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BOSCO GURIN
03.03.2021 - 11:250
Aggiornamento : 15:31

«O si cambia rotta, o vendo tutto»

È arrivato ampio appoggio anche dai privati, che daranno sostegno contro le «diatribe con Comune e Patriziato»

Giovanni Frapolli non torna sui suoi passi: «Se le istituzioni locali non cambieranno rotta, penserò a vendere tutto o a smantellare gli impianti».

BOSCO GURIN - Da lunedì terrazze chiuse sulle piste ticinesi? Allora anche piste chiuse. Così aveva reagito, venerdì, Giovanni Frapolli, annunciando la chiusura della stazione sciistica di Bosco Gurin. Ma la mobilitazione dei comuni della Vallemaggia ha ribaltato le cose e la Direzione ha deciso di proseguire la stagione invernale fino a inizio aprile (da venerdì a domenica, in base allo stato della neve).

Una scelta presa «nel rispetto di chi tanto ci tiene agli impianti di risalita». Il sostegno è arrivato non solo dai comuni, ma anche «con chiamate, messaggi e email private». Ma soprattutto, dai privati che «stanno creando un'associazione denominata "Amici Destinazione di Bosco Gurin"». Un'associazione che «avrà un ruolo fondamentale e fungerà da attore molto importante» in quelle che vengono definite senza mezzi termini «tristi e deplorevoli diatribe fra il proprietario degli impianti di risalita (e di tutte le strutture ricettive) da una parte, e il Comune e il Patriziato di Bosco Gurin dall'altra».

Frapolli rivendica gli investimenti di «vari milioni» fatti per aumentare l'offerta, non solo invernale. Ma mette i puntini sulle i: «In questi ultimi anni - si legge nel comunicato trasmesso ai media - le istituzioni locali sono state perennemente restie e contrarie a ogni nuova iniziativa che i gestori degli impianti di risalita stanno portando sul tavolo».

Il proprietario degli impianti turistici di Bosco Gurin ha deciso di proseguire la stagione, ma non per forza tornerà sui suoi passi (già in ottobre aveva parlato di lasciare). «Le prossime settimane e i prossimi mesi saranno cruciali per sapere se continuare tutti questi progetti, sperando in un cambiamento di rotta da parte delle istituzioni locali - precisa -. In caso contrario penserò seriamente alla vendita dell'intera stazione a terzi, subordinatamente a smantellare ogni tipo d’impianto». 

 

L’Associazione dei Comuni valmaggesi (ASCOVAM) ha lo scopo di riunire i Comuni e gli altri Enti pubblici o privati della Valle in una comunità volta a tutelare ed a promuovere gli interessi economici, sociali e culturali della Valle. Presidente è Michele Rotanzi, vicepresidente Aron Piezzi. Nella lettera indirizzata ieri all'ingegnere Frapolli, l'ASCOVAM lo informa di avere deciso di farsi promotore di «un incontro di chiarimento» che coinvolgerà, a breve, «i vari attori locali».

Giovanni Frapolli, già quattro mesi fa, aveva espresso il suo malessere nei confronti «di una parte della popolazione indigena» che - a suo dire - metterebbe continuamente il bastone tra le ruote ai progetti a Bosco Gurin. Ma anche contro il Patriziato, composto da «persone ingrate verso chi li ha preceduti, gente sempre polemica e ostile nei confronti delle mie iniziative». Novità per cui si sente «sbeffeggiato e deriso», nonostante lo scopo sia «portare a Bosco Gurin un turismo di qualità, rispettoso dell’ambiente». Il proprietario degli impianti aveva parlato pure di «un sacco di ostacoli sul suo cammino dall’avvio del progetto Bosco 2000», che gli «hanno reso le cose difficili» e lo hanno «logorato». 

Commenti
 
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ricki 1 mese fa su tio
Chiaro che chiamano i privati. Hanno pagato la stagionale
ricki 1 mese fa su tio
È chiaro che privati gli hanno scritto o telefonato. La stagionale è stata pagata per sciare e non per regalare soldi.
angie2020 1 mese fa su tio
classico uregiatt. parla, parla, ma poi si mette a 90.
vulpus 1 mese fa su tio
La gelosia è sempre dura a morire. Non si fa niente e se arriva qualcuno che veramente investe e valorizza, subito sorgono gli ostacoli, le diffidenze e il boicotto. Se poi chi riesce a concretizzare è uno del posto , peggio ancora. Se arriva da oltre Gottardo o dall'estero si stendono tappeti rossi, e magari restare fregati dopo. Se Bosco Gurin non è scomparso in un museo, è proprio grazie alla rinascita e all'ampliamento degli impianti sportivi e ora anche della rivitalizzazione della stagione estiva, portando turisti tutto l'anno. È evidente che una realtà come stazione Bosco Gurin non è facile da gestire . Essendo in una zona anche un pò lontana dai centri, l'impegno per attirare la gente deve essere maggiore. Certamente che i politici e l'ente pubblico deve fare la sua parte. Nelle nostre realtà ticinesi bisogna essere in grado di valorizzare le nostre peculiarità e non imitare se gli altri.mpre
Dragon76 1 mese fa su tio
@vulpus santa verità
Michael.Burry 1 mese fa su tio
ormai siamo alla frutta. ci vuole una bella crisi. i comuni sono peggio di chi é in assistenza. prendono paghe assurde per fare il niente se va bene. altrimenti rompono anche
Dragon76 1 mese fa su tio
@Michael.Burry ahah esatto
marco17 1 mese fa su tio
Peggio di bambini dell'asilo che litigano nella sabbiera.
egi47 1 mese fa su tio
Che spavento, ma chi vuoi che compra, il S. Bernardino era molto più vantaggioso e redditizio ed é chiuso da tanto tempo.
Lore61 1 mese fa su tio
@egi47 ... Infatti, il trend mentale della maggioranza dei Ticinesi, è la visione di un Ticino tranquillo per il riposo degli anziani! Deve vendere tutto e investire in un centro alpino per anziani, quello si che rende per la gioia dei nostri giovani. ..😂
egi47 1 mese fa su tio
@Lore61 Ho detto: il S. Bernardino era molto più vantaggioso e redditizio ed é chiuso già da parecchio tempo. Se il tuo amico vende per investire in un centro per anziani proponiti come socio, guadagnerete molto di più e dagli anziani forse guadagnate anche di educazione.
Mario 1 mese fa su tio
Sig. Frapolli chiuda tutto, ma non domadi sussidi. Intervista alla TV, grande maleducato!
ugo202230 1 mese fa su tio
@Mario Esatto, chiuda pure o venda, i ricatti sono molto ma molto indigesti.
Markinoooo 1 mese fa su tio
Bla bla bla anni che lo dice
francox 1 mese fa su tio
Speriamo che chi le comprerà sia un po' meno piangina.
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