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CANTONEPrima mancavano i letti, ora rischia di mancare il personale

23.03.22 - 20:30
L'esplosione di casi di Omicron 2 non ha provocato la saturazione dei reparti, ma ha fatto ammalare medici e infermieri.
Ti-Press
Prima mancavano i letti, ora rischia di mancare il personale
L'esplosione di casi di Omicron 2 non ha provocato la saturazione dei reparti, ma ha fatto ammalare medici e infermieri.
Il portavoce dell'EOC: «L'aumento dei casi ha provocato delle difficoltà nella copertura dei turni in alcuni settori». Christian Garzoni: «Abbiamo avuto alcune difficoltà di gestione quando diversi medici si sono ammalati insieme, ma ora il problema è rientrato».

BELLINZONA - La nuova sotto-variante di Omicron (la BA.2) ha fatto esplodere i contagi, ma per ora non ha provocato né un sovraccarico dei reparti ospedalieri né tanto meno una saturazione delle cure intense. L’enorme diffusione di Omicron 2 - gli esperti della Confederazione ieri stimavano che i contagi “reali” ammontano ad almeno centomila al giorno - ha però avuto un effetto collaterale (non di poco conto): ovvero tantissima gente malata o in isolamento che non può recarsi sul posto di lavoro.

Tanti sanitari costretti a casa - Una situazione, questa, che tocca ovviamente anche un mondo sanitario, che durante questi due anni di pandemia è stato messo fortemente sotto pressione e ha dovuto fare i conti con numerose defezioni nei suoi ranghi.  Molti medici e infermieri attivi negli ospedali della Svizzera tedesca sono infatti stati colpiti dal virus. E la loro assenza ha provocato (nuovamente) il rinvio d'interventi già pianificati ma non urgenti. Insomma se prima le operazioni venivano rimandate per la penuria di posti letto (soprattutto quelli di terapia intensiva), ora vengono procrastinate per l’assenza degli specialisti che nelle sale operatorie lavorano.

La situazione negli ospedali dell'EOC - Una problematica, questa, che per ora non ha influenzato più di tanto gli interventi programmati negli ospedali dell’Ente ospedaliero cantonale. Seppure i contagi siano tornati a salire anche lì dopo una prima fase critica registrata tra dicembre e gennaio. «Nelle ultime due-tre settimane - precisa il portavoce Matteo Tessarollo - si assiste a un nuovo incremento dei casi di contagio che, seppur sporadicamente, crea delle difficoltà nella copertura dei turni di lavoro in alcuni settori. Se a cavallo del nuovo anno eravamo addirittura stati costretti a sospendere momentaneamente alcune attività a causa della mancanza di personale, oggi la situazione resta gestibile e ci permette di far fronte a tutti i nostri impegni. Nessuna operazione viene quindi posticipata».

E alla Moncucco - Una situazione simile la vive anche la Clinica Moncucco, che ha pure fatto registrare un lieve aumento dei ricoverati. «La situazione non è catastrofica» - mette subito in chiaro il direttore sanitario Christian Garzoni - «ma i reparti che erano praticamente vuoti a carnevale, ora contano svariati pazienti. Abbiamo dovuto riorganizzare, dedicando quasi un piano della Moncucco al Covid-19. Le assenze tra i nostri collaboratori? È chiaro che il virus che circola nella popolazione si riflette anche sul personale. Abbiamo avuto alcune difficoltà di gestione quando diversi medici si sono ammalati tutti insieme, ma ora il problema è rientrato e la situazione è tornata alla normalità».

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