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CANTONE
09.11.2020 - 06:000
Aggiornamento : 11:43

Ai ticinesi piace la chirurgica

Ma le mascherine di stoffa prendono sempre più piede. E ora verranno anche regolamentate

LUGANO - Fatte in casa, fatte su misura, di seta, sintetiche, multicolori, FFP2, FFP3, oppure la classica usa-e-getta. Al tempo del Covid la dissimulazione del volto - in barba alla legge sul burqa - in Ticino è diventata un must, letteralmente, ma anche una questione di stile, una scelta ecologica, economica.

A due settimane dall'introduzione dell'obbligo di indossare la mascherina all'aperto - obbligo esteso settimana scorsa anche alle scuole medie - la prima notizia è che, anzitutto, i ticinesi la indossano. La Polizia cantonale ha fatto sapere che - almeno durante la prima settimana - non sono state emesse multe: la linea "morbida" della responsabilità individuale sembra funzionare. 

Ma quali mascherine hanno scelto i ticinesi? In un sondaggio online condotto da tio.ch/20minuti, il 48 per cento dei partecipanti (1630 persone) hanno dichiarato di prediligere la chirurgica. Notevole anche il numero di quanti optano per quella di stoffa, acquistata (32 per cento, 1080 persone) oppure fatta in casa (8 per cento, 279 voti). Una minoranza sceglie invece le super-sicure Ffp2 (11 per cento, 388 voti) o Ffp3 (1 per cento, 44 voti). 

La maggioranza sceglie in base alla sicurezza (45 per cento), una minoranza si fa guidare dall'estetica (15 per cento) e dal prezzo (8 per cento). A metà si collocano quanti scelgono in base all'ecologia (24 per cento). E proprio l'impatto ambientale è il tasto dolente della questione. 

In Ticino secondo l'Ufficio del farmacista cantonale sono circa 250mila le mascherine usa-e-getta prodotte ogni giorno. Dall'inizio della pandemia sono nate cinque aziende specializzate, che ne sfornano a ritmi industriali. «Il mercato si è affollato ma è un fatto positivo» racconta Federico Tamò, farmacista di Sementina, pioniere del settore. «Il nostro intento quando siamo partiti, a giugno, era assicurare un approvvigionamento strategico». 

Le mascherine lavabili di stoffa stanno prendendo terreno - c'è chi ha proposto di distribuirle a tutti i dipendenti del Cantone, ad esempio - ma scontano la mancanza di una normativa chiara. L'Associazione svizzera di normalizzazione (SNV) ha annunciato settimana scorsa che se ne occuperà «entro l'inizio dell'anno prossimo». Per Tamò «è una buona notizia» anche se «forse bisognava provvedere prima». Non teme per la concorrenza. «È giusto che nel quotidiano la gente faccia scelte più eco-sostenibili, una volta che sarà garantita la sicurezza». Il produttore sementinese rifornisce «soprattutto le strutture mediche, dove le mascherine usa e getta sono effettivamente indispensabili». È probabile che, alla fine, anche gli altri produttori faranno lo stesso. 

Commenti
 
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pillola rossa 6 mesi fa su tio
Grazie Pirmin Schwander! La Svizzera ha bisogno di persone in grado di pensare con la propria testa.
pillola rossa 6 mesi fa su tio
Ahahahah...
seo56 6 mesi fa su tio
Articolo da scrivania! Basta uscire nelle città e salire sui mezzi pubblici o alle fermate degli stessi per vedere che non è come la raccontate
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