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14.06.2021 - 06:000
Aggiornamento : 08:08

Le prostitute (vaccinate) non fanno il pienone

I postriboli in Ticino sono ancora mezzi vuoti. E fanno sconti alle ragazze che non riescono a pagare

LUGANO - In coda per una dose assieme agli under 45 - e ai ritardatari delle altre categorie - nei centri vaccinali ticinesi stanno arrivando anche le professioniste del sesso. Le ragazze titolari di permessi di soggiorno e cassa malati sono una minoranza, nella Svizzera italiana: ma quelle che vi hanno diritto «hanno già iniziato a prendere appuntamento», spiegano i proprietari dei postriboli di Pazzallo e Castione. 

Il settore delle luci rosse è tra i più esposti alle conseguenze della pandemia. I locali - riaperti dal 26 aprile - hanno registrato perdite milionarie durante il lockdown e nel mese di maggio gli incassi sono rimasti lontani dai livelli pre-Covid. «Abbiamo fatto un grande sforzo sotto il profilo della protezione, sensibilizzando le ragazze e anche il personale» spiega Bernhard Windler, direttore dell'Oceano. Al momento, circa metà delle prostitute alloggiate nel locale hanno ricevuto la seconda dose di Pfizer, Moderna o - spesso - Sputnik: «La maggior parte si sono vaccinate nei paesi d'origine, nell'Est Europa, dove le campagne sono molto più avanzate». 

Su 62 stanze disponibili però solo una trentina sono occupate. Stessa situazione alla Casa Yasmine di Castione: qui una decina di ragazze (su venti) si sono vaccinate. Ma le misure di protezione non riempiono il locale: «Nel mese di maggio abbiamo viaggiato al 50 per cento dell'occupazione pre-Covid» spiegano i titolari. Il motivo? «Molti clienti sono restii a lasciare i propri dati. Alcuni forse hanno ancora paura dei contagi». 

A Lugano e Chiasso, più orientate alla clientela italiana, il calo sfiora il 70-80 per cento. Il Moulin Rouge di Pazzallo non ha ancora riaperto i battenti. «Troppa poca richiesta, sarebbe sconveniente». Nel vicino Iceberg i proprietari (gli stessi) hanno invece concesso degli sconti sulle camere. «Alle ragazze che non lavorano, in genere, non facciamo pagare niente. Capiamo che è un momento difficile». 

Qualche segnale positivo si è registrato negli ultimi due weekend. Con l'apertura dell'Italia al turismo della spesa, sul confine, anche il turismo sessuale ha avuto un incremento. «Abbiamo notato un maggiore movimento, anche se il coprifuoco serale oltre confine continua ad essere il principale ostacolo» sottolinea Windler. Dopo i vaccini ora le speranze del settore - lavoratrici in primis - sono rivolte al certificato Covid.

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