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02.11.2021 - 07:320
Aggiornamento : 11:45

Il wc non è una pattumiera, ma troppi rifiuti ci finiscono dentro

Al depuratore di Bioggio ogni anno vengono separati 450'000 chili di oggetti estranei che potrebbero bloccare le pompe

BIOGGIO - Il wc non è una pattumiera. Eppure ogni anno chili di rifiuti finiscono nelle canalizzazioni... per terminare il loro viaggio negli impianti depurazione acque (IDA). Un problema noto anche in Ticino. Nell'impianto di Bioggio, per esempio, spuntano annualmente circa 450'000 chili di rifiuti.

E si trova proprio di tutto, come ci fa sapere Laurent Kocher, direttore del Consorzio depurazione acque Lugano e dintorni (CDALED), che serve ventinove comuni della Valle del Vedeggio e della Valle del Cassarate (compresa Lugano). Tra gli oggetti più curiosi si contano gioielli, telefoni cellulari e rane.

Gli oggetti più frequenti sono invece fibre in generale (stracci eccetera), mozziconi di sigarette, cotton fioc, tappi in plastica, preservativi, salviettine rinfrescanti, assorbenti, medicamenti, pannolini, dischetti struccanti, sabbia da lettiere per gatti e rifiuti alimentari.

Rifiuti “grigliati” che creano lavoro - Tutti oggetti che finiscono nelle acque luride (quindi quelle acque provenienti, tra l'altro, da wc, lavandini, docce, scarichi di garage) e che nell'impianto di depurazione vengono intercettati da una griglia, ci spiega ancora Kocher. E molti per legge non dovrebbero essere immessi volontariamente nelle canalizzazioni, in quanto considerati rifiuti solidi urbani e quindi separabili alla fonte. «Se per esempio getto un fazzoletto di carta o un cotton fioc nel gabinetto invece che nel sacco dei rifiuti, in un secondo tempo dovrà essere separato dalle acque luride per poi finire comunque al termovalorizzatore di Giubiasco, con un conseguente spreco di risorse».

Non si parla comunque soltanto di spreco di risorse, bensì anche di eventuali problemi nella rete, con guasti alle pompe per intasamento. «Se sono quelle delle stazioni di sollevamento esterne all'IDA, le conseguenze sono dei riversamenti di acque luride in fiumi e laghi» sottolinea Kocher, spiegando che gli oggetti più problematici sono cotton fioc, collant, pannolini e salviettine rinfrescanti e igieniche.

In particolare per quanto riguarda queste ultime, ne esistono di due tipi: quelle che nell'acqua si disfano come la carta igienica e quindi non provocano particolari problemi, e quelle che per la loro struttura vanno gettate nel sacco della spazzatura. La differenze è segnalata sulla confezione.

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