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CANTONE / SVIZZERA
30.07.2021 - 06:370
Aggiornamento : 12:26

«È troppo presto per dire chi ha fatto meglio»

In Svizzera la seconda ondata è stata cinque volte più pesante della prima. In Ticino il rapporto è più bilanciato.

L'Ufficio del Medico cantonale precisa però che si tratta di un tema «lungo e complesso» e che ci vorranno anni per avere un bilancio definitivo.

BELLINZONA - Negli scorsi giorni l’UFSP ha pubblicato un'infografica piuttosto eloquente, che mostra come la seconda ondata pandemica in Svizzera sia stata circa cinque volte più pesante della prima in termini di morti. Ma è il virus a essere diventato più letale con il tempo o più semplicemente i decessi sono proporzionali al numero di contagi (che nella seconda ondata sono stati superiori alla prima)?

Due lunghezze d'onda diverse - Abbiamo rivolto la domanda all’Ufficio del Medico cantonale. Il quale sottolinea che si tratta di un tema «lungo e complesso» e precisa che si deve considerare il differente periodo (e la differente lunghezza) delle due ondate. «Sappiamo che i mesi freddi sono più favorevoli alla diffusione del virus e che la prima ondata di coronavirus è arrivata sul finire dell’inverno del 2020. La seconda, comunque attesa, è invece arrivata già in autunno. L’inverno è stato quindi lungo e l’arrivo della variante "alpha", più contagiosa e letale, ha peggiorato la situazione nei primi mesi del 2021».

Una semplice equazione - Per quanto riguarda la mortalità, al momento è «difficile e prematuro» stilare un bilancio, anche perché dipende chiaramente dal numero di contagi avvenuti nelle fasce di popolazione più vulnerabili. L’inizio della campagna di vaccinazione - il 4 gennaio 2021 - ha permesso in questo senso di mettere in sicurezza le case per anziani, dove i nuovi contagi e i nuovi decessi sono sensibilmente calati già a tre settimane dalla prima dose. «A dimostrazione che la vaccinazione è efficace», precisa l’autorità sanitaria. L’equazione in questo caso è infatti «molto facile»: più persone vaccinate, meno circolazione del virus e di conseguenza meno contagi, ospedalizzazioni e decessi. «Se saremo in molti a essere vaccinati, lasceremo meno spazio al virus per diffondersi», è l’appello accorato dell’Ufficio del Medico cantonale.  

L'aspetto psicologico - Tornando al perché della seconda ondata maggiormente mortifera rispetto alla prima, l’Ufficio non ritiene comunque che la situazione sia stata sottostimata, ma piuttosto che la lunghezza dell’onda abbia avuto un notevole impatto anche a livello psicologico sulla popolazione: «Abbiamo imparato tantissimo dalla prima ondata, ma trovare un equilibrio tra libertà individuale e misure di contenimento non è stato facile». Insomma, forse l’estate aveva illuso qualcuno sulla scomparsa del virus. Ma non gli esperti.

Il Ticino ha fatto meglio? - In Ticino il rapporto fra le due curve è stato decisamente più bilanciato, visto che nella seconda ondata ci sono stati 645 decessi, mentre nella prima 350. Una spiegazione è evidentemente l’elevato numero di decessi registrato durante la prima ondata a sud delle Alpi rispetto al resto del Paese, che non è invece stato risparmiato durante la seconda. «È però ancora troppo presto per trarre conclusioni definitive e anche per affermare “chi ha fatto meglio”. Probabilmente ci vorranno diversi anni per avere un bilancio più preciso», conclude l’Ufficio del medico cantonale.

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