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CANTONELa pioggia spegne le allergie: «Da gennaio c'è sempre stato polline nell'aria»

30.03.22 - 06:00
L'esperta di "aha! Centro Allergie Svizzera" spiega come il surriscaldamento sta dilatando la stagione degli starnuti
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La pioggia spegne le allergie: «Da gennaio c'è sempre stato polline nell'aria»
L'esperta di "aha! Centro Allergie Svizzera" spiega come il surriscaldamento sta dilatando la stagione degli starnuti
Il problema, a causa dei mutamenti climatici, sale di quota: «Le betulle, ad esempio, potrebbero diffondersi ad altitudini più elevate, ciò che aumenterebbe le concentrazioni di polline in montagna»

LUGANO - Un aiuto dal cielo che dona sollievo alle piante e ai nasi gocciolanti. La pioggerella, che interrompe oggi una siccità durata più di tre mesi, non basterà a rinverdire la vegetazione, ma rappresenta un toccasana per l’aria che respiriamo. «Oggi, quasi una persona su cinque in Svizzera soffre di un’allergia ai pollini. All'inizio del '900 secolo erano meno dell'1%» spiega Roxane Guillod, vicedirettrice dei Servizi specialistici presso la fondazione “aha! Centro Allergie Svizzera”. 

Cosa significa per gli allergici un ambiente così asciutto?
«Il tempo caldo e secco incoraggia le piante a fiorire e fa volare il polline. Senza pioggia, il polline non viene lavato dall'aria ed è trasportato su lunghe distanze dal vento. Poiché in Ticino le temperature sono sempre state elevate e non ha quasi mai piovuto dall'inizio della stagione delle fioriture, a gennaio, c’è stato quasi sempre polline nell'aria. Le concentrazioni hanno oscillato da moderate ad alte, causando nasi che colano e prurito agli occhi».

L'inizio anticipato della primavera, ormai costante con il cambiamento climatico, dilata il problema per chi soffre di allergia da fieno o lo anticipa soltanto?
«È vero che la stagione dei pollini dura più a lungo oggi che trent'anni fa. Per esempio, il nocciolo, che apre la stagione delle allergie, comincia a fiorire circa due o tre settimane prima. E certe piante fioriscono più a lungo in autunno. Per le persone con il raffreddore da fieno, questo significa che soffrono all'inizio dell'anno e forse più a lungo, a seconda del polline che causa loro problemi».

E sul piano più specifico come impatta il clima mutato sui pollini?
«Un altro effetto importante del cambiamento climatico è che la vegetazione in Svizzera sta cambiando. Per esempio, le betulle potrebbero diffondersi ad altitudini più elevate in futuro, il che potrebbe aumentare le concentrazioni di polline in montagna. Inoltre, nuove piante allergeniche della regione mediterranea potrebbero diventare più diffuse anche da noi, come l'olivo, il cipresso o la salicornia».

Negli ultimi due anni, a causa della pandemia, abbiamo indossato a lungo la mascherina. Gli allergici ne hanno tratto beneficio? 
«Sì, indossarne una può sicuramente ridurre il disagio di un'allergia. Questo perché le maschere chirurgiche e le FFP2 non sono permeabili al polline».

I rimedi e qualche consiglio degli esperti di "aha! Centro Allergie Svizzera"
«Per coloro che sono colpiti da allergie ai pollini - sottolinea Roxane Guillod di aha! Centro Allergie Svizzera - è importante curarsi in consultazione con un medico specialista in modo che l'allergia non si trasformi in asma». Ecco dieci consigli e precauzioni che possono anche aiutare a ridurre i sintomi:
1) Indossare occhiali da sole e una mascherina ogni volta che si è all'aperto.
2) Ventilare le abitazioni più ampiamente nei periodi di pioggia.
3) Non lasciare asciugare il bucato all'aperto.
4) Lavarsi i capelli prima di andare a letto.
5) Sciacquare regolarmente gli occhi e il naso.
6) Non togliersi i vestiti in camera da letto e lasciarli lì.
7) Pulire regolarmente tappeti e mobili
8) Usare un purificatore d'aria e pulire regolarmente con un aspirapolvere con un filtro HEPA H11
9) Installare schermi antipolline alle finestre
10) Seguire l'andamento dei pollini con l'app "Pollen News".

Insomma, gli aspetti da curare sono molti. Tra questi la filtrazione dell'aria è un ambito in cui il mercato produce apparecchi sempre più performanti: «L'inquinamento dell'aria negli spazi chiusi può essere fino a cinque volte peggiore di quello esterno» mette in guardia Stefan Koch, ingegnere della Dyson, azienda leader nel settore. «Per chi soffre di allergie, la capacità del purificatore d'aria di rilevare alcuni inquinanti può essere particolarmente importante».

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