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Test di massa nelle aziende al via anche in Ticino

Il direttore della Divisione della salute pubblica presenta il "nuovo" concetto operativo del piano cantonale.

Il 23 marzo il Governo aveva posto come obiettivo di estendere la strategia di test nelle persone asintomatiche particolarmente mobili, per interrompere precocemente le catene di contagio.

 

È passato quasi un mese da quando il Consiglio di Stato ha presentato il piano cantonale sui test di massa mirati e ripetuti in aziende e strutture scolastiche ed educative con convitto. Durante questa settimana il Governo ne ha approvato il concetto operativo, che viene esposto oggi in conferenza stampa da Paolo Bianchi, direttore della Divisione della salute pubblica del DSS, e Daniele Fumagalli, aggiunto al direttore della Divisione dell'economia del DFE.

11:41

La conferenza stampa si è conclusa.

Grazie per averla seguita su Tio.ch!

11:40

Nella strategia presentata un mese fa c'era la figura della persona specializzata che doveva stare in azienda a controllare... non c'è più?

Paolo Bianchi: «Sì, resta necessario. È un tampone naso-faringeo il test rapido e può farlo solo una persona specializzata. Il risultato è in 15 minuti, ma resta indispensabile la persona in più che se ne occupa».

11:39

La precedente strategia quali risultati ha dato? Siete soddisfatti?

Paolo Bianchi: «La precedente strategia era il concetto generale che necessitava di essere implementato. Di fatto non è ancora partito come annuncio e poi rimborso. Non ci risulta che in altri cantoni, tranne i Grigioni, sia già partita prima di noi. È difficile stimare un'adesione con le condizioni date il 24 marzo. Le associazioni economiche hanno promosso un sondaggio tra gli aderenti e su questa base abbiamo stimato in un paio di migliaia le aziende interessate, ma a quell'epoca e a quelle condizioni. Nel frattempo sono pure arrivati i test fai da te. Quindi è difficile saperlo.
La strategia dei test rapidi è forse quella più sensata. Che stiamo promuovendo da dopo Pasqua anche a scuola in presenza di un positivo. Ma ha delle condizioni di riconoscimento finanziario che sono penalizzanti rispetto ad altri test. Gli 8 franchi coprono infatti solo il test, ma non l'operatore sanitario e la "perdita di tempo" quando si fa il test».

11:36

È il momento delle domande...

11:35

«Il DFE è intervenuto sin dall'inizio per sostenere le imprese, l'occupazione e i cittadini in difficoltà. La Divisione dell'economia lo fa anche in questa fase. IL nostro auspicio è che presto potremo recuperare un po' di normalità e le nostre libertà e rilanciare l'economia».

11:34

Prende ora la parola Daniele Fumagalli: «Il Cantone ha presentato la sua strategia sui test di massa, mettendo in campo un elemento in più per combattere la pandemia. Strategia che viene messa in atto anche grazie alla preziosa e importante collaborazione con le associazioni economiche. Le aziende ticinesi interessate e che adempiono ai requisiti possono integrare ai concetti di protezione i test diagnostici rapidi per i collaboratori che lo desiderano: un'opportunità per lavorare con maggiore tranquillità. È tuttavia importante sottolineare che la strategia va implementata in aggiunta alle attuali strategie di contenimento, e non come alternativa. Non si sostituisce ai piani di protezione aziendali e non deve dare una falsa sicurezza».

11:32

«Come funzionerà concretamente per le aziende? Sono chiamate a fare una valutazione del rischio (formulario sul sito del Cantone). Da oggi è online la pagina dedicata alla procedura di annuncio, www.ti.ch/covid-test. Sarà possibile annunciarsi da lunedì. 
Le aziende dovranno fornire un report settimanale dei test fatti e i loro risultati.
La procedura è stata informatizzata il più possibile. Crediamo di aver reso il processo il più snello possibile».

11:26
Repubblica e Cantone Ticino
11:26

«Le aziende ad alto rischio (34 franchi a test) hanno 10 o più collaboratori e la partecipazione al test dev'essere di almeno il 60%. Con criteri cumulativi (non possono fare telelavoro, lavorano a contatto in locali poco arieggiati)».

11:25

«Per le aziende a basso rischio il Consiglio di Stato ha deciso di aggiungere agli 8 franchi riconosciuti dalla Confederazione un contributo cantonale di 4 franchi. È ovvio che siamo lontani dai 34 franchi, ma è comunque un modo per incentivare i test». 

