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CANTONEPreoccupa la violenza, anche nei confronti degli agenti

28.03.22 - 12:31
La Polizia cantonale ha tracciato un bilancio del 2021 e si è detta pronta alle «nuove sfide» legate alla criminalità.
Ti Press
Preoccupa la violenza, anche nei confronti degli agenti
La Polizia cantonale ha tracciato un bilancio del 2021 e si è detta pronta alle «nuove sfide» legate alla criminalità.
L'analisi tocca vari ambiti. Ma oltre agli andamenti puramente statistici preoccupano alcune tendenze: la crescita di liti e risse, ma anche gli insulti gratuiti nei confronti degli agenti.

BELLINZONA - «La Polizia cantonale è confrontata a sfide sempre nuove, che necessitano mezzi sempre nuovi». Si è aperta con queste parole la conferenza di presentazione del bilancio d’attività 2021 della Polizia cantonale. Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle istituzioni, ha infatti innanzitutto stilato un bilancio degli ultimi 10 anni, da quando Matteo Cocchi ha sostituito al comando Romano Piazzini. Ripercorrendo le principali tappe che hanno portato a un adeguamento degli effettivi e «a un sistema di condotta moderno». Un miglior coordinamento sfociato nel nuovo centro d’intervento cantonale (Cecal).

Vicinanza ai cittadini e nuove sfide - Tutti i cambiamenti che hanno toccato la Polizia «per renderla più vicina al cittadino» hanno evidentemente avuto un costo. «Ma i soldi per la sicurezza sono un investimento in favore di tutta la popolazione e di tutta l'economia cantonale», ha precisato Gobbi. Aggiungendo che i costi si sono comunque stabilizzati «a fronte di altre spese pubbliche che sono invece aumentate». Rivolgendo il suo sguardo al futuro, Gobbi ha poi messo l'accento sulla necessità di essere sempre al passo con i tempi - le «nuove sfide» di cui ha parlato all'inizio del suo intervento - ad esempio facendosi trovare pronti nei confronti della crescente criminalità informatica.

Reati in calo nell'ultimo decennio - Numeri alla mano, invece, in questi 10 anni c'è stata una lenta ma regolare diminuzione degli incidenti stradali e una diminuzione delle infrazioni del codice penale (con alcune variazioni di anno in anno), ha illustrato Gobbi. «Abbiamo qualche problemino in più» - ha aggiunto - per quanto riguarda le infrazioni contro la vita e l'integrità della persona. «Usare la violenza per risolvere i problemi interpersonali è un aspetto che ci preoccupa». Per quanto riguarda i furti, c'è invece stato un sensibile calo. E anche le rapine sono scese nell'ultimo decennio.

Disagio giovanile - Il comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi è entrato maggiormente nel dettaglio sul 2021. Un anno contraddistinto da un lento ritorno alla normalità dopo l'emergenza coronavirus, ma anche da un crescente disagio giovanile che non lascia indifferente la polizia. «La problematica va monitorata. Cosa che stiamo facendo grazie alla collaborazione con gli altri enti e dipartimenti». Nelle ultime settimane si è poi aggiunto l'afflusso dei rifugiati ucraini. A riprova che «flessibilità e capacità d'adattamento rimangono cruciali per la polizia».

Anche i reati tornano alla normalità - Anche il capo Gendarmeria Marco Zambetti ha parlato delle variazioni rispetto all'anno precedente: il 2021 si è distinto per un lento ritorno alla situazione corrente. Le infrazioni alla legge constatate sono state quasi 80'000: il 16,1% in più del 2020, ma sensibilmente inferiori rispetto al 2019. Nel 2021 sono cresciuti i furti (+1.8%) e le rapine (da 23 a 39, una avvenuta in un ufficio postale e quattro a stazioni di servizio). Sono aumentati anche gli interventi per incidenti della circolazione (+14%): 3'656 incidenti, di cui 11 mortali con 12 vittime (-34%). «Tutti i dati sono però condizionati dal 2020 pandemico», ha sottolineato Zambetti. Rispetto al 2019 in reati sono infatti generalmente diminuiti. Il 2021 è però stato anche un anno di controllo del rispetto delle misure sanitarie: in tutto sono stati effettuati 2800 controlli, sfociati in 324 multe disciplinari per infrazione all'ordinanza Covid-19.

Gli "osservati speciali" - Più in generale, vi sono alcuni "trend" sotto la lente della polizia. Innanzitutto un'ulteriore crescita di liti e risse (principalmente sulla pubblica via e all'esterno degli esercizi pubblici). Un terzo di queste riguardano minorenni e i fattori scatenanti «sono perlopiù futili», ma principalmente l'abuso di alcol e il malessere per le restrizioni. Un fattore positivo è invece la (lieve) diminuzioni di casi di violenza domestica (958, 147 in meno rispetto al 2020). Infine, è stata constatata una crescente ostilità nei confronti degli agenti di polizia.

«Sono persone, non bersagli» - «Il 2021 è stato tutto sommato un anno tranquillo», ha infine riassunto Norman Gobbi. «Ma questi trend ci fanno riflettere: un agente di polizia è una persona, non un bersaglio al quale indirizzare insulti gratuiti». Il consigliere di Stato ha preso quale esempio alcuni graffiti con la scritta ACAB (acronimo di "All Cops Are Bastards" - "Tutti i poliziotti sono bastardi") apparsi qua e là sul nostro territorio. «È un attacco gratuito che purtroppo spesso viene tollerato dagli enti locali. E questo non va bene». Gli altri due elementi "di tendenza" richiedono invece «coordinamento e specializzazioni», ha concluso Gobbi legandosi alle parole usate all'inizio della conferenza stampa.

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