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LUGANOSpariti il Rolex e la Louis Vuitton, ma per l’accusa è tutto inventato

21.04.22 - 17:14
L’avvocato alla sbarra oggi a Lugano è sospettato di aver truffato più assicurazioni per furti mai avvenuti.
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Spariti il Rolex e la Louis Vuitton, ma per l’accusa è tutto inventato
L’avvocato alla sbarra oggi a Lugano è sospettato di aver truffato più assicurazioni per furti mai avvenuti.

LUGANO - Un rolex da 22’500 franchi. Una Louis Vuitton da 4’550. Un orologio Patek Philippe da 15’000. E ben due auto, una di proprietà e una noleggiata. Sono solo alcuni degli oggetti che sarebbero stati rubati all’avvocato 57enne oggi alla sbarra alle Assise criminali di Lugano, secondo quanto da lui dichiarato a AXA, Helvetia e Vaudoise, in quattro maxi-furti da lui subiti sull’arco di soli sette anni. L’accusa, però, ritiene che i suddetti furti non siano in realtà mai avvenuti, e che l’uomo abbia semplicemente truffato a più riprese diverse compagnie assicurative. «Il signore ci ha propinato una massa di bugie», così la procuratrice pubblica Francesca Piffaretti-Lanz.

La borsetta Louis Vuitton che sarebbe stata rubata dalla Porsche Cayenne dell’imputato a settembre 2013 è infatti risultata essere la stessa dichiarata rubata due anni dopo, in seguito a un presunto furto con scasso nella casa dell’imputato, a Lugano-Pregassona.

Anche un ciondolo di Bulgari del valore di 3’800, dichiarato come rubato, sarebbe stato in seguito ritrovato in casa sua. L’uomo ha però sottolineato «che non si tratta dello stesso oggetto, ma di un nuovo ciondolo comprato successivamente al furto».

«È un po’ strano subire quattro furti con scasso in sette anni. Ci vuole una certa sfortuna», ha commentato ironicamente il giudice Amos Pagnamenta. «Se uno fa 100mila chilometri all’anno diciamo che si espone maggiormente al rischio», ha replicato l’imputato.

Per quanto riguarda invece l’episodio avvenuto a giugno 2020, quando l’uomo è stato fermato al valico doganale di Brusata, diretto in Italia, senza patente e con una macchina intestata a un’azienda francese, il 57enne ha spiegato che la licenza di condurre gli era effettivamente stata revocata ufficialmente due giorni prima. «Pensavo però di averla ancora».

Ci sono però alcuni fatti che sono effettivamente stati ammessi dall’imputato. L’uomo ha dichiarato di aver utilizzato per spese personali i crediti Covid concessi a una delle aziende con cui aveva lavorato, la 4CDiamonds. L’avvocato si è dichiarato inoltre colpevole per quanto concerne le compravendite immobiliari fasulle, ai danni di Swisslife, fatte nel 2020, finalizzate secondo l’accusa a evitare il pignoramento e mantenere la proprietà di due abitazioni, una a Pregassona e una a Novazzano.

 

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