme non possono competere con l'esperienza che gli spettatori vivono in un cinema. Tutti abbiamo una cucina a casa, ma tutti amiamo andare anche al ristorante. Ecco per il cinema è un po' la stessa cosa». Per Prata, invece, per attirare gli spettatori bisogna ripensare qualcosa nel modo di concepire la gestione e la programmazione delle sale, con criteri diversi. «Dobbiamo spingere le persone a uscire di casa. Far loro ritrovare la gioia di andare al cinema a godersi un buon film in un periodo storico in cui molti si sono rintanati in casa, attaccati al computer».

Nessun commento dal CineStar - Nessuna risposta è invece giunta da Bruno Gomes, direttore di Arena Cinemas, il gruppo che gestisce sette multisala elvetici tra cui il CineStar di Lugano. «Arena Cinemas preferisce rimanere discreta e non fornire cifre».

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