Keystone - foto d'archivio
CANTONE / SVIZZERA
14.09.2020 - 12:200

Troppo clorotalonil nell'acqua? Più tempo per cambiare

Il problema c'è anche in Ticino. L’Ufficio federale della sicurezza alimentare ha emanato oggi una nuova direttiva

BERNA - L'acqua potabile contiene troppi derivati dei prodotti di degradazione del clorotalonil. È quanto era emerso da uno studio pilota dell’Osservazione nazionale delle acque sotterranee NAQUA relativo al 2017. Ai fornitori di acqua potabile erano stati concessi due anni di tempo per ovviare alla situazione, ma l’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) ha emanato oggi una nuova direttiva: in casi eccezionali i Cantoni possono concedere un termine più lungo.

Il clorotalonil veniva utilizzato nell’agricoltura svizzera dagli anni Settanta. Lo scorso 31 dicembre è stato vietato, dopo che l’USAV ha riesaminato la sostanza per verificarne la possibile pericolosità per la salute. Poiché l’80% dell’acqua potabile in Svizzera è prelevata dalle acque sotterranee e considerato che queste sostanze possono essere eliminate solo con oneri molto elevati in sede di trattamento, lo stato delle acque sotterranee riveste una grande importanza.

Diversi metaboliti del clorotalonil superano il valore limite di 0,1 microgrammi per litro nelle acque sotterranee di molte regioni della Svizzera, Ticino compreso. E poiché le acque sotterranee si rinnovano in modo relativamente lento e i metaboliti del clorotalonil sono estremamente longevi, si può presumere che questi inquinanti continueranno ad avere un impatto importante sulla qualità delle acque sotterranee anche negli anni a venire.

Nell’agosto del 2019 l’USAV aveva prescritto ai Cantoni, in caso di superamento del valore massimo, di disporre misure affinché l’acqua potabile rispondesse alle esigenze legali entro due anni. L’Ufficio ha ora deciso di adeguare la direttiva per i Cantoni alle nuove conoscenze nel frattempo acquisite: i Cantoni continuano a essere tenuti a disporre che l’acqua potabile risponda alle esigenze legali entro due anni a decorrere dalla contestazione, tuttavia, se per ragioni finanziarie, politiche, ecologiche o di tempo non fosse possibile attuare le misure entro questa scadenza, il Cantone può concedere un termine più lungo. I Cantoni devono informare l’USAV sulle misure disposte e provvedere a che i fornitori d’acqua potabile informino regolarmente la popolazione sui risultati delle analisi svolte e sulle misure adottate.

È doveroso precisare che il superamento del valore massimo dei prodotti di degradazione del clorotalonil non significa ancora un pericolo acuto per la salute. «L’osservanza del valore massimo ha piuttosto lo scopo di garantire preventivamente la protezione della salute», scrive l'USAV. Ma la presenza nell’acqua potabile di prodotti di degradazione di sostanze attive con proprietà tossicologiche preoccupanti va limitata in generale. Dal 1° gennaio 2020 la vendita di prodotti contenenti clorotalonil è vietata.

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