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CANTONE
01.02.2021 - 06:010
Aggiornamento : 10:28

Vengono sotto il tuo balcone e suonano per te

Prosegue la singolare iniziativa musicale dei Make Plain. Storia di un progetto nato con la pandemia.

Concerti privati e intimi proposti dal gruppo folk blues. Luca Imperiali, uno dei due componenti della band: «Vedere tutto fermo ci faceva stare male. Vogliamo donare spensieratezza».

LUGANO - L’avevano ideata già nei mesi meteorologicamente più caldi della pandemia. Ora i Make Plain rilanciano la loro simpatica offerta a misura di Covid. Anche in pieno inverno. Con una tazza di vin brulé offerta al pubblico di turno. Concerti a domicilio, su ordinazione. La gente apre la finestra o si affaccia al balcone. E si gode un buon concerto di musica folk blues.

Un velo di tristezza – «La musica è il nostro lavoro – ammette Luca Imperiali, 32 anni, uno dei due componenti della band –. Vederla così ferma ci metteva tristezza. E siccome la pandemia è ancora in corso, non ce ne stiamo con le mani in mano neanche nei mesi freddi».

Dal Sudamerica allo stop – Luca, che vive a Casima, in Valle di Muggio, fa coppia con Andrea Zinzi, 29enne di Lamone. Prima che scoppiasse il problema del Covid-19 i due erano in tour, in Sudamerica. «Lo stop a tutto ha rappresentato una mazzata per noi. Siamo uniti in questo progetto musicale dal 2012. Non ci saremmo mai aspettati un periodo così colmo di incertezze. Un po’ di timore c’è anche per il futuro, chiaramente. Il nostro scopo è prevalentemente quello di restare attivi al momento. Non solo sui social, bensì appunto anche dal vivo». 

Rimborso spese – E così chiunque potrebbe contattare i Make Plain, reduci dall'uscita del loro ultimo singolo, "Right to the Edge", per assistere a un concerto personalizzato nel proprio cortile. «Giriamo tutta la Svizzera italiana – riprende Luca Imperiali –. Ovviamente c'è un costo, ma è minimo. Più che altro è un rimborso spese».

L'atmosfera cambia ogni volta – Un'idea nata per la gente. «Per regalare un po’ di spensieratezza. A volte ci ritroviamo in posti in cui ci sono persone affacciate da più balconi. Altre volte invece il contesto è più intimo. Ogni esperienza è a sé. È chiaro che non è questa la normalità. Ma in un certo senso anche questi concerti così strani, quando tutto sarà passato, ce li ricorderemo con affetto».  

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