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30.06.2020 - 11:530

Al lavoro con la canicola: «Ecco i consigli per evitare il collasso»

Il DFE e l'Ufficio dell'ispettorato del lavoro lanciano una campagna di prevenzione per i lavoratori.

BELLINZONA - Il caldo estivo è ormai arrivato. Una bella notizia per chi è in vacanza e può rilassarsi nei lidi e sulle rive di laghi e fiume. Una notizia un po' meno buona per chi deve lavorare nei cantieri. La famigerata canicola può infatti provocare diversi disturbi di salute.

Il lavoro in ambiente caldo, in particolar modo all'esterno, riduce infatti il rendimento fisico e psichico e aumenta in maniera considerevole il rischio d'incidenti. «A lungo termine - ricorda il DFE in una nota odierna - l'esposizione al caldo può provocare un sovraccarico del sistema cardiovascolare (aumento rapido e forte del battito cardiaco), con affaticamento precoce» e questo «anche svolgendo un’attività lavorativa relativamente leggera».

I sintomi del colpo di calore sono molteplici e includono il mal di testa, l’inappetenza e l'insonnia. «Un'esposizione prolungata ad alte temperature può provocare addirittura un collasso». Per questi motivi il Cantone, in collaborazione con l'Ufficio dell'ispettorato del lavoro, ricorda alla popolazione alcune semplici regole per proteggersi dal caldo intenso. 

Di seguito tutti i provvedimenti: 

Provvedimenti tecnici:

Raffreddamento dell’aria

Una ventilazione naturale o meccanica (ventilatori, cortine d’aria) raffredda grazie a un rinnovo di aria più frequente o a una sua maggiore velocità di circolazione. Negli spazi limitati (ad es. cabina di guida o di una gru), l’aria entrante dovrebbe essere raffreddata.

Provvedimenti organizzativi:

Fare in modo di non lavorare durante le ore più calde (per esempio, di comune accordo con i lavoratori, inizio della giornata alle 05.00)

Riduzione della mole di lavoro

Ridurre il lavoro muscolare (muscolatura delle braccia, delle gambe e del tronco) allo stretto necessario.

Periodi di riposo:

• preferire diverse pause brevi, che in un ambiente caldo sono più efficaci di alcune pause lunghe;
• fornire la possibilità di riposarsi in un locale a temperatura moderata (pause rinfrescanti);
• le pause rinfrescanti dovrebbero durare almeno 10 minuti ogni ora. Il clima nei luoghi di riposo dovrebbe essere gradevole.

Tempo di permanenza al caldo:

Ridurre la durata di permanenza nelle zone calde indispensabili alla produzione (riduzione del tempo di lavoro).

Provvedimenti personali:

Se i provvedimenti tecnici e organizzativi non sono sufficienti a proteggere la salute, occorre fornire un equipaggiamento personale di protezione il più possibile conforme alle esigenze concrete:

• uso di abiti leggeri, larghi e di colore chiaro, che consentono l’evaporazione tramite il sudore, ma che ostacolano il calore elevato;
• uso di dispositivi di protezione per il capo e occhiali da sole;
• applicazione di crema protettiva per la pelle (schermo solare adeguato, applicazione ripetuta);
• nessun consumo di alcool e di droga;
• consumo di acqua fresca o tè poco zuccherato in quantità sufficiente prima di avvertire la sensazione di sete. Si consiglia di assumere 2.5 decilitri mezz'ora prima d'iniziare il lavoro e la stessa quantità ogni 20 minuti.

Il DFE ricorda inoltre che per determinate categorie (donne incinte, persone che lavorano di notte) è obbligatoria una dichiarazione di idoneità e che la tutela della salute dei lavoratori «è un obbligo del datore di lavoro»: «La «mancata applicazione di misure di protezione può essere perseguita penalmente».

Altre informazioni sulle misure da adottare, a prevenzione della salute dei lavoratori, sono consultabili sul sito www.ti.ch/ispettorato-lavoro

 

Commenti
 
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pillola rossa 1 anno fa su tio
Quale lavoro? Quello che ci avete tolto grazie al lockdown?
BarryMc 1 anno fa su tio
@pillola rossa Ce ne sono ancora molti, per fortuna, che hanno un lavoro e pure loro meritano rispetto, non solo quelli che lo hanno perso, ai quali va tutta la mia solidarietà.
Don Quijote 1 anno fa su tio
Ecco la ragione per cui sistematicamente al sud il lavoro ha un ritmo diverso che al Nord. Se pensavate di essere più bravi adesso sapete che siete solo più sfigati.
BarryMc 1 anno fa su tio
@Don Quijote Ho lavorato anni al nord e posso affermare tranquillamente che è una vera bugia la storiella che si lavora di più che al sud, almeno per quel che concerne l'edilizia! Che bei tempi quando si finiva tutte le sere alle cinque e al venerdì alle quattro…..al nord!
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