«Più si sta distanti, minore è il rischio di ammalarsi»
Keystone / Tipress
CANTONE
17.06.2020 - 07:230
Aggiornamento : 10:06

«Più si sta distanti, minore è il rischio di ammalarsi»

Entro la fine di giugno la Confederazione potrebbe introdurre ulteriori allentamenti delle disposizioni Covid-19

L'esperto Christian Garzoni: «La situazione è migliorata grazie al lockdown, alla maggiore attenzione da parte dei cittadini e al tempo che si passa all'aria aperta»

LUGANO - In Svizzera la distanza sociale raccomandata è ancora di due metri. Ma da diverse settimane a livello nazionale il numero dei nuovi contagi di coronavirus è molto basso, quindi a breve la situazione potrebbe cambiare: già il prossimo 24 giugno il Consiglio federale potrebbe infatti decidere di ridurre tale distanza, come riferito da Nau. E questo venerdì le autorità si chineranno inoltre sull'attuale limite di 300 partecipanti per le manifestazioni.

Insomma, entro la fine di giugno potrebbero avvenire nuovi importanti allentamenti. È troppo presto o è il momento giusto? «In ogni caso vale la regola della prudenza» sostiene il dottor Christian Garzoni, specialista in malattie infettive e direttore sanitario alla Clinica Luganese Moncucco.

«A livello svizzero - ci dice - noi esperti siamo tutti stupiti positivamente dell'attuale situazione. E ci auguriamo che continui così». Ma i rischi non mancano, in particolare per quanto riguarda gli assembramenti: «Un assembramento fino a 300 persone può accelerare la diffusione del virus, meglio quindi evitare assembramenti e prediligere ritrovarsi in piccoli gruppi» ricorda Garzoni.

Questione di distanza - Per quanto riguarda la distanza di sicurezza, secondo il nostro interlocutore dipende tutto dal rischio che si vuole correre: «Gli studi hanno mostrato che le goccioline che portano il virus possono percorrere fino a due metri, certi esperti ritengono che arrivino anche ben oltre i due: più si sta distanti, minore è il rischio di contrarre la malattia. Meglio comunque se si indossa sempre la mascherina».

La riapertura delle frontiere - Garzoni va oltre, parlandoci anche della recente riapertura delle frontiere elvetiche ai paesi europei: «Bisogna stare attenti a un eventuale ritorno del virus dall'estero: ogni giorno si parla di pochi casi in Svizzera, ma il problema è la diffusione della malattia a livello mondiale, perché il virus è ancora ben presente su tutta la terra».

Più tempo all'aria aperta - Si constata inoltre che alla nostra latitudine l'arrivo della bella stagione sembra aver contribuito al miglioramento della situazione. Ma l'esperto sottolinea che la temperatura non c'entra: «Si ritiene che il netto rallentamento dell'epidemia sia dovuto al fatto che ora si passa più tempo all'aria aperta, e case e uffici vengono ventilati meglio». E siamo arrivati a questo punto anche grazie «al lockdown e alla maggiore attenzione da parte dei cittadini» conclude Garzoni.

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