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28.09.2021 - 17:490
Aggiornamento : 22:17

Premi cassa malati, l'esperto Cereghetti: «Il Ticino meritava di più»

L'esperto di sanità Bruno Cereghetti non è contento dello "sconto" delle assicurazioni malattia. L'analisi e le critiche

BELLINZONA - Uno zero virgola che non piace a nessuno. E dopo la virgola, la cifra più bassa che si poteva sperare. Ma il segno è quello giusto: meno. «Un timido passo» come ha detto il ministro Raffaele De Rosa in conferenza stampa «ma almeno andiamo nella direzione giusta».

I premi delle casse malati diminuiranno finalmente, nel 2022, dopo anni di rincari. In Ticino lo "sconto" agli assicurati è comunque tra i più bassi in Svizzera: meno 0,1 per cento. Poco rispetto a Basilea Città (-2,1 per cento) o Ginevra (-1,5) ma a qualcuno è andata anche peggio (Obvaldo +1,4, Glarona +1,1 per cento). 

A seguire la diretta streaming del ministro della salute Alain Berset c'era anche Bruno Cereghetti, esperto di sanità tra i più critici in Ticino quando si parla di assicurazioni. «È chiaro che rispetto alle batoste degli anni scorsi la notizia potrebbe sembrare lievemente rallegrante» commenta a tio.ch/20minuti. «A mio parere però si poteva fare decisamente di più». 

L'ex capo dell'Ufficio assicurazioni malattia fa riferimento agli aumenti del 2021: in Ticino, i premi sono aumentati in media del 2,1 per cento «mentre abbiamo visto che con la pandemia dell'anno scorso i costi della sanità sono letteralmente crollati» osserva. «Quest'anno non si costata un'escalation dei costi, almeno per ora. La diminuzione irrisoria che è stata annunciata oggi non appare quindi giustificabile. Ci hanno dato un contentino, ma avremmo meritato un migliore trattamento».

Le critiche non sono rivolte al Dss e al direttore De Rosa, precisa Cereghetti. «Semmai all'Ufficio federale di sanità che non comunica i dati in modo trasparenze e leggibile, e non mette i cantoni in condizione di farsi valere». Ma il responsabile ultimo è il Parlamento federale: «I consiglieri nazionali sono praticamente silenti su questo tema per tutto l'anno, alcuni si lamentano un po' quando vengono annunciati i premi, ma non c'è un vero lavoro politico per diminuirli. A farne le spese è la popolazione, che continua a pagare di più». 

Un altro punto critico - «forse il più importante» - riguarda le riserve «indecenti» accumulate dalle assicurazioni malattia, conclude l'esperto. Il calo dei premi a livello federale - il primo dal 2008: meno 0,2 per cento in media - è stato possibile «proprio grazie alla prima timida modifica della legge sulle assicurazioni, ma i capitali accumulati dalle casse sono ancora troppo alti». Per Cereghetti la cura della malattia è duplice: «Più trasparenza nel meccanismo di trasferimento dei costi. E meno capitali nelle casseforti degli assicuratori». Sperando i prossimi anni ci sorprendano.

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