Keystone
ORSELINA
03.12.2020 - 06:000
Aggiornamento : 10.12.2020 - 11:40

Maradona voleva curarsi in Ticino: ecco come andò

Il fatto risale al primo lustro degli anni 2000. Il ricordo di Claudio Filliger, ex direttore della Clinica Varini.

L'affare sfumò. Lo staff del "Pibe de Oro" desiderava un piano tutto per l'ex calciatore. E non voleva pagare un franco. Anche Stefano Gilardi, ex presidente del FC Locarno, rievoca la vicenda.

ORSELINA - Diego Armando Maradona continua a fare discutere. Anche da morto. E anche nella Svizzera italiana, dove a un certo punto della sua vita il "Pibe de Oro" si sarebbe potuto curare. Verso il 2005, infatti, ci fu la concreta possibilità che l'ex campione del mondo argentino, deceduto di recente all'età di 60 anni, si disintossicasse da una ricaduta nel mondo della cocaina proprio in Ticino, più precisamente presso la Clinica Varini di Orselina.

I pullman pronti a partire da Napoli – «Mi ricordo bene questo aneddoto – spiega Claudio Filliger, ex direttore della prestigiosa struttura sanitaria –. La notizia fece parecchio discutere. E la cosa incredibile è che, senza alcuna ufficialità, c'erano già tanti pullman da Napoli, la sua "seconda patria", carichi di tifosi di Maradona, pronti a venire in Ticino per sostenerlo». 

Pretese di un certo livello – Ma come si arrivò a questa trattativa? «Grazie in particolare a un nostro collaboratore argentino e al dottor Stefano Gilardi, ex presidente del Football Club Locarno, che aveva contatti con l'Argentina». L'affare, tuttavia, sfumò. «E non solo perché lo staff di Maradona voleva avere a disposizione un intero piano della nostra clinica, cosa per noi poco funzionale. Ma anche perché nessuno avrebbe pagato le spese di riabilitazione dello stesso Maradona. Non c'era questa intenzione. Ci dicevano che avremmo avuto in cambio un grande ritorno di immagine».

Un segreto difficile da nascondere – Certo, sarebbe stato prestigioso avere un paziente del genere. E Filliger non lo nega. «Ma noi non avevamo bisogno di tutta questa pubblicità. La discrezione per le clinica è sempre stata fondamentale. Lo è ancora oggi. Siamo riusciti a curare tanti vip senza che i media lo sapessero. Nel caso di Maradona era praticamente impossibile tenere segreto il suo possibile arrivo. L'entusiasmo era troppo alto. Basti pensare ai pullman di Napoli, appunto». 

Chiesti anche spazi sportivi – Stefano Gilardi, a lungo timoniere delle "bianche casacche", rievoca l'accaduto con simpatia. «Fu messa in piedi una macchina enorme per cercare di accogliere al meglio questo personaggio importante. A noi del FC Locarno avevano chiesto anche uno spazio allo Stadio del Lido, per il suo recupero fisico. Ci tenevamo a farci trovare pronti. Alla fine lavorammo tantissimo per niente. Maradona non arrivò mai nel Locarnese e si curò altrove». 

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