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07.10.2020 - 13:020
Aggiornamento : 13:27

«Ecco la fine agli ingiusti privilegi»

Il Partito socialista saluta positivamente il rapporto della Commissione sulla previdenza per i consiglieri di Stato

BELLINZONA - «Una radicale e profonda riforma della previdenza professionale per i membri del Consiglio di Stato». È con queste parole che il Partito socialista descrive il rapporto della Commissione gestione e finanze - che saluta positivamente - sull’iniziativa popolare “Basta privilegi per i Consiglieri di Stato”. Lo scopo è assoggettare i futuri membri del Consiglio di Stato all’Istituto di previdenza del Cantone Ticino, «ponendo fine a un sistema di ingiusti privilegi».

Se la modifica legislativa verrà approvata dal Parlamento, i Consiglieri di Stato eletti successivamente all’entrata in vigore della nuova normativa non avranno più condizioni previdenziali particolari, ma doveri e diritti pari a qualsiasi dipendente dello Stato, così come chiesto dall’Iniziativa. Nello stesso modo, in relazione agli anni di attività governativa da loro svolta e all’età del loro abbandono della carica, riceveranno un’indennità di uscita o potranno beneficiare, alle stesse condizione dei dipendenti dello Stato, della pensione di anzianità al momento del compimento dei 65 anni di età. A partire dai 58 anni di età potranno ricevere un reddito ponte, anch’esso proporzionale al numero di anni della loro attività governativa, che li traghetterà verso la pensione.

Il PS saluta positivamente la possibilità di «cancellare completamente un sistema di ingiusti privilegi per i Consiglieri di Stato in carica a favore di un sistema chiaro, trasparente e, per gli aspetti fondanti, del tutto analogo e assimilabile a quello di cui beneficiano i dipendenti dello Stato».

«Nel 2015 il Parlamento aveva approvato il principio secondo cui i Consiglieri di Stato dovevano essere assoggettati alla cassa pensione - scrivono i socialisti -. Tuttavia l’inattività di PLR-PPD-Lega e UDC non aveva permesso di fare passi avanti. Grazie alla pressione delle cittadine e i cittadini firmatari dell’iniziativa popolare “Basta privilegi per i Consiglieri di Stato“ siamo quindi riusciti a dare un importante contributo a un cambiamento radicale del sistema previdenziale in Ticino per i futuri Consiglieri di Stato».

Ma una nota negativa c'è: «Per il Partito socialista resta l’ammontare eccessivamente elevato della buonauscita per i Consiglieri di Stato, superiore al massimo che può ottenere un capodivisione». Su questo punto il Gruppo parlamentare socialista valuterà se presentare un emendamento per ridurre tale buonauscita al momento del dibattito parlamentare.

L'MPS non è detto stesso avviso - Per il Movimento per il socialismo, in realtà, non si tratta di una buona notizia. «Ci si dice che “con la riforma prevista, i futuri consiglieri di Stato guadagneranno come oggi circa 230'000 franchi netti” - scrive -. Lo schema è chiaro: siccome dovranno pagare i contributi alla cassa pensione, il salario netto dovrebbe diminuire della somma relativa ai contributi (attorno al 11.5%). Si deve quindi dedurre che il salario lordo dei consiglieri di Stato aumenterà di una somma corrispondente a questa percentuale». Inoltre, «l’amministrazione cantonale dovrà farsi carico del pagamento di un ulteriore 17.6% del salario quale contributo del datore di lavoro alla cassa pensione. In totale il costo salariale di un consigliere di stato aumenterà annualmente di ben 75'000 franchi».

Sarebbe poi prevista un’indennità straordinaria per il consigliere di Stato che dovesse lasciare l’esecutivo (per ragioni diverse). Essa ammonterà nel caso di una presenza di 12 anni in Governo al 270% del salario annuo a cui si deve aggiungere la prestazione di libero passaggio che di fatto verrà incassata in contanti. «Una somma di fatto simile all’attuale vitalizio - conclude l'MPS -. Cambiare tutto per non cambiare nulla».


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