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Il valico di Brogeda.
CANTONE
03.03.2021 - 20:400
Aggiornamento : 04.03.2021 - 00:01

Pedaggi italiani, ticinesi nel mirino: «Meglio pagare»

Diversi automobilisti ricevono solleciti da Autostrade per l'Italia. L'avvocato: «Fare i furbi non conviene»

Il caso di M.D., 40enne del Bellinzonese: dopo quattro anni ha ricevuto una fattura di 320 franchi per un pedaggio di 50 euro. «Spese gonfiate, non è giusto».

LUGANO - Solleciti tre, quattro, dieci volte più cari dell'importo originale. Non pagare il pedaggio sulle autostrade italiane può portare a un conto salato anche a diversi anni di distanza. Ne sanno qualcosa gli automobilisti ticinesi che, nelle scorse settimane, si sono visti recapitare delle lettere da parte di uno studio legale di Lugano, incaricato di recente della riscossione.

«Io mi rifiuto di pagare» protesta ad esempio V.T., 40enne artigiano del Bellinzonese. A fronte di una presunta infrazione da 50 euro risalente al 2017, gli sono stati chiesti 320 franchi incluse le spese amministrative. «Non mi sembra corretto aspettare tanto tempo e gonfiare così il costo. Ho rispedito la lettera al mittente». 

Altri interessati hanno protestato a mezzo stampa, nei giorni scorsi, mettendo in dubbio la legittimità del riscossore: un avvocato iscritto all'albo di Salerno ma operativo sul Ceresio. Quest'ultimo - contattato da tio.ch/20minuti - assicura però che «è tutto in regola». I crediti dei pedaggi - a cui si aggiungono 100 euro per l'agenzia di riscossione, e più o meno altrettanti di spese amministrative - «sono esigibili fino a dieci anni di distanza». Questo «sia per la legge italiana che per quella svizzera» spiega Pasqualino Catale della LP credit di Lugano. «Abbiamo casi risalenti anche al 2011».

I ticinesi oltre confine hanno il vizio di "sgarrare" ai caselli? In realtà, all'origine del mancato pagamento possono esserci guasti agli impianti, ma anche problemi con la carta di credito. «In alcuni casi, gli automobilisti riferiscono di essere stati deviati dalla polizia a causa di un incidente, o di avere trovato semplicemente la sbarra alzata» spiega Catale. «In presenza di valide motivazioni siamo disposti a venire incontro al debitore».  

Ma non sempre i destinatari reagiscono a nervi calmi. «Riceviamo molte telefonate di lamentele» ammette l'avvocato, che si dice «dispiaciuto» perché «viene spesso messa in dubbio la mia legittimità ad operare come avvocato in Ticino, più che la legittimità della richiesta in sé». Insomma l'origine salernitana dell'avvocato - ma anche l'origine italiana del credito - spingerebbero «molti a credere che sia possibile non pagare» osserva Catale. «Così non è, anzi ai trasgressori conviene pagare al più presto. Diversamente, le spese crescono ancora di più». E poi scatteranno i precetti esecutivi.
 


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