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CANTONE
24.03.2022 - 17:270
Aggiornamento : 19:34

La famiglia ospitante si assume il rischio malattia: «Fate lo statuto S»

Agli ucraini ospiti nelle famiglie o da amici il DSS raccomanda una pronta richiesta dello statuto S

L'alternativa sarebbe l'affiliazione presso un assicuratore malattia o la stipulazione di una polizza viaggi. Ma l'esperto Bruno Cereghetti spiega come la strada sia o preclusa dalla legge o, comunque, puramente teorica

BELLINZONA - Succede, non spesso per fortuna, che i mali si assommino. Dopo la guerra spunta la malattia. Ecco perché ai profughi ucraini accolti in Ticino da parenti, amici o conoscenti l’autorità raccomanda una pronta richiesta dello statuto di protezione S, che fra l’altro dà accesso alle prestazioni sociali compresa l’assicurazione malattia. 

Il consiglio: lo statuto S - La permanenza con lo statuto di semplici turisti, consentita per tre mesi, può infatti esporre a rischi qualora il profugo si ammalasse. La persona con statuto di turista, sottolineano dal Dipartimento della sanità e della socialità, «non ha obbligo assicurativo LaMal nel nostro Paese. La copertura/il rischio di un'eventuale malattia rientra nella personale responsabilità del "turista"». Se questa persona è ospite presso una famiglia che garantisce per lei, continua il DSS, «la famiglia ospitante assume il rischio di malattia dell'ospite. Ecco perché sul sito del Cantone si consiglia di procedere con un’affiliazione presso un assicuratore malattia. La Segreteria di Stato della migrazione consiglia alla persona che accoglie i profughi privatamente di stipulare un’assicurazione di viaggio o per ospiti. Il consiglio migliore, va ulteriormente ribadito, è quello di prontamente avviare le procedure per fare richiesta dello statuto di protezione S».

«Assicurazione viaggi? Figuriamoci» - Un consiglio che, almeno nella parte finale, collima con quello di Bruno Cereghetti, esperto di assicurazioni sociali: «La mia raccomandazione a chi arriva dall’Ucraina è di richiedere, a passo di corsa, lo statuto S». Anche perché, aggiunge, «l’affiliazione, da privati, di un profugo ucraino a una cassa LaMal è comunque da escludere. Questo perché un assicuratore non può, per legge, iscrivere una persona che non è soggetta all’obbligo. Qualora lo facesse, commetterebbe un abuso di diritto». Quanto alla possibilità di stipulare un’assicurazione privata, rileva Cereghetti, «si tratta di un’opzione a tal punto teorica, da risultare di fatto impraticabile. È inutile illudere le persone che possano ottenere una fantomatica polizza di viaggio o per ospiti turisti. Oggi non assicurano nemmeno più gli over 50 svizzeri… figuriamoci».

L'aiuto d'urgenza è del Cantone - In conclusione, e ridiamo la parola al DSS, «sia il sostentamento sia l’assistenza medica sono in primo luogo di responsabilità del privato che accoglie il profugo, sino al momento di deposito della domanda per lo statuto di protezione S. Il Cantone interviene solo nell’ambito dell’aiuto di urgenza, che per l’appunto è tenuto a garantire per tutti gli stranieri in transito. L’aiuto d’urgenza è finalizzato a coprire unicamente le cure sanitarie urgenti».

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