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17.12.2020 - 14:380
Aggiornamento : 17:15

«Le vacanze scolastiche sono confermate: né anticipi, né ritardi»

Manuele Bertoli spiega al Parlamento che non ha mai pensato di anticipare le vacanze: in aula fino al 23 dicembre

E sull'ingresso posticipato alle scuole medie superiori per evitare assembramenti sui trasporti: «La misura non sarà più in vigore dopo la pausa natalizia».

MENDRISIO - «Si va a scuola fino al 23 dicembre». Manuele Bertoli lo ha spiegato oggi al Parlamento. Negli scorsi giorni, infatti, si è parlato della possibilità di anticipare (addirittura a domani) la chiusura delle scuole, come norma per rallentare i contagi da coronavirus. «Non abbiamo mai pensato di anticipare le vacanze scolastiche natalizie - ha precisato il direttore del DECS -. E abbiamo anche chiesto alla Confederazione di non toccare le scuole neppure con provvedimenti transitori». Per la giornata di domani, infatti, sono attese nuove misure da parte del Consiglio federale. E la task force Covid-19 ha domandato di far riprendere a tutti le lezioni l'11 gennaio. «Noi, per il momento, sappiamo che torneremo a scuola il 7 gennaio come previsto», ha aggiunto Bertoli.

Il Governo, comunque, si riunirà domani per prendere atto di quanto deciso dal Consiglio federale «e si riserva un eventuale pacchetto aggiuntivo per la scuola (se sarà necessario), per dopo le vacanze. In ogni caso, eventuali misure verranno prese solo per il post obbligo».

Al Mercato Coperto di Mendrisio si è parlato di scuola per un'interpellanza dell'MPS sul posticipo degli orari dell'inizio delle lezioni delle scuole medie superiori. Una misura messa in atto per evitare gli assembramenti sui mezzi pubblici. «Gli orari delle scuole medie superiori sono cambiati, ma non i problemi di affollamento sui mezzi pubblici - ha spiegato la deputata Angelica Lepori -. Anzi, si parla di problemi peggiorati, anche perché le lezioni finirebbero dopo alla sera».

Il direttore del DECS, Manuele Bertoli, ha spiegato che la modifica è stata fatta nell'orario di partenza delle lezioni. «I ragazzi sono andati a scuola un po' più tardi e sono state compresse le pause». Nelle varie scuole medie superiori il provvedimento è stato preso in modi diversi. Solo alla SCC e al Liceo di Bellinzona (1'800 studenti) tutti i ragazzi iniziano dopo». Bertoli conferma che non c'è stata una consultazione. «Fa parte del periodo pandemico in cui le decisioni vengono prese in fretta». E ha precisato che «è una misura transitoria». Il direttore del DECS ha ricevuto lettere di protesta, soprattutto dal Liceo Lugano 2. «Sono state tutte costruttive, davano delle alternative».

Tramite il DT è stata fatta una valutazione «piuttosto sommaria» della misura introdotta: «Da un lato c'è stato uno spostamento in blocco di blocchi di studenti e si sono affollati dei trasporti che sono piuttosto vuoti di solito, ma d'altra parte si sono svuotati altri trasporti che di solito sono affollati - ha spiegato Bertoli -. Il provvedimento ha quindi avuto degli effetti. L'unica tratta segnalata come "non risolta" o "problematica" è un treno da Biasca a Bellinzona la mattina dopo le 8. Ma bisogna anche mettersi d'accordo su cosa vuol dire "affollamento". E bisogna sottolineare che la Confederazione non ha modificato nessuna indicazioni sul trasporto pubblico in tempi di pandemia, è stato solo introdotto l'obbligo di indossare la mascherina».

La misura, comunque, non sarà più in vigore dopo la pausa natalizia. «Perché gli effetti sono parzialmente positivi ma non significativamente tanto da confermarla - ha concluso il direttore del DECS -. E dal 13 dicembre sono cambiate le cose sul trasporto pubblico con un primo potenziamento e un altro in arrivo il 5 aprile. Le cose quindi cambieranno anche per tanti studenti».

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