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CHIASSOL'ex fiduciario prosciolto dal Tf: «Furono operazioni fiscali, non riciclaggio»

02.02.22 - 07:00
L'ex municipale parla della sentenza che ha cancellato la precedente condanna a 3 anni e della lunga attesa
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L'ex fiduciario prosciolto dal Tf: «Furono operazioni fiscali, non riciclaggio»
L'ex municipale parla della sentenza che ha cancellato la precedente condanna a 3 anni e della lunga attesa

CHIASSO - È una sentenza che spazza via, con la forza del vento che soffia in questi giorni, il pesante giudizio di avere aiutato un uomo della ‘ndrangheta a riciclare milioni. Per cinque anni Oliver Camponovo, ex fiduciario ed ex municipale di Chiasso, è andato a letto accompagnato, come avvolto in una cappa di nubi nere, da quella condanna a 3 anni pronunciata nel dicembre 2017 dal Tribunale penale federale. 

Via la croce di dosso - Una spada di Damocle che lo scorso 13 gennaio il Tribunale federale, istanza suprema, ha definitivamente spezzato, prosciogliendo Camponovo da qualsivoglia ipotesi di reato di riciclaggio, sia nella forma aggravata che semplice. «Oggi - racconta a Tio/20Minuti - non faccio più il fiduciario, ma per chi fa quel lavoro era questa l’accusa più infamante dalla quale sono stato completamente prosciolto. Sono soddisfatto di non dovere più portare la croce del riciclatore di denaro». È una sentenza che, aggiunge, «mi permette di vivere il futuro della mia vita in modo diverso. Soprattutto è un giudizio che porta serenità alla mia famiglia e ai miei bambini».

La lunga attesa - Si è trattato di un’attesa lunga più di un lustro: «In realtà tutto è iniziato il 17 dicembre 2014, quando hanno arrestato queste persone e quando io ho fatto la notifica, segnalando la fattispecie, all’MROS (l’Uffico di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro, ndr). Ma oggi per me conta solo che possa andare avanti senza quello stigma e quell’alone per qualcosa che non ho mai pensato di aver fatto». Il dispositivo della sentenza del Tribunale federale, a tal proposito, è chiaro e riassumibile nel giudizio che Camponovo “non doveva e non poteva sospettare in alcun modo di un’eventuale origine criminosa” del denaro del suo cliente, Franco Longo, uomo di fiducia della mafia calabrese. Quest’ultimo era stato condannato a 5 anni (con sentenza non impugnata, anche perché - nota del redattore - in Italia avrebbe rischiato sanzioni ben maggiori).

Fu un'operazione fiscale - Nel voltar pagina, l’ex fiduciario fa una puntualizzazione a proposito di quella dichiarazione, “così facevano tutti”, che gli venne attribuita: «In realtà fu estrapolata, in maniera molto scorretta, da un discorso più ampio. Non ho mai detto che tutti i fiduciari riciclano i soldi, fu una ripresa giornalista errata e fuorviante. Dissi invece che in quel contesto storico c’erano diverse operazioni fiscali che venivano fatte in funzione di qualcosa che si chiamava “Rubik” (l’accordo fiscale che la Svizzera eventualmente avrebbe firmato con l’Europa in vista della caduta del segreto bancario, ndr). Bisogna tornare indietro di dieci anni ed era un altro mondo rispetto a oggi. Quelle operazioni fiscali, e la sentenza del Tf me lo riconosce, non erano fatte per riciclare denaro, ma per ovviare a questa futura possibile problematica». 

«Nel posto sbagliato» - A completo proscioglimento avvenuto, anche se restano ipotesi di reato minori, Camponovo nega anche di essersi sentito il capro espiatorio per la categoria dei fiduciari. «Secondo me ero semplicemente nel posto sbagliato al momento sbagliato ed è andata così. Ma non mi sono sentito mai una vittima sacrificale». Il settore bancario svizzero, prosegue, «è transitato da un’epoca durata 70 anni, in cui l’elusione fiscale era l’ordinario. Tutto ciò è morto il 31 dicembre 2014».  

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