11:22
Repubblica e Cantone Ticino
11:22

«Il piano cantonale è stato quindi aggiornato e adattato. C'è stato un cambio di paradigma. Eravamo partiti dal presupposto di insistere piuttosto sui test rapidi, ma nel frattempo i laboratori (5 privati in Ticino più quello dell'EOC) hanno rafforzato le loro capacità per i test molecolari in pool (viene fatto un esame sul campione che si è codificato di ritenere in 10 persone. Se quell'analisi rivela la positività, viene fatta l'analisi singola). E hanno adattato le loro capacità di logistica.
I laboratori hanno sviluppato queste capacità per testare alcune decine di migliaia di persone al giorno. Il costo del test è coperto dalle tariffe riconosciute dalla Confederazione».

11:18

«Nel frattempo, l'esenzione della quarantena sul posto di lavoro ora è concessa (per volontà del Consiglio federale) se l'azienda propone i test ai collaboratori almeno una volta alla settimana. 
Dai riscontri emerge comunque che non vi sono particolari focolai nelle aziende finora».

11:16

«I Cantoni rimborsano alle aziende gli indennizzi previsti e poi li recuperano dalla Confederazione. Abbiamo quindi preteso dall'Ufficio federale che non si limitasse a prendere atto della nostra strategia, ma che prendesse posizione sulle condizioni previste per beneficiare del rimborso. Nel frattempo abbiamo anche implementato l'intesa con i partner all'interno dell'Amministrazione cantonale e l'organizzazione necessaria per attuare la strategia».

11:15

«La Confederazione ha ampliato la strategia di test di massa assumendone i costi. Il 24 marzo il Cantone ha presentato il suo documento di strategia, un presupposto necessario affinché poi chi voglia partecipare a questi test ripetuti possa vedere riconosciute le prestazioni. Si tratta di un documento necessario. Siamo stati criticati perché eravamo tra gli ultimi cantoni a presentarlo all'Ufficio federale. Nel frattempo la Confederazione ha promosso degli incontri con i Cantoni per precisare i flussi di fatturazione (la stima è di un miliardo di franchi per l'attività di test a livello svizzero)».

11:12
Repubblica e Cantone Ticino
11:12

«Quanto si testa? Il Ticino ha un andamento migliore attualmente rispetto ad altri cantoni, ma testa ancora tanto (la percentuale è appena sotto rispetto a quella svizzera). Viaggiamo attorno ai 500-800 test al giorno. Nei periodo di picco abbiamo raggiunto i 1'500-1'800 test».

11:10

«Sono già stati venduti diverse decine di migliaia di test fai da te (siamo vicini ai 100mila). Interessante segnalare è che su queste diverse decine di migliaia ci sono state 149 persone che in presenza di un risultato positivo si sono annunciate (come è corretto fare) all'hotline per avere un appuntamento al check point per un test PCR di conferma. Quindi anche questo è uno strumento per fare una successiva diagnosi».

11:09

«Le farmacie autorizzate a fare i test rapidi a oggi sono 68, circa un terzo di tutte quelle ticinesi. Sul sito del Cantone si trova l'indirizzo delle farmacie.
Ci sono quelle che sono più disponibilità immediata, mentre in altre bisogna attendere qualche giorno».

11:07
Repubblica e Cantone Ticino
11:07

«In caso di sintomi si ricorda che bisogna sottoporsi a test PCR (tampone nasale mandato in laboratorio) da effettuare presso il proprio medico o tramite appuntamento dall'hotline nei check point. Per chi non ha sintomi è possibile fare il test rapido o il test fai da te.
Il test autodiagnostico è uno strumento raccomandato in situazioni con un certo rischio di contagio ma con persone non a rischio. In pratica per avere dei contatti con altra gente. Ma si tratta di una fotografia del momento. È importante ricordare che il test è un elemento supplementare al rispetto delle raccomandazioni di base».

11:05

«Sottoporsi al test PCR al minimo sintomo resta fondamentale. La Confederazione ha poi introdotto i test rapidi e i test fai da te».

11:04

Prende subito la parola Paolo Bianchi: «È importante cominciare a inquadrare i test come uno dei pilastri della strategia per combattere il coronavirus. Ieri abbiamo anche raggiunto il traguardo delle 100'000 dosi somministrate in Ticino».

11:00
10:33
TiPress - foto d'archivio

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Ultimo aggiornamento: 2021-10-18 02:40:52 | 91.208.130.85