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Le abili mani in dogana che ci fanno sentire più sicuri
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18.06.2021 - 07:070
Aggiornamento : 10:08

Le abili mani in dogana che ci fanno sentire più sicuri

È una sfida con chi ogni giorno si inventa un sistema per eludere i controlli doganali.

Ma c'è anche chi è preparato e interviene con abilità.

di Redazione
Romano Pezzani

MENDRISIO - Daniele Ferrari è al servizio dell’Amministrazione Federale delle Dogane dal 1991 e da 10 anni è a capo della cellula che interviene quando è necessaria un’ispezione su veicoli o persone. Sono dieci gli uomini diretti da Ferrari, pure lui impegnato al fronte nella ricerca di tutto quanto non è lecito trasportare all’interno di ricettacoli sempre più sofisticati.

Qual è il vostro piano d’azione?
«Lavoriamo in base a una sequenza che ci permette di verificare l’intero veicolo senza tralasciare nessun dettaglio».

Chi vi autorizza a intervenire sull’auto di un privato?
«Una legge doganale. Il nostro compito è quello di smontare per cercare merce nascosta, analizzando ogni particolare, senza danneggiare il veicolo. Una volta raggiunto il nostro scopo, riportiamo tutto allo stato originale. L’alta qualità è un principio dei nostri interventi quotidiani».

Quanto possono durare le vostre ricerche?
«Da un minimo di 30 minuti fino anche a oltre 10 ore».

I proprietari dei veicoli in fase di accertamento dove si trovano durante la vostra ispezione?
«Attendono in locali separati, sempre vicino alla loro auto. A meno che il controllo è ordinato direttamente dalla polizia e la persona è già in stato di arresto. Di principio, non assistono al controllo perché non possono vedere i nostri sistemi di ricerca. Al momento della scoperta si mostra al proprietario l’irregolarità commessa, che in casi gravi, come il possesso di stupefacente, si traduce direttamente nella carcerazione. A prova di quanto viene effettuato, ogni passaggio viene documentato fotograficamente».

Siete operativi in tutto il Ticino?
«Certamente. Ci distacchiamo quando è necessario e in qualità di specialisti della Dogana Sud lavoriamo su tutto il nostro territorio. Ogni chiamata viene coordinata dalla nostra centrale, che viene trattata subito con un consulto telefonico e una documentazione fotografica. Spesso basta per determinare l’entità del caso prima di un intervento diretto sul posto».

Casi clamorosi sono all’ordine del giorno?
«Sono sempre colpito quando penso al fermo di una famiglia che trasportava un ingente quantitativo di stupefacente a bordo di un’auto. Fanno scalpore anche quelle donne che riescono a nascondere lunghi cacciaviti che servono per scassinare le porte, perché sono ingombranti e fastidiosi da tenere sotto le braccia. Per non parlare dell’utilizzo dei bambini come deterrente con lo scopo di non farsi controllare…».

Quali sono gli altri stratagemmi più adottati?
«Per rubare i vestiti nei negozi i ladri fanno capo a dei ganci antitaccheggio o a delle borse che schermano l’uscita dei capi di abbigliamento, in modo tale che in entrambi i casi il sistema di sicurezza non fa scattare l’allarme».

Come reagiscono le persone che vengono smascherate?
«Spesso diventano pallide e mute, ma non manca chi nega l’evidenza. C’è chi rimane impassibile o altri che rischiano lo svenimento».

Scoperte che rendono il vostro lavoro particolarmente impegnativo, ma che vi ripagano con grandi soddisfazioni.
«Certamente. È una responsabilità che ci assumiamo ogni giorno con grande passione, anche se alcuni casi possono rivelarsi laboriosi. Scoprire qualsiasi tipo di ricettacolo è sempre una bella ricompensa».

Impressionante il numero di furti d'auto

Il furto d’auto rappresenta uno dei reati contro il patrimonio più diffuso in Svizzera. Secondo l’Ufficio federale di statistica, nel 2020 sono stati rubati 40'496 veicoli. Ma la cifra più preoccupante è che solo il 5% di questi casi – ovvero 2'025 – sono stati risolti.

Aldo Lardi, operativo in seno all’AFD dal 2007, è uno specialista di questo settore. «La difficoltà resta quella di provare che il veicolo è rubato, i ladri sono abilissimi nell’operazione di “clonazione”. La velocità con cui viene realizzato un furto è impressionante, bastano pochi secondi per entrare sulla frequenza del telecomando che apre l’auto». I sistemi di sicurezza del veicolo devono garantirne il funzionamento finché non viene spento. «In tal caso è già troppo tardi, il ladro ha potuto percorrere diversi chilometri ed è già lontano», conclude Lardi.

La Svizzera è una terra di conquista: VW, BMW, Audi, Mercedes, Opel, Renault, Fiat, Toyota e Ford figurano tra le macchine più ambite in generale, ma nello specifico Bentley, Porsche, Land Rover e Lexus risultano fra le più colpite.

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