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Reti da record alle pendici del San Salvatore

PARADISO / MELIDEReti da record alle pendici del San Salvatore

23.05.22 - 10:16
Le FFS stanno realizzando un'opera di protezione «eccezionale», con reti paramassi alte fino a 9 metri.
Ti-Press
Reti da record alle pendici del San Salvatore
Le FFS stanno realizzando un'opera di protezione «eccezionale», con reti paramassi alte fino a 9 metri.

LUGANO - In poco meno di 2 chilometri di lunghezza, ai piedi del lato est del San Salvatore, le FFS sono al lavoro per aumentare la sicurezza dai pericoli naturali della linea ferroviaria. Con il progetto "Opere di protezione San Salvatore" le FFS vogliono infatti aumentare la protezione dal rischio naturale di caduta massi sulla tratta ferroviaria tra la galleria San Martino (a sud della stazione di Lugano-Paradiso) e Melide.

Meno di due chilometri che si trovano tuttavia sull’importante asse nord-sud del San Gottardo, una tratta chiave per il traffico ferroviario passeggeri e merci, non solo nazionale o regionale, ma anche internazionale. Anche per questo motivo si stanno realizzando diversi manufatti, reti e impianti di protezione che limiteranno al minimo possibile il rischio che un masso o una colata detritica raggiunga la sottostante linea ferroviaria e, di riflesso, anche la strada cantonale che corre accanto alla ferrovia.

«Si tratta di un progetto essenziale in un’area soggetta alla caduta massi, soprattutto dopo forti piogge o temporali violenti», spiegano le FFS. Il lato est del San Salvatore è infatti caratterizzato da ripide pareti dolomitiche e gli ultimi eventi di una certa importanza, nel 2021 e nel 2017, hanno portato al blocco del traffico stradale.

Le più alte della Svizzera - Oggi, guardando il ripido pendio del San Salvatore, tra la vegetazione, si possono già intravvedere le prime imponenti reti di metallo. In alcuni punti queste raggiungono la ragguardevole altezza di 9 metri, che le porta a essere le più alte mai installate in Svizzera e tra le più alte in Europa.

Elicottero indispensabile - I lavori di posa si svolgono spesso in maniera spettacolare. La zona di intervento è molto ripida e di difficile accesso: di conseguenza gli operai – con conoscenza alpinistiche – sono spesso aggrappati ai pali o alle reti, pronti ad afferrare il materiale trasportato esclusivamente con l’elicottero, l’unico mezzo che è possibile utilizzare per trasportare il materiale su questa impervia area. Si è calcolato che nell’anno e mezzo di cantiere ci saranno all’incirca 2000 ore di volo.

Il progetto in breve - In totale verranno posati circa 1300 metri di nuove reti paramassi, con altezze variabili dai 4.5 metri ai 9 metri e classi di energia da 500 a 5000 kJ. Altri 500 metri circa di reti già esistenti verranno invece rinforzati. A completare le opere di protezione la realizzazione di 300 metri di valli paramassi in terra e 1800 metri di impianti di allarme per la protezione dei rischi della natura. Il progetto prevede inoltre alcuni risanamenti ambientali, come ad esempio la bonifica dell’ex stand di tiro e il recupero del territorio prima occupato da alcune cave per l’estrazione della pietra naturale. Il cantiere è cominciato nella primavera 2021, la fine dei lavori è prevista per l’inizio del 2023.

L’investimento è di circa 18 milioni di franchi, finanziato al 50 percento dalle FFS e per il restante 50 percento da Confederazione (45%) e Cantone (5%).

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