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LUGANODavanti all'ospedale contro i femminicidi

04.11.21 - 16:12
Il Collettivo femminista "Io l’8 ogni giorno" chiede aiuti concreti quando una donna violentata arriva in ospedale
Ti-Press (Samuel Golay)
LUGANO
04.11.21 - 16:12
Davanti all'ospedale contro i femminicidi
Il Collettivo femminista "Io l’8 ogni giorno" chiede aiuti concreti quando una donna violentata arriva in ospedale

LUGANO - Erano davanti all'ospedale. Mai luogo fu più azzeccato per parlare di violenza sulle donne. Già, perché le donne in ospedale ci arrivano a volte con i lividi e i segni di violenza.  Basti pensare che da inizio anno in tutta la Svizzera sono già 25 le donne uccise. In Ticino la polizia riceve in media 4 chiamate al giorno per casi di violenza domestica. «Un dato anche questo sicuramente sottostimato perché la maggior parte delle violenze avvengono senza che siano poi segnalate e denunciate» fanno notare le donne del Collettivo femminista "Io l’8 ogni giorno" che oggi si sono date appuntamento proprio all'esterno dell''Ospedale Italiano di Lugano. Si tratta della seconda azione contro i femminicidi con la quale il Comitato intende sensibilizzare sulla necessità «che le donne possano trovare rapidamente luoghi dove essere ascoltate e credute». La loro presenza davanti a un ospedale si giustifica col fatto che i pronto soccorso sono confrontati con il fenomeno della violenza ma non sembrano avere i mezzi e le risorse necessarie per diventare un punto non solo di cura, ma anche di segnalazione, sostegno e accoglienza. «È assolutamente indispensabile che le donne che finiscono in ospedale a seguito di maltrattamenti o abusi sessuali trovino servizi e strutture che possano aiutarle e personale specificatamente formato per gestire situazioni delicate come queste» ribadiscono. 

Il Collettivo chiede in sostanza l'introduzione di una formazione obbligatoria per il personale sanitario sul tema della violenza di genere, e l’introduzione di una sorta di codice di soccorso specifico per le donne vittime di violenza sul modello del codice rosa esistente in Italia. Inoltre chiedono l’obbligo da parte dei sanitari di fornire alle donne tutte le informazioni relative ai servizi e ai numeri di aiuto per le vittime, e di creare all’interno dei pronto soccorsi cantonali di consultori specializzati per il sostegno alle vittime di violenza.

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