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29.01.2021 - 08:000

Quasi 50 giorni di quarantena: «Forse i 10 giorni non bastano?»

La vicenda singolare di un militare a cui è toccato l'isolamento per ripetuti contatti con persone infette.

Fino a risultare lui stesso positivo al Covid: «Ora, dopo i 10 giorni a casa sono ancora positivo, ma nel frattempo ero tornato in servizio».

LUGANO - Una quarantena durata quasi 50 giorni. Non è uno scherzo, ma quanto vissuto da un militare ticinese negli ultimi mesi. Il primo periodo di isolamento, per lui, è arrivato in novembre. «Mi viene comunicato che devono mettermi in quarantena perché ho avuto contatti con un mio camerata risultato positivo al Covid-19» racconta.

G.* viene testato e risulta negativo. «Alla sera mi spostano con altri due "colleghi". Anche loro avevano avuto contatti con un positivo. Finiamo in una camera da tre letti, circa 20 metri quadrati». La sua quarantena di 10 giorni doveva partire, nonostante il test negativo, dalla data del contatto con il positivo.

Qualche giorno dopo vengono testati anche i due militari con lui in stanza. «Hanno aspettato 5-6 giorni per farlo», racconta. Il risultato? «Uno dei due è positivo. La mia quarantena riparte: altri 10 giorni di isolamento. Totale: 18 giorni di quarantena e ben 4 tamponi eseguiti, tutti con risultato negativo».

Il fortunato milite ritrova l'agognata libertà. Tutto procede nella ritrovata normalità. Alcuni giorni fa, in attesa di partire per entrare in servizio a Thun, viene contattato da un amico. «Mi chiama: ha fatto il tampone ed è risultato positivo». Arriva la telefonata del medico cantonale: «Mi annunciano l'inizio di una quarantena di 10 giorni, come da prassi. Sarebbe partita il 6 gennaio e avrebbe dovuto finire il 16 gennaio».

Anche questa volta il giovane sembra averla fatta franca: «Passano i giorni e io continuo a stare bene. Fino al 15 gennaio. Mi alzo la mattina con un forte mal di testa. Il giorno dopo sarei dovuto entrare in servizio, quindi decido di fare il test». Questa volta è positivo. Risultato? «Altra quarantena fino al 25 gennaio».

Il 26 parte per Thun. Non ha più sintomi. Per lui il Covid è stato lieve. «Appena arrivato mi fanno il test, come d'abitudine. Il giorno dopo ricevo il risultato: positivo. Devo fare altri 10 giorni di quarantena».

Oltre alla frustrazione G. non capisce più che pesci prendere: «Il virus è ancora potenzialmente trasmissibile? È da un anno a questa parte che facciamo isolamenti di soli 10 giorni... Non è che è per questo che ci sono sempre più casi di Covid?».

«Dopo 10 giorni non c'è più rischio» - «La confederazione svizzera ha deciso di optare per delle quarantene della durata di 10 giorni, per i pazienti che non vengono ospedalizzati, al termine dei quali non serve dover fare un secondo tampone - sottolinea l'infettivologo e direttore sanitario della Clinica Moncucco, Christian Garzoni -. Questo perché un tampone a fine quarantena può risultare ancora positivo in quanto va a cercare, e trova, microtracce di RNA del virus, anche se il virus è già morto».

«Gli studi - prosegue Garzoni - hanno dimostrato che la carica virale è molto elevata nei primi giorni, per poi svanire praticamente del tutto. Le tracce che vengono rivelate dal tampone a fine quarantena, quindi, creano confusione. Proprio per questo è un accertamento fortemente sconsigliato, in quanto sostanzialmente inutile se non addirittura foriero di inutili confusioni».

«Poi - conclude l'esperto - è il datore di lavoro (in questo caso l'Esercito), che può decidere per scrupolo di effettuare l'indagine al di fuori delle direttive. Le raccomandazioni ufficiali in questo senso sono chiarissime: dopo 10 giorni non c'è più rischio di contagio».

*nome noto alla redazione.

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