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LUGANOUsi, termina il rettorato per Boas Erez

22.04.22 - 12:29
La decisione a seguito di divergenze di vedute con il Consiglio dell’USI sulla gestione amministrativa dell’Università.
tipress
Usi, termina il rettorato per Boas Erez
La decisione a seguito di divergenze di vedute con il Consiglio dell’USI sulla gestione amministrativa dell’Università.
Nella fase transitoria il Prorettore Lorenzo Cantoni assumerà la carica di Prorettore vicario.

LUGANO - Il Consiglio dell’Università della Svizzera italiana e il Rettore dell’USI Boas Erez hanno deciso di comune accordo che la funzione di Rettore di quest’ultimo prenderà fine il prossimo 9 maggio, dopo il Dies academicus dell’USI.

Divergenze di vedute - L’accordo considera che Boas Erez, con la sua squadra, ha portato l’USI a ottenere ottimi risultati in campo accademico, ma che sussistono divergenze di vedute con il Consiglio dell’USI sulla gestione amministrativa dell’Università. Il Prof. Erez continuerà la sua attività all’USI in qualità di professore ordinario.

Il sostituto - Nella fase transitoria il Prorettore Prof. Lorenzo Cantoni assumerà la carica di Prorettore vicario. Dal 9 maggio egli sostituirà il Rettore partente avvalendosi del sostegno degli altri attuali Prorettori, che sono stati riconfermati, nonché di quello di un Prorettore aggiunto, il Prof. Giorgio Margaritondo. A breve sarà aperto un concorso pubblico per la ricerca del/la nuovo/a Rettore/rice dell'USI, la cui nomina, prevista tra qualche mese, metterà fine alla fase di transizione e alle funzioni di Prorettore vicario e di Prorettore aggiunto.

Il rettorato di Erez - Durante il Rettorato di Boas Erez risultati sono stati ottenuti nel consolidamento dopo la fase espansiva dei primi 20 anni di esistenza dell’USI con l’incremento della coesione del polo accademico della Svizzera italiana, con l’istituzione di una strategia comune USI-EOC per la ricerca in medicina umana, con l’affiliazione all’USI dell’IRSOL e della Facoltà di Teologia, nonché con la maggior integrazione accademica degli Istituti già affiliati. Importante anche il rafforzamento del servizio che l’Università offre al suo territorio di riferimento, che ha portato ad esempio al rafforzamento del polo legato all'innovazione e alle start-up, a tutte le attività di apertura sul territorio che hanno caratterizzato il recente venticinquesimo compleanno dell'USI, alla creazione della nuova sede dell’Archivio del Moderno e al progetto della Casa della sostenibilità ad Airolo. L’USI ha inoltre rafforzato la sua internazionalizzazione, con un sistematico lavoro per sviluppare accordi di partenariato in ambito formativo e di ricerca. Il Prof. Erez ha lavorato per il rafforzamento delle strutture accademiche e organizzative, ad esempio proponendo l’istituzione dei Prorettorati, e per l'aumento della democrazia universitaria, ad esempio proponendo la creazione del Senato accademico e della Corporazione degli studenti.

L'USI affronta questa nuova fase forte dei migliori dati mai registrati in termini di numero di studenti (3'923), segno tangibile di fiducia in un’istituzione accademica ormai matura, di fondi di ricerca competitiva (per oltre 28 milioni di franchi) e di posizione nei ranking internazionali.

Il Dies academicus del prossimo sabato 7 maggio alle ore 10:00 nell'Aula magna del Campus Ovest a Lugano, consueto momento di incontro e di informazione sullo sviluppo dell'USI, rappresenterà l’ultimo appuntamento pubblico ufficiale in veste di Rettore del Prof. Boas Erez. In quella occasione sia lui, sia la Presidente del Consiglio dell’USI Monica Duca Widmer, saranno a disposizione dei media.

Il Sindacato VPOD Ticino rivendica maggior democrazia accademica all’USI e alla SUPSI - Il Sindacato del personale dei servizi pubblici e sociosanitari VPOD Ticino, senza entrare nel merito della vicenda, in un comunicato odierno ricorda le proprie rivendicazioni storiche, che sono contenute nell’iniziativa popolare per «Per un settore universitario ancorato al territorio e con condizioni di lavoro adeguate», depositata nel 2011 e formalmente pendente.

In particolare l’iniziativa popolare chiede di garantire i diritti di partecipazione e le libertà accademiche del corpo accademico e intermedio nella gestione di USI e SUPSI, conformemente alla raccomandazione dell’UNESCO del 11 novembre 1997 concernente il personale insegnante dell’insegnamento superiore.

L’iniziativa popolare chiede che il Consiglio dell’USI si componga dei rappresentanti delle facoltà e da 5 a 11 membri designati, ogni quattro anni, dal Consiglio di Stato. I rappresentanti del corpo accademico e del corpo intermedio devono costituire la maggioranza dei membri del Consiglio dell’USI. Analogamente l’iniziativa popolare chiede che il Consiglio della SUPSI sia composto dai rappresentanti dei dipartimenti e da 5 a 11 membri designati, ogni quattro anni, dal Consiglio di Stato. I rappresentanti del corpo accademico e del corpo intermedio devono costituire la maggioranza dei membri del Consiglio della SUPSI.

Attualmente la presenza dei rappresentanti del corpo accademico e intermedio è limitata a 2 persone su 11 nei due Consigli: «una componente troppo esigua che non rispetta le raccomandazioni UNESCO». 

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